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Criminalità giovanile, controlli anche a Piacenza: 953 persone identificate, 19 indagati e due misure cautelari in carcere

Monitorati 76 profili Instagram e Telegram, sequestrati coltelli, una mazza e altri oggetti atti a offendere. L'operazione della Polizia di Stato ha interessato 106 province italiane: a livello nazionale 644 arresti e oltre 236mila giovani controllati

Una vasta operazione della Polizia di Stato contro la criminalità giovanile ha interessato 106 province italiane, con centinaia di arresti, migliaia di denunce e controlli concentrati soprattutto nei luoghi di aggregazione frequentati dai ragazzi. Il bilancio nazionale parla di 644 arresti, tra cui 69 minorenni, 1.695 persone denunciate e oltre 236mila giovani controllati. Un’attività coordinata dal Servizio Centrale Operativo che ha coinvolto le Squadre mobili, i Reparti Prevenzione Crimine e altri uffici della Polizia di Stato.
Anche Piacenza è stata interessata dall’operazione, con un’attività di monitoraggio e controllo che ha portato all’identificazione di 953 persone, tra cui 135 minorenni, e all’individuazione di 19 persone indagate in stato di libertà, di cui 11 minori. A queste si aggiungono due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di maggiorenni per reati contro il patrimonio.
Nel dettaglio, tra le persone identificate figurano 23 minorenni italiani e 112 stranieri, mentre tra i maggiorenni sono stati controllati 658 italiani e 160 stranieri. Sono stati inoltre registrati sette minori italiani affidati e quattro maggiorenni risultati non in regola con le norme sul soggiorno nel territorio nazionale.
I controlli della Questura di Piacenza hanno interessato diverse zone della città e luoghi di ritrovo, con particolare attenzione alle aree considerate più sensibili sotto il profilo della sicurezza. Le verifiche hanno riguardato quattro piazze, un’area del centro cittadino, due centri commerciali, una stazione, quattro parchi e undici bar. Sono stati inoltre controllati nove esercizi commerciali, cinque strutture di accoglienza e due comunità per minori stranieri non accompagnati, oltre a cinque luoghi della movida. Complessivamente sono stati verificati 114 veicoli ed effettuata una perquisizione personale d’iniziativa.
Sul fronte giudiziario, undici minorenni, cinque italiani e sei stranieri, sono stati indagati in stato di libertà per diversi reati contro la persona e il patrimonio, oltre che per violazioni della normativa sul porto di armi e oggetti atti a offendere.
Tra i maggiorenni, tre persone, un italiano e due stranieri, sono state indagate per violazioni dell’articolo 4 della legge 110 del 1975, relativo al porto ingiustificato di armi e strumenti atti a offendere. Altri tre italiani sono stati indagati per reati contro la persona e il patrimonio. Due ulteriori soggetti, un italiano e uno straniero, sono stati destinatari di ordinanze di custodia cautelare in carcere per reati contro il patrimonio.
Nel corso dell’attività sono stati sequestrati tre coltelli, una mazza, due cacciaviti, un sasso e un pezzo di metallo di forma quadrata utilizzabile come oggetto da lancio. Sono state inoltre elevate quattro sanzioni amministrative: due per ubriachezza manifesta, ai sensi dell’articolo 688 del codice penale, e due per violazioni dell’articolo 4-ter della legge 110 del 1975.
Una parte del lavoro investigativo si è concentrata anche sulla rete e sui social network, sempre più spesso utilizzati per condividere contenuti legati a episodi di violenza o per mantenere i contatti tra gruppi giovanili. A Piacenza sono stati monitorati 76 profili, di cui 51 su Instagram e 25 su Telegram.
L’operazione piacentina si inserisce in un quadro nazionale che ha visto impegnati migliaia di poliziotti. Complessivamente sono stati controllati 236.138 giovani, tra cui 23.060 minorenni. Gli arresti hanno riguardato 575 maggiorenni e 69 minori, mentre tra le 1.695 persone denunciate figurano 373 minorenni.
Le indagini hanno riguardato episodi di tentato omicidio, lesioni, risse, danneggiamenti, estorsioni, furti, rapine, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. A livello nazionale sono state sequestrate 28 armi da fuoco, 210 armi bianche e ingenti quantitativi di droga, tra cui 69,4 chilogrammi di cocaina e 174,8 chilogrammi di cannabinoidi.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla dimensione digitale della criminalità giovanile, con 1.115 profili social monitorati in tutta Italia. In provincia di Torino, per tre di questi è già stata avanzata una richiesta di oscuramento a causa della diffusione di contenuti violenti e dell’ostentazione di armi.
L’attività nazionale ha interessato anche alcune province lombarde, tra cui Milano, Cremona, Como e Monza e Brianza, dove gli investigatori hanno approfondito il ruolo dei gruppi giovanili di strada, anche in relazione ai disordini verificatisi durante le manifestazioni del 17, 18 e 24 ottobre. L’analisi delle conversazioni e dei gruppi di messaggistica presenti sui telefoni cellulari ha consentito di raccogliere elementi utili a ricostruire l’organizzazione di alcuni episodi.

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