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Da San Savino al guado di Sigerico, le storie dei pellegrini e le sfide della Francigena

Piacenza Terra di Passo 2.0 racconta il turismo lento tra arte, storia e nuovi progetti. Il 5 novembre un convegno sui cammini religiosi con l'Università Cattolica, il 6 il concerto gratuito di Francesco Baccini ai Teatini

Un labirinto medievale che racconta il viaggio dell’uomo verso la redenzione, un castello segnato da congiure, delitti e vicende della Resistenza, un traghettatore che da quasi trent’anni accompagna i pellegrini attraverso il Po. Sono alcune delle storie emerse sabato 10 ottobre durante Piacenza Terra di Passo 2.0, l’iniziativa dedicata alla riscoperta del patrimonio storico, artistico e spirituale del territorio lungo la via Francigena.

Alla giornata hanno partecipato anche tre blogger di Cammini d’Italia, una delle principali community italiane dedicate ai camminatori, insieme ad alcuni giornalisti. Un’occasione per far conoscere il Piacentino a un pubblico interessato al turismo lento, quello che privilegia i percorsi a piedi, il contatto con le comunità locali e la scoperta di luoghi spesso trascurati dai circuiti turistici tradizionali.

L’itinerario ha collegato la basilica di San Savino al castello di Calendasco, per concludersi a Soprarivo, sulle rive del Po, dove ancora oggi i pellegrini possono attraversare il fiume in barca.

La prima tappa è stata la basilica di San Savino, uno dei più importanti monumenti romanici piacentini, ricostruita intorno all’anno Mille per iniziativa del vescovo Sigifredo e consacrata nel 1107.

A guidare la visita è stato lo storico dell’arte Raimondo Sassi, che ha illustrato il significato delle testimonianze artistiche della chiesa, soffermandosi sul ruolo del pellegrinaggio nella spiritualità medievale.

Tra gli elementi più suggestivi, il labirinto che un tempo decorava il pavimento della cripta, oggi scomparso. Non un semplice motivo ornamentale, ma la rappresentazione simbolica di un cammino difficile, segnato da prove, sacrifici ed espiazione, al termine del quale si colloca la redenzione.

Labirinti analoghi si ritrovano in altri luoghi della tradizione medievale: dal mosaico, in gran parte perduto, della basilica di San Michele Maggiore a Pavia alle raffigurazioni scolpite nella pietra a Lucca e Pontremoli, fino al grande labirinto pavimentale della cattedrale di Chartres, in Francia.

Sassi ha ricordato come, in una società nella quale gran parte della popolazione non sapeva leggere, le immagini svolgessero una funzione essenziale nella trasmissione degli insegnamenti religiosi e morali.

Un altro collegamento con Lucca è rappresentato dal crocifisso ligneo del XII secolo conservato sopra l’altare maggiore di San Savino. Si tratta di un Christus triumphans, il Cristo trionfante raffigurato con gli occhi aperti, vivo e vittorioso sulla morte. Un’iconografia che richiama il celebre Volto Santo di Lucca, datato al IX secolo grazie a recenti indagini scientifiche.

Particolarmente interessanti anche i mosaici pavimentali del XII secolo, riportati alla luce durante i restauri dei primi anni del Novecento. Quello del presbiterio raffigura scene di vita medievale: lottatori impegnati in una competizione, giocatori di dadi, una partita a scacchi e un sovrano nell’esercizio della funzione giudicante. Rappresentazioni che, nell’interpretazione proposta durante la visita, richiamano il confronto tra razionalità e irrazionalità, tra l’imprevedibilità della sorte e la capacità dell’uomo di affidarsi alla ragione.

Nella cripta si conserva invece un mosaico dedicato allo scorrere del tempo, con i mesi dell’anno, i segni zodiacali e le attività stagionali, interpretato anche attraverso il confronto con analoghe rappresentazioni presenti ad Aosta, altra tappa della via Francigena.

Dalla basilica di San Savino il viaggio è proseguito verso Calendasco, luogo strategico per l’attraversamento del Po e per il collegamento tra la pianura padana e gli itinerari diretti a Roma.

