Il ricorso al Tar presentato dal Comune di Genova contro gli atti relativi all’accordo sulle acque della diga del Brugneto continua ad alimentare lo scontro politico. Come abbiamo ricostruito nell’approfondimento pubblicato ieri, la vicenda riapre una controversia lunga oltre sessant’anni e mette in evidenza anche le divisioni tra amministrazioni politicamente vicine.
Al centro della discussione non c’è soltanto la quantità d’acqua destinata alla Val Trebbia, ma anche il ruolo delle istituzioni piacentine nella difesa dell’intesa raggiunta lo scorso luglio. Su questo punto arriva ora una dura presa di posizione nei confronti del sindaco Katia Tarasconi, di cui riportiamo integralmente il testo.
Diga del Brugneto, il Comune di Genova fa ricorso al Tar. Piacenza rischia di pagare il prezzo dell’inerzia di Tarasconi
“La vicenda della diga del Brugneto sta assumendo contorni sempre più preoccupanti per il nostro territorio.
Dopo anni di battaglie per ottenere maggiori quantitativi d’acqua destinati alla Val Trebbia, lo scorso luglio si era finalmente arrivati a un’intesa tra Regione Emilia-Romagna e Regione Liguria: 4 milioni di metri cubi garantiti, con la possibilità di arrivare a ulteriori 4 milioni in caso di necessità. Un risultato importante per i nostri agricoltori, per l’ambiente e per tutto il territorio piacentino.
Eppure, già allora, le posizioni su come affrontare la vicenda erano differenti. Da una parte il Ministro Tommaso Foti, che chiedeva agli amministratori piacentini maggiore determinazione e una linea ferma nei confronti del Comune di Genova; dall’altra il Sindaco Tarasconi, che preferiva puntare sul dialogo e sulla ricerca di un’intesa, evitando contrapposizioni.
Oggi, purtroppo, i fatti sembrano dare ragione a chi chiedeva maggiore fermezza. Il Comune di Genova, guidato dal Sindaco Salis, ha infatti deciso di impugnare davanti al TAR gli atti relativi allo schema di accordo, mettendo concretamente a rischio un risultato fondamentale per il Piacentino.
C’è poi un aspetto politicamente paradossale: due Regioni governate da schieramenti differenti erano riuscite a trovare un accordo, mentre un Comune amministrato dal centrosinistra decide di metterlo in discussione, entrando in rotta di collisione con un’altra amministrazione dello stesso colore politico.
E nel mezzo c’è Piacenza, che rischia ancora una volta di vedere sacrificate le proprie esigenze.
Il dialogo è certamente importante, ma non può diventare un alibi per non difendere con determinazione gli interessi del proprio territorio. Quando sono in gioco l’acqua, l’agricoltura e il futuro della Val Trebbia, servono posizioni chiare e una reale capacità di far valere le ragioni dei piacentini.
La Provincia di Piacenza ha già annunciato l’intenzione di costituirsi in giudizio per difendere lo schema di accordo.
Ci aspettiamo che anche il Comune di Piacenza faccia altrettanto, assumendo finalmente una posizione netta.
Il Sindaco Tarasconi chiarisca da che parte intende stare: dalla parte degli interessi di Piacenza o da quella di un centrosinistra che, evidentemente, fatica a trovare una linea comune quando si tratta di tutelare il nostro territorio”.


