HomePrima PaginaMorte di Andriotta, sciopero dei lavoratori BRT. La Filt Cgil: «Controlli immediati...

Morte di Andriotta, sciopero dei lavoratori BRT. La Filt Cgil: «Controlli immediati a Caorso»

I sindacati ricevuti in Prefettura dopo il presidio. Denunciati pacchi vicino alle uscite di sicurezza, caldo e carichi di lavoro eccessivi. Deposta una corona al monumento ai Caduti sul lavoro

Sciopero e presidio davanti alla Prefettura di Piacenza dopo la morte di Pasquale Andriotta, il driver di 42 anni dell’appalto BRT deceduto ieri. Questa mattina, 1° settembre, una delegazione composta dai lavoratori e dai rappresentanti di Filt Cgil, Uil, USB e Sicobas è stata ricevuta in Prefettura per illustrare le condizioni di lavoro e di sicurezza segnalate nel magazzino BRT di Caorso.

Durante l’incontro sono state mostrate alcune fotografie del deposito, nelle quali si vedrebbero pacchi accumulati in diversi punti, anche in prossimità delle uscite antincendio, e spazi di lavoro congestionati. I lavoratori hanno inoltre denunciato l’assenza di un sistema di climatizzazione, nonostante le temperature elevate di questi giorni.

«Abbiamo riportato alla Prefettura una situazione che denunciamo da tempo e che riguarda più in generale il sistema degli appalti, ma che a Caorso ha raggiunto livelli che riteniamo non più sostenibili – afferma la Filt Cgil di Piacenza –. Abbiamo chiesto controlli puntuali sulle condizioni di sicurezza e sull’organizzazione del lavoro».

Dalla Prefettura, riferisce il sindacato, è arrivato l’impegno a prendere in carico le segnalazioni e a coinvolgere le istituzioni competenti.

Tra le questioni sollevate c’è anche l’organizzazione del lavoro dei driver. Secondo la Filt Cgil, quello di Caorso sarebbe uno dei pochi magazzini della corrieristica nei quali gli autisti, prima di iniziare il giro delle consegne, devono occuparsi direttamente dello smistamento delle merci e del carico del proprio furgone.

«Un lavoratore può trascorrere anche una o due ore nel magazzino a movimentare e caricare i pacchi prima ancora di partire – sottolinea il sindacato –. In altre realtà questa attività viene svolta da personale dedicato. Qui, invece, al lavoro di consegna si aggiunge quello di facchinaggio, con conseguenze sui carichi complessivi e sui ritmi della giornata».

La delegazione ha chiesto verifiche anche sui sistemi di prevenzione e gestione delle emergenze, affinché vie di fuga, presidi e impianti antincendio siano sempre accessibili e funzionanti.

La Filt Cgil precisa di non voler anticipare conclusioni sulle cause della morte di Andriotta, che dovranno essere chiarite dagli accertamenti, ma chiede che le segnalazioni dei lavoratori siano affrontate senza attendere nuove tragedie. «Pacchi davanti alle uscite di emergenza, caldo nei magazzini, carenza di personale e driver costretti a caricare per ore il proprio mezzo sono questioni concrete sulle quali chiediamo verifiche e risposte».

Al termine dell’incontro, lavoratori e rappresentanti sindacali hanno raggiunto il monumento ai Caduti sul lavoro, nell’omonima via di Piacenza, dove hanno deposto una corona di fiori in ricordo di Andriotta e di tutte le vittime sul lavoro.

«Pasquale è morto mentre lavorava e oggi i suoi colleghi hanno scioperato anche per chiedere che lavorare non significhi mettere a rischio la propria salute e la propria sicurezza. Adesso chiediamo che alle parole seguano i controlli e gli interventi necessari», conclude la Filt Cgil.

ARTICOLI COLLEGATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!
- Advertisment -

Articoli PIu' popolari