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Si aprono le porte del carcere per il capo della banda degli spacciatori e accoltellatori di origine tunisina

Nella mattinata di ieri la Squadra Mobile della Questura di Piacenza ha condotto in carcere un cittadino tunisino classe 1990, condannato in via definitiva a quattro anni, otto mesi e venti giorni di reclusione per tentato omicidio e porto di armi, in relazione ai gravi fatti avvenuti a Piacenza tra il 2024 e il 2025 nell’ambito della nota faida tra bande rivali di spacciatori che si accoltellavano per il predominio del traffico di stupefacenti in città.

Il condannato è ritenuto il leader della fazione dei pusher di origine tunisina, protagonista di una serie di gravi aggressioni con armi da taglio nei confronti della principale banda rivale, composta in prevalenza da soggetti di origine egiziana, che aveva reagito con analoghe condotte violente. Il gruppo faceva riferimento a una barberia situata in via Emilia Pavese, gestita dall’uomo insieme al fratello.

L’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile ha ricostruito la sequenza degli accoltellamenti, avvenuti principalmente nel centro cittadino, portando all’adozione di numerosi provvedimenti: 11 soggetti arrestati, 30 complessivamente deferiti all’autorità giudiziaria, 12 perquisizioni delegate eseguite, 14 armi da taglio sequestrate, 789 grammi di sostanze stupefacenti sequestrate (cocaina, hashish, oppiacei, benzodiazepine) e una misura cautelare reale consistente nel sequestro delle pagine web di un trapper piacentino indagato per istigazione a delinquere.

Tra gli episodi più gravi figura quello avvenuto nel luglio 2024, quando l’odierno arrestato colpì in pieno centro un giovane di origine egiziana con un fendente al petto che solo per circostanze fortuite non interessò organi vitali. Il ferito fu trasportato in ospedale in prognosi riservata, sottoposto a intervento chirurgico d’urgenza e successivamente giudicato guaribile in trenta giorni.

All’arrivo delle Volanti, allertate dai passanti, tutti i partecipanti alla lite – eccetto il ferito – si erano già dileguati, lasciando sul posto una lama e diverse tracce ematiche. Le indagini furono immediatamente avviate attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e delle fonti aperte. Nel corso degli accertamenti venne individuato anche un post sui social network in cui il gruppo dell’aggressore “festeggiava” l’azione compiuta.

Grazie alla descrizione fornita dalla persona offesa, e in particolare a un tatuaggio distintivo, gli investigatori riuscirono a identificare l’autore dell’accoltellamento, già noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti. L’uomo fu arrestato il 17 dicembre 2024 e tradotto in carcere. Dopo alcuni mesi di detenzione, venne ammesso agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, sotto costante monitoraggio.

Su proposta del Questore di Piacenza, il soggetto – gravato da numerosi precedenti penali e di polizia – è stato inoltre destinatario della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, misura di prevenzione applicata dal Tribunale di Bologna. Al termine della pena detentiva gli sarà applicata per 18 mesi la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

L’Ufficio Immigrazione della Questura, valutata la pericolosità sociale, ha disposto il rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno, avviando le procedure per il rimpatrio nel Paese di origine al termine dell’espiazione della pena.

Il condannato è stato ammesso al regime di semilibertà, che gli consentirà di lavorare all’esterno del carcere per il sostentamento della famiglia, ma non potrà riprendere l’attività presso la barberia coinvolta nei fatti. Su istruttoria della Questura, la Prefettura di Piacenza ha richiesto e ottenuto dal Comune la revoca della licenza del locale per motivi di ordine e sicurezza pubblica; l’esercizio ha quindi cessato definitivamente ogni attività.

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