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Ex Manifattura. Scontro maggioranza – Soresi sui 15mila metri quadrati di parco

I capigruppo di centrosinistra: «Nessun parco è sparito, il progetto è stato rimodulato per inserire il polo scolastico». La consigliera di Fratelli d’Italia: «Il Comune non conferma la superficie annunciata»

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Prosegue il confronto politico sul futuro parco urbano dell’ex Manifattura Tabacchi. Dopo le perplessità sollevate ieri dalla capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi sulla superficie effettiva dell’area verde, intervengono i capigruppo di maggioranza Luca Dallanegra, Boris Infantino, Caterina Pagani e Andrea Fossati. A stretto giro arriva una nuova replica della consigliera.
Al centro dello scontro ci sono i 15mila metri quadrati di parco pubblico indicati negli anni nelle presentazioni del progetto di riqualificazione dell’ex Manifattura. Soresi, richiamando la risposta ricevuta dal Comune a una propria interrogazione, aveva sostenuto che l’Amministrazione non avesse confermato in modo netto quella superficie, definita nel documento un «parametro di riferimento» da verificare sulla base degli elaborati aggiornati.
La maggioranza respinge però la ricostruzione e accusa la consigliera di trasformare ancora una volta un progetto cittadino in un caso politico.
«Ormai è diventato un copione – affermano Dallanegra, Infantino, Pagani e Fossati –. Ogni giorno la consigliera di Fratelli d’Italia Sara Soresi cerca di trasformare un progetto della città in un caso politico. Oggi tocca all’ex Manifattura Tabacchi e al futuro parco urbano. Peccato che le risposte le abbia già ricevute dagli uffici comunali».
I capigruppo riconoscono che il progetto sia stato modificato nel corso degli anni, ma spiegano che la rimodulazione sarebbe legata all’inserimento del nuovo polo scolastico pubblico e della relativa palestra.
«Un servizio che rappresenta un valore aggiunto per tutto il quartiere. Non c’è alcun “parco sparito”. Il sistema del verde rimane parte integrante del progetto: una parte sarà il giardino della nuova scuola, integrato con il parco, mentre la restante superficie continuerà a essere un grande parco urbano pubblico, come previsto».
Secondo la maggioranza, presentare questa evoluzione come un elemento poco chiaro significherebbe «alimentare dubbi dove non ce ne sono».
«L’opposizione ha tutto il diritto di controllare e fare domande – proseguono i quattro capigruppo –. Ma quando, nonostante le risposte ricevute, si continua a insinuare che i cittadini siano stati ingannati, non si sta facendo un servizio alla città. Si sta semplicemente cercando, ancora una volta, di confondere le idee ai piacentini».
La conclusione è affidata a una rivendicazione dell’azione amministrativa: «Noi continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: realizzare i progetti, spiegare le scelte e rispondere con i fatti».
Alle parole della maggioranza risponde nuovamente Sara Soresi, secondo la quale il centrosinistra non avrebbe affrontato il punto preciso contenuto nell’interrogazione.
«La replica lascia sinceramente perplessi – afferma la consigliera di Fratelli d’Italia –. Viene il dubbio che chi l’ha scritta non abbia letto con attenzione né la mia interrogazione né, soprattutto, la risposta fornita dall’Amministrazione comunale».
Soresi precisa di non aver confuso il parco urbano con il nuovo plesso scolastico. «Al contrario, il quesito è chiarissimo e riguarda proprio i 15mila metri quadrati del parco pubblico di cui l’Amministrazione ha parlato per anni nelle presentazioni del progetto e nella propria comunicazione istituzionale».
Per la consigliera, il riferimento alla scuola e alla palestra sposterebbe quindi l’attenzione dalla questione principale.
«È il centrosinistra che tenta di confondere i piacentini, introducendo nel dibattito elementi che non hanno alcuna attinenza con la questione posta. Il tema è uno soltanto: nella risposta ufficiale alla mia interrogazione il Comune non conferma che il futuro parco pubblico sarà di 15mila metri quadrati».
Soresi torna quindi sul passaggio della risposta comunale nel quale quella superficie viene indicata come un «parametro di riferimento», mentre la dimensione effettiva dovrà essere verificata sulla base degli elaborati urbanistici ed esecutivi aggiornati.
«Sono parole dell’Amministrazione, non mie – conclude –. Ed è proprio da questa risposta che nascono le domande e le legittime perplessità che ho sollevato. Cercare oggi di reinterpretarla o di attenuarne la portata non cambia il contenuto del documento ufficiale trasmesso dal Comune».

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