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Piacenza guarda alla “Packaging Valley”: da Attraverso il Design la proposta di un percorso formativo dedicato al packaging

La manifestazione ha riunito al Municipale università, imprese, designer e istituzioni. Dal confronto l’ipotesi di rafforzare a Piacenza la formazione sul design del packaging

Piacenza può consolidare il proprio ruolo di “Packaging Valley” e affiancare alla forza della sua filiera industriale anche un polo di competenze e formazione dedicato al design del packaging. È uno dei temi emersi ieri al Teatro Municipale durante la seconda edizione di “Attraverso il Design”, promossa dall’associazione Home Gallery di Carlo e Cecilia Ponzini e dedicata quest’anno a “Packaging Valley. Il futuro si progetta insieme”.

Una giornata articolata in tre momenti – il confronto del mattino, gli appuntamenti pomeridiani in piazza Sant’Antonino e la serata al Teatro Municipale – che ha messo in relazione mondi diversi attorno a un tema comune: fare del packaging non soltanto una delle eccellenze industriali del territorio, ma un elemento riconoscibile dell’identità e delle competenze di Piacenza.

Ad aprire i lavori, dopo l’introduzione di Ilaria Ponzini, sono stati i rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico. Tra gli interventi quelli del sindaco di Piacenza Katia Tarasconi, dell’assessore alla Cultura Christian Fiazza, di don Davide Maloberti, di Davide Sartori per la Banca di Piacenza e del presidente di Confapi Industria Piacenza Vincenzo Cerciello. Luca Groppi, direttore di Confindustria Piacenza, ha richiamato la vocazione manifatturiera del territorio e la possibilità di fare oggi del Piacentino un punto di riferimento riconoscibile per l’industria del packaging.

A condurre e moderare il confronto tra i protagonisti della giornata è stato Carlandrea Triscornia, accompagnando il dibattito tra università, mondo del progetto e imprese.

Il cuore della mattinata è stato infatti il confronto tra design, università, ricerca e impresa. Sono intervenuti Gilda Bojardi, direttrice di INTERNI e Compasso d’Oro alla Carriera 2020; Luigi Colombo, prorettore del Polo territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano; Francesco Zurlo, preside della Scuola del Design del Politecnico; Stefano Foletti, direttore vicario del Dipartimento di Meccanica; Giorgia Spigno dell’Università Cattolica; gli architetti Giorgio Palù e Giorgio Donà e il designer e imprenditore Daniele Lago.

Gilda Bojardi ha definito il packaging come l’unione di «design, ingegneria, tecnologia e arte», sottolineando come oggi abbia assunto un valore molto più ampio rispetto al semplice involucro protettivo e funzionale. Francesco Zurlo lo ha descritto come un “oggetto di frontiera”, nel quale convergono protezione, funzione ed esperienza d’uso, aprendo anche alla possibilità di approfondire il tema della formazione specialistica a Piacenza. «Una scuola di design del Politecnico a Piacenza? Ci sono vari aspetti da verificare – ha spiegato Zurlo –. Ma siamo qui per sondarne le possibilità».

La seconda parte della mattinata ha portato al centro le imprese e la filiera, con Anna Paola Cavanna di Laminati Cavanna, Andrea Ghu di Poplast, Riccardo Zammori di Gualapack, Giacomo Canali di Barilla, Andrea Lezoli di Pubbliregia Ferrero, Elena Chioda di CALAM, l’economista Fabio Papa, Vincenzo Cerciello e Giulia Malta di Confapi Industria Piacenza.

Il confronto ha mostrato quanto dietro una confezione apparentemente semplice convivano esigenze molto diverse: protezione del prodotto, materiali, tecnologia, sostenibilità, comunicazione e riconoscibilità del marchio. Andrea Lezoli, Global Creative Lead di Pubbliregia Ferrero, ha sottolineato come il packaging sia oggi un vero e proprio media, capace di comunicare l’identità di un marchio attraverso forma, colore, grafica e persino il gesto dell’apertura.

