Sara Soresi torna sul caso della richiesta di accesso agli atti che ha coinvolto cinque consiglieri comunali e rende pubblica una seconda iniziativa che la riguarda direttamente: una diffida ricevuta da Con.Cop.Ar, nella persona del presidente Mario Spezia, in relazione alle sue dichiarazioni sull’ex Manifattura Tabacchi.
«Nello stesso momento in cui io e altri quattro consiglieri comunali siamo stati chiamati a rendere conto della nostra attività di controllo attraverso una richiesta di accesso agli atti – afferma Soresi – ho ricevuto una diffida da Con.Cop.Ar, nella persona del presidente Mario Spezia, in relazione alle mie dichiarazioni sull’ex Manifattura Tabacchi». Alla comunicazione, aggiunge, ha già risposto contestandone il contenuto.
La vicenda dell’ex Manifattura è da tempo al centro dell’attenzione politica e amministrativa cittadina. Con.Cop.Ar indica sul proprio sito di occuparsi della progettazione dell’intero comparto e della costruzione e gestione degli alloggi previsti nell’intervento di rigenerazione. Soresi, capogruppo FdI in Consiglio comunale, nelle scorse settimane è intervenuta più volte sulla situazione dell’area e sulle tempistiche degli interventi.
La consigliera mette ora in relazione temporale la comunicazione di Con.Cop.Ar con l’altra vicenda emersa nei giorni scorsi, quando lei, Patrizia Barbieri, Jonathan Papamarenghi, Luca Zandonella e Massimo Trespidi hanno ricevuto la notifica di una richiesta di accesso agli atti relativa alla loro attività dal 2022 riguardante Blacklemon e il suo legale rappresentante. I cinque hanno presentato opposizione e, durante la conferenza stampa, hanno sostenuto che la richiesta sia eccessivamente ampia e possa incidere sull’esercizio delle loro funzioni di controllo.
Soresi sceglie tuttavia di non sovrapporre i due episodi sul piano delle responsabilità. «Non affermo che tra i due episodi esista un collegamento. Non ho elementi per sostenerlo», precisa. A suo giudizio resta però significativa la contemporaneità di due iniziative che hanno come destinataria, direttamente o insieme ad altri consiglieri, la sua attività istituzionale.
La posizione di Soresi ha raccolto anche la solidarietà dei gruppi di minoranza di centrodestra. Civica Patrizia Barbieri Sindaco-Trespidi con Liberi, Lega e Fratelli d’Italia parlano di «sgomento per le iniziative rese note negli ultimi due giorni», sottolineando come entrambe provengano da soggetti privati che, affermano, «hanno, o hanno avuto, rapporti con l’Amministrazione comunale». I gruppi evitano di entrare nel merito delle contestazioni rivolte a Soresi sull’ex Manifattura, concentrandosi invece sulle possibili ricadute sull’attività istituzionale dei consiglieri.
La richiesta è ora anche quella di un intervento del presidente del Consiglio comunale Paola Gazzolo, alla quale le minoranze chiedono di esprimersi nell’esercizio della propria funzione di garanzia nei confronti dell’intero Consiglio.
Di seguito pubblichiamo integralmente la presa di posizione di Sara Soresi.
Nello stesso momento in cui io e altri quattro Consiglieri comunali siamo stati chiamati a rendere conto della nostra attività di controllo attraverso una richiesta di accesso agli atti, ho ricevuto una diffida da Con.Cop.Ar, nella persona del Presidente Mario Spezia, in relazione alle mie dichiarazioni sull’ex Manifattura Tabacchi. A questa diffida ho già risposto, rispedendo al mittente le contestazioni.
Ci sono momenti nei quali è necessario fermarsi e guardare non soltanto i singoli episodi, ma anche ciò che sta accadendo nel suo complesso. Nella medesima giornata mi sono trovata a dover rispondere a due iniziative diverse tra loro, ma accomunate da un elemento che considero significativo: entrambe riguardano l’attività di controllo svolta in qualità di consigliere comunale.
A questo punto, la domanda è inevitabile: che cosa sta succedendo quando, nello stesso momento, una consigliera viene diffidata dal privato per ciò che ha dichiarato (carte alla mano) sulla gestione di un’importante opera pubblica e, contemporaneamente, cinque consiglieri di opposizione ricevono una richiesta volta a ricostruire la loro attività di controllo?
Non affermo che tra i due episodi esista un collegamento. Non ho elementi per sostenerlo e non mi interessa costruire collegamenti che non posso dimostrare. Ma non intendo nemmeno far finta di non vedere una coincidenza che considero significativa.
Fare il consigliere comunale significa anche fare domande, chiedere documenti, controllare, verificare e, quando necessario, criticare le scelte dell’Amministrazione. Il diritto-dovere di controllo sull’attività amministrativa è parte integrante del ruolo di un consigliere comunale e non può diventare oggetto di pressioni o di condizionamenti da parte di soggetti esterni all’istituzione, né può essere vissuto come tale, anche solo nella percezione di chi esercita il mandato. Il diritto-dovere di controllo non è un favore, non è una concessione e non è qualcosa che possa essere esercitato solo finché non disturba qualcuno.
E allora, continuerò a svolgere il mio mandato come sempre ho fatto, sin dal primo giorno. Sulla Manifattura Tabacchi continuerò quindi a chiedere chiarezza su tempi, lavori, certificazioni e responsabilità, così come continuerò a verificare gli atti e i rapporti tra il Comune e i soggetti che operano con l’Amministrazione. Lo farò utilizzando tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione di un consigliere comunale.
Perché una cosa deve essere chiara: una diffida non cancella il diritto di fare domande.
Una richiesta di accesso non cancella il dovere di controllo.
E nessuna pressione, anche solo percepita, farà venire meno la mia volontà di svolgere fino in fondo il mandato che mi è stato affidato dai cittadini.


