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Adottare a distanza un bambino per un futuro migliore, la scelta di Elena e della sua famiglia

Senza gesti eclatanti, a volte si può fare tanto per aiutare il prossimo. Elena è una ragazza piacentina che vive a Modena e nel corso degli anni con la sua famiglia si è imbattuta nell’ Associazione Padre Antonino Magnani per adottare a distanza un bambino che ha bisogno di crescere, di essere istruito e vivere sano e felice.

Nel corso del tempo lei e la sua famiglia hanno adottato 3 bambini. “Il primo è stato Achille, nel Kerala (India). Ci siamo affidati alle Figlie di Sant’Anna, che fanno un lavoro egregio. Abbiamo avuto lettere, pagelle, lui era orfano di madre e abbandonato dal padre. Poi quando è diventato grande, dopo i 18 anni, ha proseguito per la sua strada”.

Questa è una delle particolarità dell’adozione a distanza: non si tratta di assistenzialismo, ma di un supporto, rivolto principalmente a un’alimentazione corretta e allo studio, e non una rendita per tutta la vita. Elena è anche andata a trovarlo.

“Le suore vedono ragazzi in difficoltà e cercano genitori o singoli che abbiano voglia di adottare a distanza, anche pensionati. Il tutto per 27 euro mensili. Dopo Achille, c’è stata una bambina, Puriti, che era stata abbandonata dalla sua famiglia a distanza e si è ritrovata scoperta. E infine adesso aiutiamo Aida da 6 – 7 anni. Le suore ci tengono in contatto con loro, i bimbi sono sparsi nei villaggi e non è facile organizzare incontri periodici con le famiglie adottive”.

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