È stata inaugurata in via Gadolini 36 la struttura Piacenza Belvedere, che riunisce la Casa della Comunità e l’Ospedale di Comunità. Alla cerimonia hanno partecipato il ministro per gli Affari europei e il Pnrr, Tommaso Foti, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, il sindaco di Piacenza, Katia Tarasconi, e la direttrice generale dell’Azienda Usl, Paola Bardasi. Presenti anche professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del territorio, tre medici di famiglia e tre pediatri che hanno sede nell’edificio.
La struttura è operativa dal 29 giugno ed è stata realizzata con un investimento complessivo di oltre 11 milioni di euro, finanziato nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’edificio, nel quartiere Duemila, si sviluppa su quattro livelli e ha una superficie di circa 2.800 metri quadrati.
«È una scelta strategica per rafforzare l’assistenza territoriale», ha detto de Pascale, sottolineando il ruolo delle strutture intermedie nel collegamento tra ospedale e domicilio. Il presidente ha richiamato anche la necessità di adattare i servizi sanitari ai cambiamenti demografici e ai bisogni delle persone.
La Casa della Comunità è un punto di accesso ai servizi sanitari e sociosanitari del territorio. È prevista la presenza di un medico 24 ore su 24, sette giorni su sette, oltre al servizio infermieristico. Per le persone con patologie croniche sono attivi percorsi di monitoraggio e controlli programmati, in collaborazione con i medici di medicina generale.
Nella struttura operano anche gli infermieri di famiglia e di comunità, che seguono le situazioni di fragilità e favoriscono il raccordo con gli altri servizi. Medici di famiglia e pediatri di libera scelta contribuiscono alla presa in carico dei pazienti; Belvedere sarà inoltre sede di un’Aggregazione funzionale territoriale.
Sono presenti ambulatori specialistici e un Punto unico di accesso, con un infermiere e un assistente sociale che valutano i bisogni e orientano le persone tra i servizi sanitari, sociosanitari e sociali. La struttura è collegata anche all’assistenza domiciliare.
Al secondo piano si trova l’Ospedale di Comunità, con 20 posti letto destinati a persone che non necessitano più di un ricovero per acuti, ma hanno ancora bisogno di assistenza prima del rientro a casa.
Il servizio garantisce assistenza infermieristica continuativa, presenza medica programmata, monitoraggio clinico e supporto riabilitativo. L’équipe è composta da nove infermieri, otto operatori sociosanitari e due medici; il fisioterapista interviene in base alle necessità. Un infermiere di transizione collabora alla pianificazione delle dimissioni e all’attivazione dei servizi necessari per il rientro a domicilio.
L’edificio dispone anche di spazi per incontri, iniziative informative e attività di promozione della salute, in collaborazione con associazioni e realtà locali.


