HomePresidio di solidarietà al popolo del Rojava e contro la guerra

Presidio di solidarietà al popolo del Rojava e contro la guerra

Si terrà martedì 22 ottobre alle ore 18 In piazza San Francesco a Piacenza il presidio indetto dalla Rete piacentina contro la guerra e di solidarietà alle popolazioni del Rojava

In un comunicato gli orgnanizzatori spiegano che «l’escalation di violenza che si è scatenata in Medio Oriente, con l’avvio dell’invasione turca del Nord della Siria, ci riguarda tutti e va fermata. Siamo di fronte a una palese violazione di ogni minimo diritto internazionale. Laddove, grazie ai Curdi e al neonato Rojava, regnava il rispetto e la tutela di tutte le minoranze etniche e religiose, oggi regnano la barbarie e la guerra. Una guerra voluta dalla Turchia nell’assordante debolezza e lassismo di Unione Europea e Nato.

Siamo persone impegnate nell’associazionismo, nei movimenti, in forze politiche e sociali, semplici cittadini e cittadine che stanno formando, dal basso, una Rete piacentina contro la guerra e di solidarietà alle popolazioni del Rojava.  Per Noi, “fare Rete”, significa includere e condividere. Una rete aperta ed in continua evoluzione.

Chiediamo:

Il risveglio delle coscienze di tutte le donne e gli uomini anche a Piacenza, di fronte alla guerra, all’aggressione turca e alla difesa del progetto sociale rappresentato dal Rojava.

Chiediamo il blocco della vendita di armi alla Turchia e lo stop alle commesse già in essere da parte dell’Italia; il rispetto dei Diritti Umanitari dei migranti siriani in Turchia i quali non possono essere oggetto di alcun ricatto di Erdogan nei confronti dell’Unione Europea. Chiediamo lo spostamento della finale di Uefa Champions League da Istanbul; che si accendano i riflettori dei media, locali e nazionali, sul “bavaglio turco” che colpisce indiscriminatamente dissidenti, intellettuali e cittadini. Condanniamo il principio della forza, a fronte della forza del diritto.

La guerra che la Turchia di Erdogan sta muovendo contro il Rojava e la popolazione curda nel nord della Siria ci riguarda tutti. L’aggressione turca sta causando una emergenza umanitaria e favorisce la rinascita dei boia dell’Isis. Un rischio per la sicurezza a livello regionale ed internazionale. L’aggressione turca e il lassismo della comunità internazionale sta portando lutti e distruzioni per i curdi, la destabilizzazione di tutta l’area e una possibile rinascita dell’ISIS e delle sue atrocità.

Assistere al totale abbandono dei curdi al loro destino di fronte all’attacco turco non è possibile.

Nel nord della Siria il diritto internazionale viene calpestato. Bombe cadono su civili, personale sanitario, ospedali e sopra ogni briciolo di umanità.

Il Rojava è una realtà da sostenere. Si è data un’ossatura istituzionale democratica nel quale la parità di genere uomo-donna, la laicità dello stato, la parità tra le fedi religiose sono una realtà effettiva. Mentre la Turchia ha un premier autoritario, capace di annichilire la libera circolazione delle idee incarcerando oppositori e condannando giornalisti all’ergastolo.

Erdogan, sconfitto alle ultime elezioni, al vertice di un sistema segnato dalla crisi economica, sta utilizzando le armi del nazionalismo e della guerra per riconquistare un consenso che ha perso. Un “ritornello” che preannuncia terrore e barbarie.

La preziosa esperienza che si sta sviluppando nel nord della Siria rappresenta un ostacolo per Erdogan e il suo progetto di egemonia territoriale attraverso una sostituzione etnica di fronte la quale occorre reagire.

Per noi tutti il Rojava rappresenta una concreta esperienza solidale, laica e democratica, fondata sulla confederalità sociale che stride con gli autoritarismi da cui è circondata. 

La convivenza tra la popolazione araba e curda e tra le diverse religioni è stata resa possibile in quella regione grazie al modello sociale laico di Rojava, ora sotto le bombe.

L’esercito di Rojava, in alleanza con le forze Occidentali, ha combattuto e sconfitto l’Isis pagando un prezzo di sangue mostruoso. Chi fino a ieri ha elogiato i curdi e ora si volta dall’altra parte dimostra tutta la sua ipocrisia.

Il Medio Oriente continua così ad essere al centro degli scontri e delle attenzioni dei grandi interessi geo-politici ed economici, e su questo assistiamo ai colpevoli tentennamenti di Unione Europea e Nato che hanno dimostrato una terribile debolezza di fronte a questa crisi.

Contro questa aggressione militare, contro ogni autoritarismo, contro la guerra, i fascismi e a sostegno della libertà di autodeterminazione delle popolazioni del Rojava, esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla resistenza in cui queste popolazioni sono oggi impegnate».

Hanno aderito alla manifestazione: Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Emergency, Gruppo di acquisto Popolare Piacenza, Arci, Legambiente, Cooperativa Infrangibile, Articolo21, Non una di meno, Libera, Restiamo Umani, Cooperativa “La Pecora Nera”, L’ass. “Italia-Cuba”, Partito Democratico, Articolo1, Piacenza in Comune, Potere al Popolo, Possibile, Rifondazione Comunista, Alberto Esse/Luogomobile

ARTICOLI COLLEGATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!
- Advertisment -
XNL

Articoli PIu' popolari