HomeCronacaCaporalato e immigrazione clandestina, coinvolte anche aziende agricole piacentine

Caporalato e immigrazione clandestina, coinvolte anche aziende agricole piacentine

Indagine della Guardia di Finanza di Rovato (Bs): tre arresti e 12 indagati per un sistema illecito che avrebbe portato oltre 1.300 lavoratori stranieri in Italia

Al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia, la Guardia di Finanza della Compagnia di Rovato ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di tre soggetti di origine indiana, ritenuti promotori e vertici di un’associazione per delinquere di carattere transnazionale. Contestualmente è stata notificata anche un’interdittiva che vieta loro, per dodici mesi, l’esercizio di professioni e uffici direttivi di persone giuridiche e imprese.

L’attività investigativa, avviata a seguito di un controllo amministrativo condotto insieme all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, ha fatto emergere un articolato sistema illecito che coinvolgerebbe anche numerose aziende agricole del territorio piacentino. Proprio nella provincia di Piacenza, infatti, sarebbe stata impiegata parte della manodopera reclutata dall’organizzazione, composta complessivamente da dodici persone e strutturata attraverso tre società italiane e una di diritto indiano.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il sodalizio sarebbe stato attivo nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e nello sfruttamento lavorativo di connazionali impiegati come braccianti stagionali. I lavoratori, una volta giunti in Italia, sarebbero stati destinati anche ad aziende agricole piacentine, dove venivano formalmente assunti ma in realtà utilizzati in condizioni irregolari, attraverso un sistema di somministrazione fraudolenta di manodopera.

Per ottenere l’ingresso in Italia, l’organizzazione avrebbe predisposto documentazione falsa, attestando inesistenti offerte di lavoro e disponibilità di alloggi, aggirando così la normativa prevista dal cosiddetto Decreto Flussi. Una volta sul territorio, i lavoratori venivano inseriti in percorsi fittizi utili anche alla conversione del permesso di soggiorno da stagionale a tempo determinato, con giornate lavorative talvolta solo simulate in busta paga.

Determinante, secondo l’accusa, sarebbe stata la collaborazione di diverse imprese agricole operative tra Brescia, Cremona, Milano e Piacenza, che avrebbero assunto i lavoratori solo formalmente, consentendo all’organizzazione di ottenere nuove quote di ingresso. In cambio, le aziende avrebbero versato somme di denaro per poter disporre della manodopera, poi effettivamente impiegata nei campi anche nel Piacentino.

Nel periodo compreso tra il 2018 e il 2024, il sistema avrebbe consentito l’ingresso in Italia di 1.364 cittadini stranieri, generando profitti illeciti per oltre 19 milioni di euro, somma ora sottoposta a sequestro. Ai lavoratori venivano richiesti importi molto elevati: circa 13.800 euro per il permesso di soggiorno stagionale e ulteriori 7.200 euro per la conversione.

Le condizioni di lavoro riscontrate sarebbero state particolarmente gravose anche nelle realtà agricole coinvolte nel territorio piacentino: retribuzioni inferiori a quelle previste, turni prolungati senza adeguati riposi – in un caso documentato fino a 73 giorni consecutivi – e violazioni delle norme in materia di sicurezza. Le buste paga risultavano inoltre decurtate per coprire i costi imposti dall’organizzazione, tra cui vitto, alloggio e trasporti.

Sul piano fiscale, il sistema si basava su contratti di pseudo-appalto che avrebbero consentito l’emissione di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti, per un valore complessivo di oltre 18 milioni di euro tra il 2019 e il 2024, con un’evasione IVA superiore ai 3 milioni. Nell’ambito dell’indagine sono stati infine denunciati anche i rappresentanti legali di dodici società e aziende agricole, comprese alcune operanti nel piacentino, che avrebbero fatto ricorso in modo illecito alla manodopera fornita dall’organizzazione.

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