C’è una foto appoggiata su uno scrittoio, in uno dei saloni di palazzo Anguissola Scotti, che ritrae un giovane Corrado Sforza Fogliani alla guida di una moto, felice, spensierato, capelli al vento, perché all’epoca non si usava il casco. Lì, in quella che è stata per 84 anni la sua abitazione, nel giorno del suo compleanno, la moglie Maria Antonietta e la figlia Maria Paola hanno voluto ricordarlo in un modo che, ne siamo certi, l’avvocato avrebbe apprezzato, miscelando un po’ di storia, un gesto munifico ed pizzico di ironia.
Da lassù deve aver assistito alla serata sfoderando lo stesso sorriso che emerge da quello scatto in bianco e nero.
Amici storici, i vertici della sua Banca, i liberali, alcuni esponenti della cultura, qualche autorità, sono stati invitati per una serata che è stata occasione per scambiarsi gli auguri e per annunciare la donazione ai Musei Civici di un cappello appartenuto a un ussaro di Piacenza, un componente del reparto cavalleggeri che prese il nome dalla nostra città.
Il cimelio, sapientemente restaurato da Tiziana Benzi, nella sua semplicità, è una pennellata all’affresco storico della nostra terra, quasi che moglie e figlia avessero aperto uno fra i tanti cassetti dell’immenso archivio costruito negli anni da Corrado, riportando alla luce una pagina di cronaca del passto.
Il copricapo è un frammento di storia vissuta, narra l’orgoglio di questa terra, delle sue scelte, dell’essere testarda ed orgogliosa tanto nell’opporsi ai Farnese, quanto nell’essere la prima ad abbracciare l’annessione alla costituenda Italia.
Al contempo fa emergere una dimensione assai più intima e famigliare: un prefetto (Berardo Ienzi), amico stimato di Sforza, convinto che “ogni generale a casa trovasse una generalessa” pronta ad accoglierlo soprannominò la moglie Maria Antonietta l’Ussara, concedendole sul campo le tre stelle dorate ed il comando dello Stato Maggiore famigliare. Un soprannome che ha accompagnato la vita della coppia fino alla scomparsa nel dicembre 2022 del compianto presidente della Banca di Piacenza.
Il dono al Farnese del cappello è un gesto di pubblico mecenatismo, (forse il primo di una lunga serie) intriso però di affetto domestico, che avrebbe certamente commosso il più piacentino fra i piacentini, l’avvocato, facendolo poi virare in un un moto di ilarità al pensiero che la comandante suprema lo ha sottilmente “giocato” anche questa volta indossando, da donna, virtualmente, un cappello simbolo di antico coraggio maschile, come recitato dal motto del Reggimento Cavalleggeri Piacenza: “Viriliter pro patria militantibus” (Combattendo virilmente per la Patria).
Nel cappello degli Ussari di Piacenza un pezzo di storia ed un affettuoso omaggio alla memoria di Corrado Sforza Fogliani
In una serata a palazzo Anguissola Scotti la moglie e la figlia dell'avvocato hanno ufficializzato la donazione del copricapo del Reggimento Cavalleggeri Piacenza ai Musei Civici






