sabato, 31 Gennaio, 2026
4.3 C
Piacenza
spot_img
HomeScuola & UniversitàLa Giornata della Memoria al liceo Gioia: tra storia, spirito critico e...

La Giornata della Memoria al liceo Gioia: tra storia, spirito critico e responsabilità civile

Memoria, spirito critico e cittadinanza attiva sono alcuni dei cardini dell’azione educativa del liceo Gioia, che anche quest’anno ha dedicato alla Giornata della Memoria un percorso articolato di iniziative rivolte agli studenti e aperte al confronto con esperti e testimoni della riflessione storica e culturale.

In occasione delle commemorazioni del 27 gennaio, l’istituto piacentino ha promosso diversi momenti di approfondimento. Nella giornata del 28 gennaio alcune classi hanno assistito allo spettacolo teatrale “Proserpina. La memoria è un tranello”, dell’ebraista Matteo Corradini. Attraverso un percorso che dalla Shoah si è esteso al genocidio armeno, al Rwanda e all’Iran, Corradini ha guidato il pubblico in una riflessione sul significato della memoria, mettendo in dialogo dicotomie solo apparentemente inconciliabili – passato e presente, vivi e morti, morte e amore – e sollecitando interrogativi sugli orrori dell’oggi alla luce delle tragedie della storia.

Sempre il 28 gennaio alcune classi hanno partecipato al Concerto della Memoria all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, dal titolo “Mary Berg. Storia di una ragazza a Varsavia”. Il reading ha ripercorso la vicenda di Mary Berg, una delle pochissime sopravvissute al massacro del Ghetto di Varsavia, con la voce recitante di Stella Piccioni e le musiche di Luca Garlaschelli, eseguite da Nadio Marenco alla fisarmonica e dallo stesso Garlaschelli al contrabbasso. Nel mese di febbraio, inoltre, sono previste uscite didattiche al campo di Fossoli, costruito nel 1942 e divenuto dal 1943 campo di concentramento per gli ebrei italiani.

Un momento centrale del percorso si è svolto nella mattinata del 23 gennaio, in preparazione alla Giornata della Memoria, quando il Dipartimento di Storia e Filosofia del liceo Gioia ha promosso, per le classi quinte e per la cittadinanza, una conferenza con lo storico Francesco Filippi. L’incontro si è tenuto negli spazi di Laboratorio Aperto, all’interno dell’ex Chiesa del Carmine, messa a disposizione dal Comune di Piacenza, ed è stato dedicato al tema del rapporto tra storia e memoria.

Filippi, scrittore, ricercatore e divulgatore, da anni collabora con il liceo Gioia attraverso incontri pubblici, lezioni e Viaggi della Memoria. Le sue ricerche si concentrano in particolare sulla memoria collettiva del secondo Novecento italiano ed europeo. L’intervento si è aperto con una serie di domande solo in apparenza semplici: che cos’è la storia, perché ricordiamo, a cosa serve celebrare il 27 gennaio. Quesiti che hanno spostato l’attenzione dal passato alla responsabilità del presente.

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come la storia non coincida con ciò che sappiamo del passato, ma con tutto ciò che è accaduto prima di ora, un deposito immenso da cui non è possibile, né auspicabile, attingere indiscriminatamente. La memoria, è stato ricordato, è una scelta: ricordare tutto è impossibile, mentre costruire una memoria consapevole è un atto di responsabilità.

Da qui una riflessione sul significato della Shoah e della sua commemorazione: non solo memoria delle vittime, ma anche dei carnefici, della cosiddetta “zona grigia”, di chi non fece nulla. Auschwitz non fu soltanto un luogo simbolico, ma un sistema, una macchina di disumanizzazione nata all’interno di una società moderna e avanzata, con dinamiche che interrogano ancora il presente. Ogni totalitarismo, è stato ribadito, si fonda su tre elementi: l’individuazione di un nemico, la costruzione rassicurante di un “noi” e una vasta area di consenso passivo. Tutto può iniziare da gesti minimi, da parole, da scelte quotidiane, anche dall’inerzia, perché la non risposta è già una risposta.

Agli studenti e alle studentesse è stata così affidata una responsabilità non comoda ma necessaria: andare oltre la semplice emozione o l’idea di “stare dalla parte giusta”, interrogandosi su quale sia oggi la propria posizione di fronte ai fili spinati della storia. Con onestà intellettuale e consapevolezza del fatto che la storia non restituisce la vita ai morti, ma può ancora parlare ai vivi.

Un percorso che non ha cercato risposte facili, ma ha offerto strumenti per comprendere, pensare e scegliere.

ARTICOLI COLLEGATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -
Officina Pensieri

Articoli PIu' popolari