Con Riccardo Zammori l’attenzione si è spostata sulla complessità tecnologica spesso invisibile al consumatore e sulla ricerca di un equilibrio tra prestazioni e sostenibilità; Giacomo Canali di Barilla ha affrontato le sfide poste dal nuovo PPWR, il Packaging and Packaging Waste Regulation, il regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, raccontando poi l’origine della “Blue Box”, l’iconica confezione blu della pasta diventata nel tempo uno degli elementi più riconoscibili dell’identità Barilla; Andrea Ghu ha affrontato l’evoluzione del packaging flessibile e le trasformazioni che attendono il settore. Con Fabio Papa il confronto si è allargato al valore economico del design e alla capacità di una filiera territoriale di accrescere la competitività delle singole imprese. A raccontare le radici di questa vocazione è stato anche un contributo video curato da Anna Paola Cavanna, Cecilia Ponzini e Manrico Bissi, dedicato alla storia e all’evoluzione della filiera piacentina del packaging, dagli insediamenti produttivi del Novecento fino alle realtà che oggi ne costituiscono il tessuto industriale.

La formazione è stata uno dei fili conduttori dell’intera mattinata. Il packaging richiede infatti competenze sempre più trasversali, dal design ai materiali, dalla meccanica alla sostenibilità, e può rappresentare per il territorio un’occasione per creare occupazione qualificata, attrarre giovani e rafforzare il rapporto tra imprese, università e ricerca.

«L’evento lascia aperta la strada a iniziative concrete», ha sottolineato Cecilia Ponzini, indicando tra i possibili sviluppi gli approfondimenti tecnici e istituzionali necessari per valutare un percorso della Scuola del Design del Politecnico a Piacenza, nuove collaborazioni tra imprese, università e centri di ricerca e un’azione comune per rafforzare l’identità della “Packaging Valley”.

Nel pomeriggio Attraverso il Design si è spostato in piazza Sant’Antonino. L’Accademia di Danza Domenichino ha aperto gli appuntamenti, seguita dalla dimostrazione di sitting volley della Volley Academy Piacenza. Con il presidente VAP Corrado Marchetti e Marta Consonni, delegata provinciale del Comitato Italiano Paralimpico, è stato approfondito il valore di una disciplina capace di far giocare insieme persone con e senza disabilità.

Spazio anche ai giovani con la premiazione del concorso “Attraverso il Design”, che ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Tramello e quelli del Polo territoriale del Politecnico di Milano, seguiti nel percorso rispettivamente dai docenti Edoardo Manara e Stefano Stabilini. Al centro dei progetti il Lungo Po e la Canottieri Nino Bixio, trasformati in terreno concreto di sperimentazione progettuale per mettere in relazione formazione e città.

La giornata è tornata in serata al Teatro Municipale per la cerimonia dei Premi Attraverso il Design 2026, presentati da Carlandrea Triscornia. Il sindaco di Piacenza Katia Tarasconi ha premiato l’architetto Giorgio Palù, Compasso d’Oro ADI 2016, «per una ricerca progettuale capace di mettere in relazione architettura, design, tecnologia e cultura». L’assessore alla Cultura del Comune di Cremona Rodolfo Bona ha invece consegnato il riconoscimento alla Banca di Piacenza, premiata «per il sostegno dato nel tempo alla cultura dell’architettura, alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio e, più in generale, alla qualità del territorio».

Il gran finale è stato affidato alla musica di Alessandro Quarta con l’Ensemble Filarmonica Italiana. Il violinista ha portato sul palco del Municipale un programma che ha messo in dialogo le “Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi con le composizioni di Astor Piazzolla, suggellando una giornata che ha intrecciato progetto, industria, formazione, inclusione e cultura e rilanciato l’ambizione di Piacenza di dare alla propria filiera del packaging non soltanto un nome, ma una prospettiva comune.

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