Il castello conserva le tracce di vicende che attraversano diversi secoli. Tra queste, quelle legate alla famiglia Confalonieri, protagonista della storia del territorio.

Durante la visita è stato ricordato il coinvolgimento di Gianluigi Confalonieri nella congiura del 1547 contro Pier Luigi Farnese, primo duca di Parma e Piacenza, assassinato a Piacenza. Un altro episodio risale al 1572, quando il conte Ludovico Confalonieri fu ucciso da Antonello De Rossi, amante della moglie Camilla.

La storia del maniero arriva fino alla Seconda guerra mondiale. Nella torre del castello, secondo quanto raccontato durante la visita, trovava rifugio per sottrarsi ai controlli Igino Bergamaschi, partigiano impegnato anche come staffetta. Ferito a morte in un agguato a Santimento il 6 novembre 1944, Bergamaschi è ricordato oggi dalla piazza principale di Calendasco, che porta il suo nome.

Curiosa anche la presenza di alcune scritte inneggianti a Fausto Coppi, lasciate sui muri da famiglie che avevano trovato rifugio nel castello e conservate come testimonianza della vita quotidiana del Novecento.

Zangrandi: «Calendasco è la porta dell’Emilia»

Calendasco non guarda soltanto al passato. Il sindaco Filippo Zangrandi ha illustrato le prospettive legate alla valorizzazione della via Francigena e al recupero del patrimonio storico.

Il paese rappresenta, nelle parole del sindaco, «la porta dell’Emilia» per chi arriva da nord percorrendo il cammino verso Roma. Un ruolo che affonda le radici nella storia: nel 990 Sigerico, arcivescovo di Canterbury, durante il viaggio di ritorno da Roma verso l’Inghilterra, fece registrare nell’itinerario la tappa di Padum, identificata con l’attraversamento del Po in quest’area.

Uno degli interventi più significativi riguarda il recupero delle antiche scuderie del castello, dove troveranno spazio strutture per l’accoglienza dei pellegrini e la biblioteca comunale.

L’obiettivo illustrato dal sindaco è superare l’idea di Calendasco come semplice punto di passaggio. Chi percorre la Francigena deve poter trovare motivi e opportunità per fermarsi, conoscere il borgo e contribuire alla vita del territorio.

Il castello svolge già una funzione culturale e didattica importante: secondo i dati riferiti da Zangrandi, negli ultimi quattro anni ha accolto circa 1.200 studenti all’anno per attività e laboratori.

Danilo Parisi, il traghettatore dei pellegrini dal 1998

L’ultima tappa ha condotto i partecipanti a Soprarivo, al guado di Sigerico, dove la via Francigena incontra il Po.

Qui Danilo Parisi si occupa dal 1998 dell’attraversamento del fiume per i pellegrini. Un’attività iniziata con il passaggio di un religioso agostiniano olandese e diventata nel tempo un punto di riferimento per camminatori provenienti da tutto il mondo.

Secondo la sua esperienza, circa il 70 per cento dei pellegrini che utilizzano il servizio arriva dall’estero.

Dietro l’immagine suggestiva della barca che attraversa il Po c’è però un lavoro impegnativo. Il livello dell’acqua cambia continuamente, le condizioni del fiume impongono attenzione e le imbarcazioni richiedono manutenzione e sostituzioni. Parisi ha raccontato di aver cambiato sette barche nel corso della propria attività.

Anche il numero dei pellegrini è variabile. Le temperature estive particolarmente elevate possono scoraggiare chi affronta a piedi lunghi tratti del percorso.

E poi c’è una questione che riguarda il futuro: chi garantirà il servizio quando Parisi deciderà di fermarsi?

È un interrogativo che va oltre la vicenda personale del traghettatore. L’attraversamento del Po rappresenta infatti uno degli elementi più caratteristici dell’intero itinerario e la sua continuità costituisce una sfida concreta per la valorizzazione della Francigena.

Fiazza: turismo lento, ma servono segnaletica e percorsi sicuri

Il progetto Piacenza Terra di Passo 2.0 si inserisce in una prospettiva più ampia di promozione turistica.

