Cambiano le regole dello sharing a Piacenza. Il Comune ha aperto la procedura per individuare gli operatori che gestiranno il nuovo servizio dopo la convenzione con RideMovi avviata nel 2023 e rinnovata nel giugno dello scorso anno. Le candidature potranno essere presentate sino al 15 settembre e saranno autorizzati al massimo due gestori.
La novità probabilmente più evidente riguarda il centro. Nel resto del territorio comunale continuerà il free floating, che permette di terminare il noleggio in un luogo diverso da quello di partenza, lasciando sostanzialmente dove si vuole il mezzo. Nell’area centrale, invece, il nuovo avviso introduce il sistema Station Based e One way: il mezzo potrà essere lasciato in un punto diverso da quello in cui è stato prelevato, ma dovrà essere riconsegnato solo negli stalli dedicati. L’allestimento delle eventuali nuove aree di parcheggio sarà a carico degli operatori.
Una modifica destinata a mettere ordine soprattutto nella sosta dei monopattini, evitando mezzi abbandonati sui marciapiedi o comunque in posizioni di intralcio. Anche nelle zone in cui resterà il free floating, l’avviso indica come preferibile la sosta negli stalli già dedicati alla micromobilità o nelle ulteriori aree che potranno essere individuate dal Comune.
Il nuovo servizio si allargherà inoltre agli scooter elettrici, che si aggiungeranno a biciclette e monopattini. Ogni proposta dovrà comprendere almeno 150 biciclette, delle quali almeno 100 a pedalata assistita. I monopattini saranno invece facoltativi e potranno essere proposti solo congiuntamente al bike sharing, con una flotta compresa tra 150 e 500 mezzi per operatore.
Ed è proprio sui monopattini che emerge il principale interrogativo sul funzionamento concreto del nuovo servizio: il casco.
L’avviso recepisce le nuove disposizioni nazionali: i monopattini dovranno essere dotati di contrassegno identificativo, assicurazione e dovrà essere rispettato l’obbligo di indossare il casco. Il Comune precisa però che quest’ultimo «può essere fornito dall’operatore o di proprietà dell’utente che utilizza il servizio». Non viene quindi imposto al gestore di mettere un casco a disposizione insieme a ogni monopattino.
Ed è qui che nasce il paradosso. Se il futuro operatore decidesse di non fornire i caschi, Piacenza potrebbe avere centinaia di monopattini perfettamente funzionanti, disponibili sulla strada e pronti per essere sbloccati attraverso l’app, ma inutilizzabili da chi non sia uscito di casa portandosi dietro un casco.
Una condizione che rischia di incidere proprio sulla caratteristica principale dello sharing: la possibilità di decidere sul momento di utilizzare un mezzo per compiere uno spostamento. Se occorre programmare in anticipo l’utilizzo del monopattino e portare con sé il casco, una parte consistente dell’immediatezza del servizio viene inevitabilmente meno.
Il paradosso è ancora più evidente per i turisti e i city-user, che lo stesso avviso indica espressamente tra i destinatari del servizio. Se il gestore non metterà a disposizione il casco, un turista che arriva a Piacenza e trova un monopattino disponibile potrà utilizzarlo soltanto se avrà pensato di portarsi da casa il proprio casco.
La scelta dei futuri gestori sarà quindi determinante. L’avviso consente loro di fornire il casco, ma non li obbliga a farlo: una decisione che potrebbe fare la differenza tra un servizio utilizzabile realmente anche in modo occasionale e una flotta di monopattini accessibile, di fatto, solo a chi ne abbia programmato in anticipo l’utilizzo.
Più stringenti anche gli obblighi sulla gestione dei mezzi. Quelli abbandonati, parcheggiati impropriamente o in aree vietate dovranno essere rimossi entro 24 ore dalla segnalazione e almeno l’85% della flotta dichiarata dovrà essere effettivamente disponibile agli utenti.
Il servizio avrà una durata di 24 mesi, eventualmente rinnovabile per altri 12.
Ora non resta che attendere la prossima settimana per vedere chi presenterà la propria offerta. Le nuove regole potrebbero peraltro incidere sulla stessa presenza dei monopattini nel futuro servizio. L’avviso non ne impone infatti la presenza: mentre sono richieste almeno 150 biciclette e 10 scooter elettrici, i monopattini sono facoltativi. Tra obbligo del casco, assicurazione, contrassegno e nuove regole per la sosta nell’area centrale, non è quindi escluso che qualche operatore possa scegliere di mandare definitivamente in soffitta i monopattini, simbolo di quella micromobilità urbana fortemente incentivata durante il mandato dell’allora ministro piacentino Paola De Micheli.


