Piacenza, 15 dicembre 2025 – Ha preso il via la commercializzazione delle residenze a libero mercato del progetto di riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi, un’area di circa 60.000 mq nel quartiere Infrangibile, destinata a diventare un nuovo polo di vita urbana. L’intervento, avviato nel 2019 per le opere di urbanizzazione e nel 2024 per la costruzione degli edifici residenziali, rappresenta il più significativo progetto di rigenerazione urbana per la città dal dopoguerra.
Con un valore complessivo di circa 50 milioni di euro, il progetto è realizzato dal Fondo Estia Social Housing, istituito e gestito da Prelios SGR e partecipato da FIA – Fondo Investimenti per l’Abitare, gestito da CDP Real Asset SGR (Gruppo CDP). Le volumetrie complessive restano quelle già previste dal Piano di Recupero urbano: nel corso degli anni è cambiata la configurazione degli edifici, senza incrementi di carico urbanistico, per consentire l’inserimento di nuove funzioni pubbliche e una diversa distribuzione dei volumi, finalizzata a ridurre il consumo di suolo.
Gli altri quotisti del Fondo sono, oltre a Prelios SGR, il Comune di Piacenza, la Fondazione di Piacenza e Vigevano e il consorzio cooperativo Con.Cop.Ar., che ricoprirà anche il ruolo di appaltatore e futuro gestore degli edifici residenziali, dando vita a un partenariato pubblico-privato sviluppato in continuità tra più amministrazioni comunali.
Grazie all’ottenimento di 11 milioni di euro per l’attuazione del Programma Nazionale della Qualità dell’Abitare (PINQuA), confluiti nel 2023 nel Fondo Estia Social Housing, il progetto ha potuto integrare una serie di opere pubbliche, tra cui un nuovo polo scolastico, definito in collaborazione con il Comune e l’Ufficio scolastico territoriale e configurato come opera di urbanizzazione secondaria al servizio del quartiere. Le revisioni progettuali si sono sviluppate nel rispetto dei vincoli temporali e procedurali connessi al PNRR.
Il progetto è stato presentato il 13 dicembre nel corso di un incontro istituzionale all’Auditorium Sant’Ilario, seguito da un evento aperto al pubblico. In quella occasione è intervenuto in collegamento da remoto anche il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, che ha inquadrato l’intervento piacentino all’interno delle politiche nazionali sull’abitare:
“Il tema della povertà abitativa è una questione che interessa e dovrebbe preoccupare tutti i livelli istituzionali, non solo il Governo. Oggi il 5,6% della popolazione vive in condizioni di grave difficoltà abitativa e il 5,1% dichiara di destinare in media oltre il 40% del proprio reddito netto all’abitazione, sia essa mutuo o locazione. È evidente che a questa situazione il sistema Italia deve agire. Le soluzioni arrivano dalla collaborazione pubblico-privato, dalle sinergie positive che si possono costruire e dalla capacità degli enti locali di essere pienamente coinvolti nella progettazione e nell’esecuzione degli interventi. Quando c’è cooperazione tra i diversi livelli di governo, l’Italia riesce a raggiungere risultati che una conflittualità permanente non consentirebbe mai di ottenere. Proprio ieri, nella cabina di regia sulle Politiche di coesione che ho presieduto a Palazzo Chigi, ho sollecitato le Regioni a destinare maggiori risorse all’housing sociale, considerato dal Governo Meloni uno strumento strategico per dare una risposta concreta al fabbisogno abitativo che si manifesta in tutte le regioni italiane”.
Alessandro Busci, Head of Fund Management di Prelios SGR:
“ManifAttura Piacenza rappresenta un’evoluzione strategica per Piacenza: è un modello di rigenerazione urbana che coniuga sostenibilità, qualità architettonica e inclusione sociale. Restituiamo alla città un’area storica trasformandola in un quartiere vivo, con spazi verdi, servizi e opportunità per famiglie, giovani e professionisti. Con l’avvio della commercializzazione entriamo in una fase decisiva che segna un nuovo standard per l’abitare contemporaneo, orientato al benessere delle persone e alla crescita del territorio”.