L’assessore alla cultura del Comune di Piacenza Christian Fiazza ha sottolineato l’importanza di un turismo lento, sostenibile e rispettoso dei luoghi e delle comunità, capace di valorizzare il patrimonio culturale senza ridurlo a una visita frettolosa.

La via Francigena può rappresentare un’opportunità per Piacenza, anche grazie alla collaborazione tra Comuni, associazioni e operatori dell’accoglienza.

Accanto alle potenzialità, però, rimangono alcune criticità. Fiazza ha richiamato in particolare la necessità di migliorare la segnaletica e di intervenire sulla sicurezza del percorso tra Montale e Pontenure, dove chi cammina incontra ancora difficoltà.

Un aspetto tutt’altro che secondario: per sviluppare davvero il turismo dei cammini non bastano il valore storico dell’itinerario e la promozione. Occorrono collegamenti riconoscibili, percorsi sicuri e servizi adeguati alle esigenze di chi viaggia a piedi.

Da Piacenza a Voghera, prende forma la via di San Rocco

La giornata ha permesso anche di conoscere un altro progetto legato al turismo religioso.

Gloria Bolzoni, consigliera comunale di Sarmato, ha presentato la via di San Rocco Pellegrino, un itinerario di circa 75 chilometri che nella sua prima fase collegherà Piacenza a Voghera.

Il progetto, ancora in fase di sviluppo, coinvolge diversi Comuni e professionisti specializzati nella progettazione dei cammini.

Una delle caratteristiche previste è la possibilità di percorrere il tracciato per tappe, sfruttando anche i collegamenti ferroviari. Una scelta che punta a renderlo accessibile non soltanto ai pellegrini impegnati in un lungo viaggio, ma anche a chi desidera dedicare una o più giornate alla scoperta del territorio.

Il 5 novembre un convegno, il 6 Francesco Baccini ai Teatini

Piacenza Terra di Passo 2.0 proseguirà il 5 novembre con un convegno dedicato ai cammini religiosi, organizzato in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e con la partecipazione di autorevoli relatori.

Il giorno successivo, 6 novembre, la Sala dei Teatini di Piacenza ospiterà in serata un concerto gratuito di Francesco Baccini, aperto al pubblico.

Il progetto, che vede come capofila il consorzio Promo Piacenza Emilia, coinvolge numerose realtà, tra cui Università Cattolica del Sacro Cuore, Federalberghi, FIPE, Confcommercio Piacenza, i Comuni di Piacenza e Calendasco, Visit Emilia, Destinazione Turistica Emilia, il Parco culturale ecclesiale Terre di Passo, la Diocesi di Piacenza-Bobbio, l’Università di Alcalá, Arti e Pensieri, Verso Piacenza 2033 e l’Associazione Europea delle Vie Francigene.

Carlandrea Triscornia
Carlandrea Triscornia
Giornalista professionista si è laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Ha inoltre ottenuto il Diploma in Legal Studies presso la Cardiff Law School - Università del Galles (UK). Ha iniziato la sua carriera come collaboratore del quotidiano di Piacenza Libertà. Dopo un corso di giornalismo radiotelevisivo ha svolto uno stage presso l’emittente Telereggio divenendone prima collaboratore e poi redattore. Successivamente ha accettato l’incarico di direttore generale e direttore editoriale di Telecittà emittente regionale ligure, dove ha lavorato per tre anni. E’stato quindi chiamato dalla genovese Videopiù ad assumere il ruolo di responsabile delle sedi regionali di SkyTG24 affidate in outsourcing alla stessa società. Trascorsi cinque anni è rientrato nella nativa Piacenza avviando una attività imprenditoriale che lo vede tuttora impegnato. Ha fondato PiacenzaOnline, quotidiano di Piacenza di cui è direttore responsabile. Ha collaborato con l’Espresso e con Avvenire oltre che con Telemontecarlo - TMC News come corrispondente dall’Emilia ed ha lavorato come redattore presso Dodici-Teleducato Parma. Appassionato di Internet e di nuove tecnologie parla correntemente inglese. Sposato, ha due figli.
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