Quarant’anni in polizia, quasi tutti trascorsi a Piacenza, con un impegno particolare nella tutela dei minori e delle donne vittime di violenza. Il sostituto commissario Fausto Gaudenzi ha salutato questa mattina i colleghi della questura in vista del pensionamento, previsto domani, 1° ottobre. Un momento di festa e ringraziamento per un percorso professionale iniziato nel 1985 e sviluppatosi tra attività investigative, formazione e organizzazione dei servizi di sicurezza.
Arruolato il 4 dicembre 1985, Gaudenzi frequentò il corso per allievi agenti ausiliari alla scuola di polizia di Trieste. Nel 1986 arrivò alla scuola allievi agenti di Piacenza per svolgere il servizio militare. Dopo un ulteriore corso a Vibo Valentia, il 10 aprile 1988 venne assegnato alla questura piacentina con la qualifica di agente.
La prima parte della sua carriera si svolse nell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, dove rimase fino al 1996, ottenendo diversi riconoscimenti per gli interventi effettuati. Nel 2000 passò all’ufficio minori della divisione anticrimine e l’anno successivo alla seconda sezione della squadra mobile, di cui divenne responsabile.
Proprio la protezione delle persone più vulnerabili ha rappresentato uno dei fili conduttori del suo lavoro. Alla squadra mobile si occupò di indagini su abusi, violenze sessuali e maltrattamenti in famiglia, affiancando all’attività investigativa l’attenzione alle vittime. Nel curriculum viene ricordata anche la disponibilità fuori dall’orario di servizio, per offrire a donne e minori un punto di riferimento nei momenti di difficoltà.
In quegli anni coordinò inoltre delicate operazioni contro la tratta di esseri umani provenienti dalla Nigeria e contro un’organizzazione criminale cinese dedita allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione. Nel dicembre 2007 il suo impegno per i minori ricevette un riconoscimento dalla Casa del Fanciullo di padre Gherardo, con la consegna di una targa durante una cerimonia nella chiesa di San Sisto.
All’attività sul campo Gaudenzi ha affiancato un lungo lavoro di prevenzione e formazione. Ha incontrato studenti e insegnanti delle scuole piacentine per affrontare temi come bullismo, violenza di genere, droghe e rischi del web, partecipando anche al progetto “PretenDiamo legalità”. Dal 2001 ha svolto l’incarico di docente alla scuola allievi agenti di Piacenza, nelle materie giuridiche e nell’utilizzo dei sistemi informatici della polizia.
Nel 2010 venne nominato componente del tavolo tecnico provinciale per il protocollo sulla tutela dei minori e sulla violenza contro le donne. Partecipò poi ai lavori del progetto “Non è stato un incidente”, da cui nacque la guida “Come dar voce al silenzio”, dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere. Il suo impegno si è esteso anche al volontariato, attraverso la collaborazione con Telefono Rosa e altre associazioni che offrono ascolto e sostegno alle vittime.
Nel 2013 il trasferimento alla Digos, come responsabile della sezione investigativa, lo portò a occuparsi anche di indagini sul terrorismo di matrice islamica. Parallelamente ha contribuito alla formazione informatica del personale e alla digitalizzazione degli archivi della questura.
Dal 2023 ha prestato servizio nell’ufficio di gabinetto, negli ultimi anni come coordinatore, contribuendo all’organizzazione dei servizi di ordine e sicurezza pubblica per appuntamenti come il Tour de France, il Giro d’Italia, Radio Bruno e la Balloon Cup.
Nel corso della carriera ha ricevuto lodi, un encomio e le croci di bronzo e d’argento per anzianità e merito di servizio. Nel dicembre 2021 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l’onorificenza di cavaliere per le benemerenze nel lavoro, nel servizio pubblico e nel sociale.
Il questore e tutti i colleghi lo hanno ringraziato per il contributo offerto alla questura di Piacenza e alla polizia di Stato, accompagnando il saluto con gli auguri per il nuovo capitolo della sua vita.