Katia Tarasconi, sindaco Comune di Piacenza:
“Abbiamo presentato un percorso innovativo e sostenibile che restituisce alla collettività un’area a lungo dismessa e in condizioni di degrado, la cui rigenerazione era attesa da anni ed è il frutto di un impegno condiviso e portato avanti in continuità tra più Amministrazioni. Un intervento urbanistico improntato alla qualità di vita, all’inclusione sociale, all’attenzione nei confronti delle famiglie e all’integrazione tra servizi, grazie alla sinergia tra pubblico e privato e a una visione lungimirante che ha permesso di salvaguardare i fondi del progetto PINQuA, adeguandolo ai requisiti previsti dal PNRR. Rinasce, nel quadro di uno sviluppo organico e partecipato, una porzione di città che viene sottratta a uno stato di abbandono: l’iniziativa odierna ci ha permesso di guardare oltre il cantiere che oggi tutti vediamo, per scoprire il quartiere bello e accogliente che verrà”.
Roberto Reggi, Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano:
«Aumentare l’offerta di housing sociale al fine di contrastare la povertà abitativa è uno degli obiettivi prioritari della Fondazione di Piacenza e Vigevano e la partecipazione a questo grande intervento per la città si muove in questa direzione. I primi beneficiari saranno le famiglie a basso reddito, che avranno accesso a un’edilizia di qualità a prezzi calmierati, ma anche tutte le altre, che abiteranno in un quartiere nuovo, eppure inserito nel cuore del tessuto urbano, dotato di servizi, spazi per lo sport e verde pubblico, e poi gli studenti della nuova scuola, per una qualità della vita migliore e una comunità coesa e solidale».
Accanto alla presentazione istituzionale del progetto, non sono mancate tuttavia prese di posizione critiche. Il Comitato Infrangibile ha espresso forte dissenso sulle modalità con cui l’intervento è stato raccontato e condiviso, sottolineando la distanza – fisica e simbolica – tra l’evento ospitato nel centro storico e il quartiere che sarà direttamente interessato dalla trasformazione dell’ex Manifattura Tabacchi. Secondo il Comitato, l’iniziativa si è configurata come una celebrazione a senso unico, con la partecipazione delle massime istituzioni ma senza il coinvolgimento dei residenti, né l’invito al referente del Comitato stesso.
Il Comitato contesta in particolare l’assenza di momenti di confronto pubblico nel quartiere prima della presentazione ufficiale e denuncia una mancanza di comunicazione e partecipazione su un progetto che, a suo giudizio, inciderà in modo profondo sulla vivibilità, sulla viabilità e sull’impatto paesaggistico dell’Infrangibile. Da qui la critica a una narrazione del “nuovo quartiere dentro il quartiere” percepita come estranea al contesto esistente e la richiesta di maggiore trasparenza e ascolto nei confronti di chi vive quotidianamente l’area.
ManifAttura Piacenza si sviluppa in una zona strategica della città, a ridosso del centro storico, ed è concepita come un quartiere a funzioni integrate, in cui residenza, servizi pubblici, spazi educativi e verde urbano concorrono a definire un sistema urbano unitario. Il cuore dell’intervento è rappresentato dall’àncora residenziale, composta da 201 alloggi: 143 destinati alla locazione a canone calmierato, rivolta alla cosiddetta fascia grigia, e 58 unità disponibili per la vendita a libero mercato.
Gli edifici residenziali sono progettati per raggiungere la classe energetica A e l’intervento è orientato alla certificazione LEED for Communities. Accanto alla componente abitativa, il progetto comprende un parco pubblico di circa 15.000 mq, integrato da ulteriori aree verdi e mitigazioni ambientali. Il parco resterà di proprietà pubblica, mentre la gestione e la manutenzione saranno a carico del soggetto privato, come previsto dalle convenzioni urbanistiche.
L’operazione si inserisce infine in un più ampio processo di rigenerazione che ha incluso bonifiche ambientali, il rifacimento delle reti infrastrutturali e la valorizzazione dei reperti archeologici rinvenuti nell’area, oggi esposti a Palazzo Farnese, restituendo al quartiere Infrangibile una porzione di città profondamente trasformata.




