HomeEconomiaVisit Emilia, turismo in forte crescita: arrivi in aumento del 9,1%

Visit Emilia, turismo in forte crescita: arrivi in aumento del 9,1%

Stranieri in record con incrementi a doppia cifra. Pernottamenti oltre 2,7 milioni, stranieri in crescita del 12,2%. Simone Fornasari: «Investimenti e qualità dell'offerta premiano il territorio»

Il territorio di Visit Emilia, che comprende le province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, mette a segno la migliore performance turistica dell’Emilia-Romagna nei primi dieci mesi del 2025. Gli arrivi crescono del 9,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre i pernottamenti superano quota 2,7 milioni, con un contributo particolarmente rilevante del turismo internazionale.

Secondo i dati elaborati dal Servizio Statistica della Regione Emilia-Romagna, la Destinazione Emilia totalizza 1.264.920 arrivi e 2.755.902 pernottamenti tra gennaio e ottobre, confermandosi l’area regionale con il ritmo di crescita più sostenuto. Un risultato che consente di distanziare nettamente sia la Romagna, ferma a un +4,61% di arrivi, sia il territorio Bologna-Modena, che registra un +8,10%.

Il cambio di passo è evidente soprattutto nella componente estera. Visit Emilia accoglie oltre 460 mila turisti stranieri, con una crescita del 12,21%, la più alta dell’intera regione. In aumento anche i flussi italiani, che superano le 800 mila presenze con un incremento del 7,40%. Ancora più marcata la dinamica dei pernottamenti: quelli degli stranieri crescono del 13,04%, arrivando a 947.789 notti, mentre gli italiani raggiungono 1.808.113 presenze, in aumento del 4,45%.

«I dati certificano il lavoro degli ultimi anni su accoglienza, valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico e sulla capacità di destagionalizzare i flussi», spiega Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia. «La crescita a doppia cifra degli stranieri dimostra che siamo riusciti a posizionarci sui mercati internazionali come destinazione di qualità. Piacenza, Parma e Reggio Emilia hanno saputo costruire un’offerta integrata con eccellenze alimentari, borghi, castelli percorsi verdiani, turismo culturale, vie storiche, Appennino».

L’analisi per tipologia di località mostra andamenti positivi diffusi. I grandi comuni di Piacenza, Parma e Reggio Emilia si confermano il principale motore dei flussi, con oltre 680 mila arrivi e più di 1,36 milioni di pernottamenti. Ma segnali molto incoraggianti arrivano anche dall’Appennino, che registra una crescita a doppia cifra degli arrivi, e dalle aree collinari, dove l’aumento dei pernottamenti supera il 15%, sostenuto dalla domanda di esperienze legate a borghi, cantine e residenze storiche.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, Parma intercetta circa il 45% degli arrivi complessivi della Destinazione Emilia, beneficiando dell’eredità di Parma Capitale della Cultura e della forza del brand Food Valley. Reggio Emilia concentra circa il 30% dei flussi, grazie alla valorizzazione dei percorsi matildici, mentre Piacenza, con il restante 25%, consolida il proprio posizionamento puntando su castelli, turismo culturale e sulla collocazione strategica tra Milano, Genova e l’Appennino.

La struttura dell’offerta ricettiva evidenzia una destinazione in trasformazione. Le strutture alberghiere restano centrali, ma è il comparto extra-alberghiero a crescere con maggiore intensità, sia in termini di arrivi sia di pernottamenti. La quota di turisti stranieri sul totale sfiora il 36,4%, in aumento rispetto all’anno precedente, avvicinando Visit Emilia ai livelli delle aree italiane più internazionalizzate. Tra i mercati esteri spiccano quelli europei, con Germania, Francia e Spagna in forte crescita, mentre dai Paesi extra-europei emergono incrementi significativi dagli Stati Uniti, dal Brasile e soprattutto dalla Corea del Sud.

«Il 2025 conferma il trend positivo iniziato nel post-pandemia», conclude Fornasari. «Ora dobbiamo consolidare questi risultati puntando su sostenibilità e innovazione dell’offerta. La sfida è mantenere alta la crescita senza snaturare l’identità dei territori».

Con una permanenza media di 2,2 giorni, inferiore a quella della Romagna ma in linea con l’area Bologna-Modena, la Destinazione Emilia si rafforza come meta privilegiata per il turismo culturale, enogastronomico e business, capace di attrarre flussi qualificati durante tutto l’anno.

Un ruolo importante nella lettura dei dati 2025 è svolto anche dall’introduzione del Codice Identificativo Nazionale obbligatorio per tutte le strutture ricettive, inclusi affitti brevi e bed & breakfast, che ha consentito una rilevazione più puntuale e trasparente dei flussi turistici.

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