Un terreno agricolo e permeabile che potrebbe essere trasformato con un nuovo intervento commerciale. È il tema del video diffuso nei giorni scorsi da Legambiente Piacenza sull’Accordo Operativo AO 06, nell’area limitrofa all’Ipercoop. Nel filmato l’associazione mette in discussione l’ipotesi di un nuovo supermercato e invita a preservare il suolo libero, intervenendo mentre il PUG è ancora in fase di adozione.
Preoccupazioni analoghe sono state espresse da una nostra lettrice, che nella sua lettera allarga lo sguardo ad altre aree verdi della città: quella della Diocesi in via Cavaglieri e la zona della Baia del Re. Ecco il testo.
“Quando si parla di consumo di suolo non si discute soltanto di un singolo intervento o di una singola proprietà. Si parla del tipo di città che vogliamo e delle conseguenze che le scelte urbanistiche avranno negli anni a venire. Per questo credo che i cittadini debbano poter conoscere con chiarezza quali aree potrebbero essere trasformate, quali progetti siano in campo e quali alternative siano state considerate.
Non sempre queste informazioni arrivano a tutti. Il PUG e gli accordi operativi possono sembrare questioni tecniche, ma riguardano luoghi vicini alle case, alle scuole e ai quartieri. È importante discuterne prima che le previsioni diventino cantieri e che il cambiamento sia ormai difficile da fermare.
Piacenza ha già una presenza rilevante di insediamenti logistici. Il Polo Logistico di Le Mose indica 470.000 metri quadrati di superficie coperta, circa 47 ettari di fabbricati: un dato che non comprende tutta l’area occupata da piazzali e viabilità. polologistico.it Anche per questo, davanti a nuove possibilità di edificazione, penso sia necessario fermarsi e valutare l’impatto complessivo sul territorio, sulla mobilità, sul drenaggio dell’acqua e sulla vivibilità dei quartieri.
Non sono contraria a ogni cambiamento e non penso che ogni area libera debba restare necessariamente com’è. Chiedo però che le nuove trasformazioni siano motivate, che si spieghi quali bisogni intendano soddisfare e che si valuti se esistano soluzioni in aree già urbanizzate. Da anni si dice che bisogna contenere il consumo di suolo: la coerenza di questo obiettivo si misura nelle decisioni concrete.
Tra le aree che mi preoccupano c’è il terreno agricolo alle spalle del Gotico e dell’OBI, nella zona dell’Ipercoop, interessato dall’Accordo Operativo AO 06. Per quell’area il PUG prevede una possibilità di edificazione. Vorrei sapere con precisione che cosa si intende realizzare e quali siano le ragioni dell’intervento.
C’è poi l’area della Diocesi dietro la scuola di San Lazzaro, in via Cavaglieri. Sarebbe stata avanzata la richiesta di poterla utilizzare per le attività estive dei bambini. Le estati sono sempre più calde e nelle aule scolastiche non sono previsti sistemi di raffrescamento: uno spazio all’aperto potrebbe essere utile alla comunità scolastica. Anche quest’area risulterebbe interessata da una previsione di completamento.
Infine, penso alla Baia del Re, dove si trova ciò che resta dell’ex Unicem. In passato era stata prospettata la realizzazione di un parco. Oggi l’area è un giardino, il laghetto è stato chiuso e gli animali che lo popolavano sono stati allontanati. Vorrei capire quale sia il futuro di questo spazio e se possa ancora diventare un’area verde fruibile.
Il tema riguarda una città che ha già una presenza importante di insediamenti logistici. Il Polo Logistico di Le Mose indica 470.000 metri quadrati di superficie coperta, circa 47 ettari di fabbricati. È la superficie coperta, non l’intera area occupata da edifici, piazzali e viabilità. Con tutto quello che comportano il consumo di suolo e la trasformazione del territorio, credo sia il momento di fermarsi e valutare con attenzione le nuove previsioni. Si dice spesso che bisogna limitare il consumo di suolo; il timore è che poi, nei fatti, questo principio non venga rispettato.
Non significa essere contrari a ogni cambiamento. Significa chiedere quali siano le necessità, quali alternative siano state considerate e quale tutela sia prevista per gli spazi verdi e permeabili della città”.
Lettera Firmata


