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Di riffa o di raffa, la scuola dell’ex Manifattura Tabacchi apre

Alla vigilia del primo giorno arrivano le certificazioni dei Vigili del fuoco. Ma palestra, terrazza e aree esterne non sono pronte. E dalle famiglie e dagli insegnanti emergono dubbi anche su attrezzature, connessione e accessi

Di riffa o di raffa, la scuola dell’ex Manifattura Tabacchi martedì 15 settembre apre. E l’espressione non è scelta a caso. È la stessa utilizzata poco più di un anno fa dall’onorevole Paola De Micheli che, intervenendo in Consiglio comunale sulla tormentata vicenda di piazza Cittadella, assicurò: «Di riffa o di raffa quel problema lo risolveremo».

Questa volta il problema è molto diverso ma comunque delicato, perché riguarda una scuola e centinaia di studenti. Alla vigilia dell’inizio delle lezioni l’impressione è quella di aver assistito a una corsa contro il tempo per riuscire a rispettare una data fissata da mesi, quella della prima campanella.

Uno degli ultimi tasselli è andato al suo posto soltanto oggi pomeriggio. I Vigili del fuoco hanno effettuato il sopralluogo all’ex Manifattura e alle 18.21 è arrivata la certificazione necessaria. Secondo quanto abbiamo appreso, la richiesta sarebbe stata avanzata alla fine della scorsa settimana e la verifica è stata effettuata in tempi particolarmente rapidi.

Tutto bene quel che finisce bene, dunque. Ma resta difficile non chiedersi perché adempimenti così importanti siano arrivati a poche ore dall’ingresso degli studenti.

Nei giorni scorsi il Comune aveva respinto le preoccupazioni espresse da alcuni genitori spiegando, tra l’altro, che per un’opera pubblica non è necessario attendere il normale certificato di agibilità. Palazzo Mercanti aveva precisato che sono invece il collaudo o il certificato di regolare esecuzione ad attestare la corretta esecuzione dell’opera e la sua utilizzabilità.

Una spiegazione che, però, apre inevitabilmente un’altra domanda: quale collaudo o certificato di regolare esecuzione riguarda gli spazi che martedì saranno effettivamente utilizzati?

Al momento non sono emerse indicazioni precise al riguardo. Questo non significa che gli atti non esistano, ma è stato lo stesso Comune a indicarli come documenti che attestano l’utilizzabilità dell’opera. Sarebbe quindi utile sapere se siano già stati formati e quale parte dell’edificio riguardino.

Anche perché quella che aprirà martedì non sarà ancora la scuola nella sua configurazione definitiva.

La palestra non è terminata, così come non lo è lo spazio previsto sulla terrazza. Le aree esterne sono ancora interessate dal cantiere e i lavori proseguiranno anche dopo l’inizio dell’anno scolastico: l’impresa, come ha spiegato il Comune, avrà tempo fino al 14 ottobre per completare gli interventi.

Anche quanto avvenuto nelle ultime ore conferma del resto che l’apertura avverrà per fasi. Il Comune aveva già annunciato che inizialmente sarà utilizzata soltanto una parte del plesso, mentre resteranno temporaneamente escluse la palestra e la terrazza. Soltanto una volta terminati gli interventi sarà possibile utilizzare l’intero complesso.

La scuola, insomma, apre. Ma la scuola non è ancora finita. Le due cose non sono necessariamente incompatibili. Una parte dell’edificio può essere utilizzata mentre in altre zone proseguono i lavori, a condizione naturalmente che gli spazi siano adeguatamente separati e siano garantiti tutti i requisiti di sicurezza. Ciò che lascia perplessi è piuttosto il modo in cui si è arrivati al traguardo: lavori ancora in corso, spazi indisponibili e certificazioni ottenute nelle ultimissime ore.

E alle questioni legate all’edificio si aggiungono quelle più strettamente scolastiche.

Nelle chat di insegnanti e genitori si rincorrono in queste ore segnalazioni che non è possibile verificare tutte direttamente e che, dunque, vanno considerate per quello che sono: dubbi e preoccupazioni che attendono risposte.

Secondo quanto viene riferito, laboratori e biblioteca sarebbero ancora sostanzialmente vuoti, senza attrezzature e libri. Computer e Lim non sarebbero stati trasferiti dalla Calvino. Fino a pochi giorni fa sarebbe mancata anche una linea telefonica e restano interrogativi sulla connessione internet. Vengono segnalate inoltre incertezze sugli accessi, con l’ipotesi che almeno inizialmente gli studenti entrino da un ingresso laterale, mentre non sarebbero ancora completati tutti i cancelli e le porte di ingresso.

A questo si aggiungono le difficoltà organizzative lamentate da alcune famiglie e dagli stessi insegnanti: informazioni che arriverebbero con il contagocce e interrogativi ai quali, secondo quanto riferiscono, neppure l’istituto sarebbe sempre in grado di dare risposte.

Sono problemi di natura diversa rispetto alla sicurezza dell’edificio e sarebbe sbagliato confondere i due piani. Pongono però una questione molto concreta: quando possiamo dire che una scuola è davvero pronta? Quando può fisicamente accogliere gli studenti o quando dispone anche degli strumenti necessari per svolgere normalmente l’attività didattica?

È forse questo il punto che meglio riassume le perplessità di queste settimane. Il recupero dell’ex Manifattura Tabacchi restituisce alla città un edificio importante e nuovi spazi destinati alla scuola. Ma resta da capire perché si sia arrivati alla vigilia dell’apertura con tanti elementi ancora da completare, verificare o semplicemente spiegare.

Tra alcuni insegnanti serpeggia una considerazione più amara: la sensazione che studenti e classi siano stati spostati quasi come pedine per riuscire a far quadrare tempi e spazi. Una critica che può apparire severa, ma dietro la quale c’è una domanda meno polemica e più concreta: era davvero inevitabile arrivare così a ridosso della prima campanella?

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