Mercoledì 17 giugno anche a Piacenza si svolgerà lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie pubbliche. In occasione della mobilitazione, la Filcams Cgil Piacenza ha organizzato un presidio alle ore 11 davanti alla farmacia comunale di via Manfredi.
Lo sciopero è stato proclamato nell’ambito della vertenza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale Assofarm, scaduto il 31 dicembre 2024 e applicato ai dipendenti delle aziende partecipate dagli enti locali che operano nel settore delle farmacie e dei servizi farmaceutici. A livello nazionale il contratto interessa oltre 6mila addetti.
A Piacenza la mobilitazione coinvolge il personale delle Farmacie Comunali Piacentine: circa venti lavoratrici e lavoratori dipendenti, oltre a un numero analogo di professionisti che collaborano con partita IVA.
«Alla base della mobilitazione – spiega Marco Pascai, segretario generale della Filcams Cgil Piacenza – ci sono il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, la valorizzazione delle professionalità e il riconoscimento del ruolo sempre più centrale che il personale delle farmacie pubbliche svolge ogni giorno. Le farmacie comunali non sono semplici punti vendita, ma presìdi sanitari e sociali di prossimità fondamentali per la cittadinanza».
Secondo il sindacato, nella giornata dello sciopero potrebbero verificarsi chiusure o riduzioni significative del servizio nelle farmacie Caorsana, Europa e Roncaglia, oltre a possibili disagi alla farmacia Manfredi, che garantisce normalmente un’apertura continuativa 24 ore su 24.
La Filcams chiede inoltre che l’azienda informi in modo tempestivo e capillare la cittadinanza sugli eventuali disservizi attraverso cartellonistica e altri strumenti di comunicazione.
«La responsabilità di informare l’utenza non può essere scaricata sui lavoratori o sulle organizzazioni sindacali – aggiunge Pascai –. È compito dell’azienda mettere i cittadini nelle condizioni di conoscere per tempo eventuali modifiche del servizio».
Il sindacato ricorda che il servizio farmaceutico rientra tra i servizi pubblici essenziali e che lo sciopero si svolgerà nel rispetto delle prestazioni indispensabili previste dalla normativa, garantendo il contemperamento tra il diritto alla mobilitazione dei lavoratori e il diritto alla salute dei cittadini.
«Difendere il lavoro nelle farmacie pubbliche significa difendere anche la qualità del servizio reso alle comunità locali», conclude Pascai.




