HomePrima PaginaAusl, tre licenziamenti disciplinari nello stesso giorno. Cosa sta succedendo?

Ausl, tre licenziamenti disciplinari nello stesso giorno. Cosa sta succedendo?

I provvedimenti sono collegati alle inchieste e alle vicende che hanno scosso l’Azienda negli ultimi anni o riguardano fatti completamente diversi?

Tre licenziamenti disciplinari adottati dall’Ausl di Piacenza nella stessa giornata, il 28 agosto.
Lo si apprende dall’Albo Pretorio dell’azienda sanitaria. Si tratta di un dato che non può passare inosservato, soprattutto alla luce delle numerose vicende giudiziarie che negli ultimi mesi hanno interessato l’Ausl piacentina.
Scorrendo l’albo online, a prima vista, i provvedimenti sembrerebbero addirittura sei. In realtà sono tre, deliberati una prima volta e poi nuovamente adottati dopo un errore nella documentazione.
Con le delibere 390, 391 e 392 l’Ausl ha infatti disposto altrettante «risoluzioni del rapporto di lavoro in applicazione di sanzione disciplinare».
Subito dopo, con la delibera 393, i tre provvedimenti sono stati revocati perché, si legge nell’atto, «per mero errore materiale del proponente, non è stata allegata tutta la documentazione prevista». L’Azienda ha quindi rinviato a successivi atti l’adozione dei provvedimenti completi.
Sono così arrivate, sempre il 28 agosto, le delibere 394, 395 e 396, ancora relative a tre risoluzioni del rapporto di lavoro per sanzione disciplinare.
Sui provvedimenti è intervenuta anche la consigliera comunale Sara Soresi, che in un post ha chiesto all’Ausl di chiarire cosa stia accadendo e se vi siano eventuali collegamenti con le vicende emerse negli ultimi mesi.
Al di là dell’errore amministrativo, poi “aggiustato”, restano i tre licenziamenti per motivi disciplinari avvenuti nello stesso giorno.
I documenti pubblicati non riportano i nomi delle persone interessate e non consentono di conoscere i fatti alla base delle sanzioni. Una riservatezza comprensibile, ma che lascia inevitabilmente aperti alcuni interrogativi.
Il contesto, del resto, è quello di mesi particolarmente travagliati per l’Ausl piacentina.
Nel 2025 era esplosa la vicenda dell’allora primario di Radiologia, arrestato nell’ambito dell’indagine per presunte violenze sessuali e atti persecutori nei confronti di colleghe e successivamente licenziato per giusta causa dall’Azienda. A questa si era aggiunta l’inchiesta della Guardia di Finanza sugli appalti dell’Ausl, che aveva coinvolto personale dell’Azienda e manager di società private.
E non sono state le sole vicende. Un’altra indagine aveva portato all’arresto di un medico nell’ambito di un’inchiesta sulla prescrizione e cessione di farmaci oppiacei. Nel luglio 2025 era stato poi arrestato l’allora primario di Pneumologia, accusato di aver effettuato visite private non dichiarate, anche durante l’orario di servizio, incassandone direttamente i compensi.
Pur non essendoci, allo stato, alcun elemento che faccia supporre un collegamento tra i tre licenziamenti del 28 agosto e una di queste vicende, la domanda è inevitabile: i provvedimenti potrebbero essere conseguenza di una delle recenti inchieste oppure riguardano fatti completamente diversi? E i tre procedimenti disciplinari sono collegati tra loro?
Sono interrogativi sui quali appare necessario che l’Ausl faccia chiarezza al più presto proprio per evitare supposizioni e accostamenti impropri.

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