HomeAttualitàDopo trent'anni di attività cala il sipario sull'associazione Piacenza Musei

Dopo trent’anni di attività cala il sipario sull’associazione Piacenza Musei

Nata per sostenere e diffondere le bellezze e ricchezze museali del territorio, conclude ufficialmente il proprio percorso per mancanza di un ricambio generazionale

Nel Salone Pierluigi di Palazzo Farnese, dove tutto era nato trent’anni fa, oggi è definitivamente calato il sipario sull’Associazione Piacenza Musei.

La storia di questo sodalizio ebbe un inizio quasi fortuito nel 1995, quando Stefano Pronti, allora direttore dei Musei Civici, chiamò nel suo ufficio il pubblicitario Luigi Rizzi per la realizzazione urgente di un manifesto. Da quell’incontro nacque l’idea di una rassociazione che fu ufficializzata il 25 novembre dello stesso anno davanti al notaio Mario Onorato, grazie all’iniziativa di fondatori come Rizzi, Pronti, Ettore Aspetti, Giuseppe Bongiorni, Malchiodi e il giovanissimo Raimondo Sassi. Quella che era partita come una ricerca “effervescente” delle bellezze locali, si è trasformata in un crescendo continuo di esperienze che hanno coinvolto un numero sempre maggiore di soci e cittadini fino a divenire la prima importante realtà culturale associativa indipendente della città.

Per trent’anni l’associazione ha raccontato e diffuso i gioielli del territorio, opere d’arte, musei, palazzi storici, castelli, chiese e paesaggi anche attraverso la rivista Panorama Musei, diretta da Federico Serena.

Nel corso degli anni, Piacenza Musei si è distinta per un approccio pionieristico e innovativo, fungendo da vero e proprio precursore del marketing territoriale. Tra le iniziative di maggior rilievo si ricorda la creazione del primo sito web dei Musei Civici di Palazzo Farnese e della Galleria Ricci Oddi, uno strumento all’epoca rivoluzionario che permetteva visite virtuali e che fu citato da testate nazionali come esempio da seguire. L’associazione ha saputo anche comunicare la bellezza di Piacenza con coraggio, come accaduto durante l’Expo 2015, quando lanciò lo slogan provocatorio “La città più bella del mondo”, attirando turisti da tutta Italia e innescando un vivace dibattito sui social media.

L’attività culturale dell’associazione non si è limitata alla sola divulgazione, ma ha inciso profondamente sul tessuto artistico locale attraverso donazioni di prestigio, come quelle delle opere La Signora Bionda di Luciano Ricchetti e Ritmi Simultanei di Umberto Mastroianni alla Galleria Ricci Oddi. Parallelamente, sono stati organizzati 14 viaggi di più giorni e numerosi convegni nazionali, tra cui spiccano “Il Museo in Italia oggi” e “La Carrozza in Italia”, quest’ultimo arricchito da una suggestiva sfilata di carrozze d’epoca in centro storico che ottenne vasta risonanza mediatica. Un filone centrale della loro ricerca è stato quello legato alla dinastia farnesiana, esplorato attraverso il “Progetto Rosso Farnese” che ha unito territori come Parma, Roma e il Viterbese in un unico racconto tra arte e storia.

Il congedo definitivo, motivato dal presidente Luigi Rizzi con la mancanza di un ricambio generazionale e le difficoltà del contesto economico generale, lascia un vuoto significativo nel panorama culturale. L’assessore alla Cultura Christian Fiazza ha tuttavia sottolineato come questa esperienza non debba essere considerata un addio, ma un arrivederci, poiché la passione dimostrata ha gettato le basi per lo sviluppo culturale della città. L’associazione conclude il suo percorso esprimendo gratitudine a Piacenza per l’inesaurita rivelazione delle sue ricchezze storico-artistiche, dal reticolo del Castrum romano agli splendori barocchi, auspicando che nuove realtà possano raccogliere questa importante eredità.

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