“Seta non è riuscita a zittire gli autisti né la Fit Cisl. E ora la partita entra in tribunale”. Dopo il duro scontro esploso nei giorni scorsi attorno alla cosiddetta ‘tassa sulla stanchezza’, il sindacato rilancia e collega direttamente il nuovo affondo al comunicato diffuso ieri, con cui denunciava il “grave comportamento antisindacale” dell’azienda di trasporto pubblico.
A intervenire è ancora Aldo Cosenza, segretario Fit Cisl Emilia-Romagna, che torna sulla vicenda del premio di risultato legato agli incidenti e sul referendum promosso successivamente da Seta per ratificare l’accordo contestato.
“La democrazia sindacale è un fattore potente, ma solo se non viene trasformata in gossip contro chi dissente – attacca Cosenza –. I nostri competitor non sono gli altri sindacati, ma Seta. Un’azienda che ha tentato con modi da sultano impaurito di silenziare la Fit Cisl. Tentativo fallito: la battaglia è apertissima”.
Secondo il sindacato, il dato politico più rilevante riguarda proprio la scarsa partecipazione degli autisti al referendum aziendale. “I numeri non mentono – osserva Cosenza –. Il 48% dei lavoratori non si è presentato ai seggi, l’11% ha bocciato l’accordo nelle urne e soltanto il 41% dell’intera platea aziendale ha votato sì per un premio che riguarda esclusivamente gli autisti. È evidente che un problema esiste”.
Fit Cisl ribadisce inoltre quanto già denunciato nel comunicato di ieri: l’esclusione della sigla dal tavolo del 16 aprile convocato da Seta per modificare l’accordo sul premio di risultato sottoscritto nel 2024 e valido fino al 31 dicembre 2026. “La Fit Cisl firmò quell’intesa due anni fa, ma è stata estromessa dalla trattativa che l’ha modificata – prosegue Cosenza –. Un fatto gravissimo e senza precedenti”.
Da qui la doppia iniziativa giudiziaria annunciata dal sindacato. La prima riguarda la denuncia per comportamento antisindacale contro Seta, centrata proprio sulla mancata convocazione della Fit al tavolo aziendale e sull’esclusione dalla nuova commissione paritetica incaricata di valutare gli incidenti degli autisti e l’eventuale perdita del premio.
“Quella commissione sarà davvero imparziale quando dovrà giudicare un autista iscritto alla Fit Cisl? – domanda Cosenza –. Oppure c’è il rischio concreto di atteggiamenti punitivi?”.
Il secondo ricorso riguarda invece la validità dell’accordo del 2024. “La nostra sigla non ha mai disdettato quell’intesa – sottolinea il leader sindacale – e quindi per gli iscritti che rappresentiamo resta pienamente valida”.
Fit Cisl insiste anche sul tema della trasparenza interna all’azienda. “Parliamo di una società pubblica che dovrebbe avere un’etica ben definita – conclude Cosenza –. Nel consiglio di amministrazione rileggano quanto scritto dalla Corte dei Conti a proposito di trasparenza”.
Il sindacato annuncia infine che il confronto con gli autisti proseguirà nelle prossime settimane: “Il punto è informare correttamente i lavoratori, senza imporre scelte e senza fake news. Decideremo insieme ai nostri iscritti ogni passo futuro, tutelando i loro diritti”.
Fit Cisl porta Seta in tribunale
«Grave comportamento antisindacale, gli autisti vanno ascoltati e non zittiti».
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