Un controllo di routine, un’auto sospetta e una fuga improvvisa: da qui ha preso forma un’indagine articolata che ha portato i carabinieri della Stazione di Bettola a denunciare un giovane per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un lavoro costruito passo dopo passo, tra tecnologia e accertamenti scientifici.
I fatti risalgono alla notte del 29 novembre 2025. Intorno alle 3:30, una pattuglia impegnata nel controllo del territorio si trovava in piazza Sant’Ambrogio quando notava un SUV bianco proveniente dalla Statale 654. Alla vista dell’auto di servizio con i lampeggianti accesi, il conducente rallentava bruscamente all’altezza del Bar Centrale. Un militare tentava di avvicinarsi, ma il mezzo ripartiva all’improvviso, attraversava piazza Colombo e si allontanava velocemente lungo via Nogent Sur Marne.
Una ventina di minuti più tardi, in via Circonvallazione, i carabinieri fermavano due giovani a piedi nei pressi della zona in cui era transitato il veicolo. In quel momento il SUV non risultava ancora rubato, ma il comportamento sospetto non passava inosservato e faceva scattare i primi accertamenti.
La svolta arrivava il mattino successivo: grazie alla collaborazione con la Polizia Locale e all’analisi dei sistemi di videosorveglianza e dei lettori targa, i militari risalivano al veicolo, una Toyota RAV4 bianca risultata rubata a Piacenza poche ore prima, in via Martiri della Resistenza.
Inserito nei sistemi di allerta, il SUV veniva nuovamente intercettato nella tarda mattinata a Bettola. Una pattuglia della Stazione carabinieri di Farini riusciva a individuarlo e a mettersi all’inseguimento. Il conducente tentava ancora la fuga lungo la Statale 654, ma perdeva il controllo del mezzo, finendo fuori strada. Abbandonata l’auto, si dileguava a piedi nei campi lungo il greto del torrente Nure, facendo perdere le proprie tracce.
Il veicolo veniva recuperato e sottoposto a rilievi. Nonostante l’assenza di strumenti da scasso, i militari ipotizzavano la presenza di elementi utili all’identificazione. Veniva quindi attivato il personale specializzato dell’Aliquota Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bobbio, che procedeva al repertamento delle tracce.
L’indagine proseguiva con un’intensa attività tecnica: analisi delle immagini, ricostruzione dei movimenti del mezzo, confronto con altri episodi analoghi. Decisivi gli accertamenti del Reparto Investigazioni Scientifiche di Parma, dove venivano analizzati i reperti dattiloscopici raccolti sul SUV.
Dalla relazione emergeva la corrispondenza con uno dei due giovani controllati nella notte del 29 novembre. Sulla base di questi elementi, i carabinieri denunciavano un 23enne di origini ucraine residente a Vigolzone per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale.
SUV rubato nella notte, inseguimento e fuga nei campi: i carabinieri di Bettola identificano il responsabile
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