Ancora un’aggressione ai danni del personale del trasporto pubblico locale a Piacenza. Questa volta a farne le spese è stato un verificatore di SETA, finito al pronto soccorso dopo essere stato colpito da un passeggero durante un controllo a bordo di un autobus della linea urbana 16.
L’episodio si è verificato intorno a mezzogiorno nei pressi di via Taverna. Secondo quanto ricostruito, una squadra di verifica composta da un uomo e una donna era salita sul mezzo per effettuare i controlli di routine sui titoli di viaggio. Tra i passeggeri c’era un uomo che avrebbe assunto un atteggiamento ostile e provocatorio nei confronti degli addetti.
Alla richiesta di esibire il biglietto, il passeggero avrebbe reagito con veemenza, rifiutandosi di collaborare e di fornire le proprie generalità. Stando alle testimonianze raccolte, avrebbe urlato «Fammi scendere, io non ti do il biglietto», per poi passare dalle parole ai fatti, colpendo il controllore con spinte, pugni e calci nel tentativo di aprirsi un varco e fuggire dal mezzo.
La scena si è consumata davanti a numerosi passeggeri. L’autobus era affollato e l’aggressione ha provocato momenti di forte tensione e paura, soprattutto tra alcuni anziani presenti a bordo che, spaventati, hanno iniziato a gridare. Per evitare ulteriori rischi e impedire la fuga dell’aggressore, il mezzo è rimasto fermo fino all’arrivo delle forze dell’ordine.
La centrale operativa di SETA, avvisata immediatamente dall’autista e dalla collega del verificatore, ha richiesto l’intervento del 112. Sul posto sono arrivati i carabinieri e un’ambulanza. Il lavoratore ferito è stato trasportato al vicino pronto soccorso dell’ospedale di Piacenza, dove è stato medicato e successivamente dimesso con una prognosi di sei giorni.
Le indagini sono ora in corso per identificare il responsabile. Un aiuto importante potrebbe arrivare dalle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti sul bus e dalle bodycam in dotazione agli addetti alla verifica, che erano attive durante il servizio e che verranno messe a disposizione degli investigatori.
SETA ha espresso una dura condanna per quanto accaduto. «A nome del Consiglio di amministrazione ed unitamente all’amministratore delegato dell’azienda esprimo una ferma condanna per questo inqualificabile e ingiustificato episodio e manifesto la più completa solidarietà ai nostri dipendenti coinvolti» afferma la presidente Elisa Valeriani.
«Provvederemo subito a sporgere denuncia per interruzione di pubblico servizio nei confronti del responsabile dell’aggressione, confidando che venga prontamente identificato e chiamato a rispondere di quanto accaduto. Al lavoratore rimasto ferito va un sincero augurio di pronta guarigione e la garanzia del pieno sostegno dell’azienda, compreso il supporto legale per ogni eventuale azione di tutela».
Dura anche la presa di posizione della Fit Cisl Piacenza, che parla di un episodio tutt’altro che isolato. «La misura è ormai colma, questo non è purtroppo un episodio isolato ma l’ennesimo di una inaccettabile escalation di violenza quotidiana a danno del personale di SETA» dichiara il segretario provinciale Salvatore Buono. «A nome di tutta la segreteria esprimo la massima vicinanza al lavoratore ferito, cui auguriamo una pronta guarigione, e solidarietà a tutta la squadra di verifica presente. Un pensiero particolare va alla collega rimasta fortemente turbata dall’accaduto. Auspichiamo che le indagini portino rapidamente all’identificazione del responsabile».
Il sindacato torna inoltre a chiedere interventi urgenti sul fronte della sicurezza. «È impensabile e inaccettabile che un lavoratore esca di casa per guadagnarsi da vivere e debba temere di finire al pronto soccorso. Da tempo chiediamo che la sicurezza venga messa al primo posto. Rivolgiamo un appello a SETA, alle istituzioni locali e alla Prefettura affinché venga convocato al più presto un tavolo sull’emergenza sicurezza. Servono misure di deterrenza e protezione più incisive, una maggiore presenza delle forze dell’ordine nei tratti e negli orari più a rischio e ulteriori strumenti tecnologici di tutela per il personale».
Per la Fit Cisl la situazione ha ormai raggiunto un livello di allarme che non può più essere ignorato. Il sindacato annuncia che continuerà a sollecitare interventi concreti e non esclude ulteriori iniziative qualora il fenomeno delle aggressioni ai danni di autisti e verificatori dovesse proseguire.




