HomePoliticaBando Farnesiana, Soresi: «Cosa c’entra la data delle elezioni con una gara...

Bando Farnesiana, Soresi: «Cosa c’entra la data delle elezioni con una gara pubblica?»

«Nel bando per la riqualificazione e la gestione del Centro sportivo Farnesiana c’è una clausola che lascia francamente perplessi. Il Comune ha collegato la durata dell’affidamento alla prossima tornata elettorale. In altre parole, una gara pubblica viene legata a una scadenza politica la cui data, al momento, non è neppure conosciuta».

A sollevare il caso è Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, che ha depositato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sulla previsione inserita nel bando.

«La legge – osserva Soresi – individua il periodo ordinario nel quale si svolgono le elezioni amministrative, tra il 15 aprile e il 15 giugno, ma la data precisa viene stabilita soltanto in seguito. La domanda, quindi, è inevitabile: perché il Comune ha scelto di costruire una clausola attorno a un evento futuro e a una data ancora incerta?».

Secondo la capogruppo di Fratelli d’Italia, la questione non sarebbe soltanto tecnica, ma riguarderebbe anche il rapporto tra l’affidamento e la scadenza del mandato amministrativo.

«Perché un bando pubblico dovrebbe essere costruito tenendo conto dell’esigenza politica di questa Amministrazione di arrivare al taglio del nastro prima delle elezioni? Una gara deve perseguire l’interesse pubblico e garantire il miglior risultato per la città, non assecondare le esigenze elettorali di chi amministra».

Soresi richiama inoltre le possibili conseguenze della clausola per gli operatori interessati a partecipare alla procedura.

«Non è un dettaglio irrilevante. Chi partecipa a una gara deve poter conoscere fin dall’inizio le regole e le condizioni dell’affidamento. Collegarne la durata a una data elettorale ancora da determinare significa introdurre un elemento di incertezza proprio su uno degli aspetti più importanti del rapporto».

Con l’interrogazione, l’esponente di Fratelli d’Italia chiede al Comune di spiegare le ragioni della previsione, quale funzione giuridica e amministrativa debba svolgere e se sia stato valutato il rischio di contestazioni o impugnazioni da parte degli operatori economici.

«I bandi pubblici non possono diventare strumenti al servizio degli interessi politici di chi governa – conclude Soresi –. Prima vengono le regole, la trasparenza e l’interesse della città. Le inaugurazioni e i nastri da tagliare vengono dopo. Soprattutto, non possono essere le esigenze elettorali a orientare le regole di una gara pubblica».

ARTICOLI COLLEGATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!
- Advertisment -

Articoli PIu' popolari