Una visita in municipio, le fotografie con il sindaco Katia Tarasconi e, subito dopo, un raduno di fedeli sotto i portici di Palazzo Mercanti, con canti, manifestazioni di devozione e particolari gesti di fedeltà religiosa. Protagonista dell’incontro, avvenuto venerdì 6 novembre, è Sokhna Aïda Saliou Thioune, conosciuta anche come Sokhna Aïda Diallo, guida spirituale senegalese alla testa di un movimento che conta seguaci anche in Europa.
A documentare la visita è stato lo stesso movimento religioso, attraverso un articolo pubblicato sul proprio sito ufficiale, corredato da numerose fotografie. Le immagini mostrano la religiosa, vestita di blu, nella sala del Consiglio comunale, durante l’incontro con Tarasconi e insieme ad alcuni accompagnatori. Successivamente il gruppo si è ritrovato all’esterno dell’edificio.
Secondo il resoconto pubblicato dalla comunità, la delegazione comprendeva fedeli arrivati dal Senegal, dalla Francia, dalla Svizzera, dal Canada e da altri Paesi. Durante l’incontro, la leader religiosa avrebbe pronunciato un intervento in italiano, richiamando i propri seguaci al rispetto delle leggi e delle consuetudini del Paese ospitante.
Ma è soprattutto quanto avvenuto all’esterno del municipio a meritare attenzione. Il movimento racconta che, mentre l’automobile di Sokhna Aïda era ferma, alcuni giovani, indicati come italiani, si sarebbero avvicinati per compiere il jëbbalu, un atto di adesione e fedeltà spirituale alla guida religiosa. Una delle fotografie diffuse ritrae alcune persone che si accostano al finestrino della vettura e le porgono le mani.
Il jëbbalu appartiene alla tradizione di devozione dei discepoli nei confronti della propria guida spirituale. Non si tratta dunque di un semplice saluto, ma di un gesto al quale i partecipanti attribuiscono un preciso significato religioso. Il resoconto prosegue descrivendo canti, danze e manifestazioni di ringraziamento mentre i fedeli accompagnavano il veicolo lungo alcune strade cittadine.
La visita si inserisce nelle iniziative organizzate in occasione del Thiant previsto a Piacenza per sabato 7 novembre, una celebrazione di ringraziamento tipica del movimento religioso.
Ma chi è Sokhna Aïda Saliou Thioune?
Nata nel 1979 a Dagana, nel nord del Senegal, è alla guida dei Thiantacônes di Yessal Gui, il «Rinnovamento», un movimento riconducibile alla tradizione mouride. Il mouridismo è una delle principali confraternite islamiche sufi del Senegal, fondata alla fine dell’Ottocento da Cheikh Ahmadou Bamba e particolarmente radicata nella città religiosa di Touba.
Sokhna Aïda è stata una delle mogli di Cheikh Béthio Thioune, predicatore molto conosciuto nel Paese e fondatore del movimento dei Thiantacounes, caratterizzato da grandi raduni, preghiere collettive, canti religiosi e manifestazioni di devozione.
Dopo la morte del marito, avvenuta nel maggio 2019, la successione alla guida del movimento ha provocato una divisione. Una parte dei discepoli ha riconosciuto Sokhna Aïda come erede spirituale, mentre la massima autorità della confraternita mouride ha indicato quale successore Serigne Saliou Thioune, figlio del fondatore.
La questione ha dato origine a contrasti che hanno avuto ampia eco nella stampa senegalese. A Sokhna Aïda è stato contestato da alcuni esponenti religiosi di avere esercitato prerogative considerate proprie delle guide riconosciute, tra cui la celebrazione di matrimoni e battesimi. Accuse che la diretta interessata ha respinto.
Il confronto riguarda soprattutto la legittimità della sua autorità spirituale e il rispetto delle regole interne alla confraternita. Nonostante le contestazioni, Sokhna Aïda ha continuato a guidare i propri seguaci e a organizzare iniziative religiose anche fuori dal Senegal.
Le divisioni sono riemerse nell’agosto 2026, quando una sua visita a Touba, presso un autorevole esponente della comunità mouride, ha suscitato proteste da parte di alcuni fedeli e familiari del religioso che l’aveva ricevuta. Altri rappresentanti religiosi hanno invece difeso l’incontro e, successivamente, un collettivo di imam e studiosi islamici di Touba ha espresso pubblicamente il proprio sostegno alla donna. La sua posizione continua dunque a essere oggetto di discussione all’interno del mondo mouride.
Anche la storia del marito presenta un importante capitolo giudiziario. Il 6 maggio 2019 Cheikh Béthio Thioune fu condannato in contumacia dalla Camera criminale del tribunale di Mbour a dieci anni di lavori forzati per complicità in omicidio e omessa denuncia di reato. Il procedimento riguardava la morte di due suoi discepoli, Bara Sow e Ababacar Diagne, uccisi nel 2012. La notizia della sentenza venne riportata, tra gli altri, dall’agenzia internazionale AFP e dall’Agenzia di stampa senegalese. Il predicatore, che si trovava in Francia per cure mediche e il cui legale aveva contestato le accuse, morì il 7 maggio 2019, il giorno successivo alla pronuncia della condanna. Si tratta di una vicenda giudiziaria che non riguarda in alcun modo Sokhna Aïda.


