Avrebbe tentato di corrompere due tecnici comunali offrendo loro 5mila euro a testa per evitare controlli su un presunto abuso edilizio legato alla costruzione di una piscina nel giardino di casa. Al rifiuto dei funzionari li avrebbe intimiditi, qualificandosi come appartenente alla criminalità organizzata sinti e chiedendo anche a una donna presente nell’abitazione di portargli una pistola. Protagonista dell’episodio un 50enne italiano, poi arrestato dalla Polizia di Stato di Piacenza.
I fatti risalgono allo scorso 10 aprile, quando i tecnici del Comune di Piacenza si sono recati nell’abitazione dell’uomo per verifiche relative a un presunto abuso edilizio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe inizialmente tentato di corrompere i due funzionari, per poi passare alle minacce e agli atteggiamenti intimidatori, arrivando anche a strattonare uno dei tecnici.
La Procura della Repubblica di Piacenza ha quindi aperto un procedimento penale nei suoi confronti per istigazione alla corruzione, minacce aggravate e interruzione di pubblico servizio, delegando la Squadra Mobile della Questura a effettuare una perquisizione nell’abitazione alla ricerca di eventuali armi.
Nel corso dell’operazione gli agenti della Squadra Mobile, supportati da un equipaggio in divisa, hanno rinvenuto e sequestrato diverse armi da fuoco, fra cui un revolver risultato rubato in un’abitazione della provincia di Milano, con relative munizioni, una pistola semiautomatica con matricola non presente nelle banche dati, due revolver ad avancarica acquistati da un privato residente in Francia, una carabina ad aria compressa.
Il cinquantenne è stato quindi arrestato per detenzione illegale di armi e denunciato anche per ricettazione dell’arma rubata.
Dopo il trasferimento in carcere, il giudice ha convalidato l’arresto disponendo nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.




