La consigliera comunale di maggioranza Stefania Fugazza interviene in risposta al consigliere della Lega Luca Zandonella, che aveva sollevato critiche sull’incarico affidato dal Comune di Piacenza al Politecnico di Milano per una ricerca sul sistema universitario cittadino. Fugazza difende il progetto inserendolo nel percorso di “Piacenza Città delle Università” e respinge le accuse parlando di una polemica «poco seria» e fondata su una rappresentazione distorta del lavoro avviato dall’amministrazione insieme agli Atenei cittadini. Di seguito il suo intervento integrale.
« L’intervento del consigliere Zandonella è inaccettabile nel metodo, sconclusionato nel merito e politicamente poco serio. È inaccettabile nel metodo perché attacca un progetto senza rappresentarlo per quello che è, trasformandolo in una caricatura utile solo alla polemica. Ridurre questo lavoro a una “mappa delle sedi” o a un semplice elenco di orari significa banalizzare deliberatamente un progetto che riguarda invece i tempi, gli spazi e i servizi della città universitaria. Non si tratta di copiare informazioni da una brochure, ma di capire, dopo le prime rilevazioni svolte in questi anni, come gli studenti universitari vivono davvero Piacenza, quali luoghi utilizzano, quali bisogni emergono e come la città possa organizzarsi meglio attorno a un sistema universitario che sta crescendo e cambiando.
È sconclusionato nel merito perché il progetto nasce dentro il percorso del Protocollo “Piacenza Città delle Università” ed è stato condiviso dal Tavolo Atenei, dove siedono Comune, Università Cattolica, Politecnico di Milano, Università di Parma e Conservatorio Nicolini. Parlare di mancanza di confronto con gli Atenei, quindi, non è solo inesatto: è l’esatto contrario della realtà.
È poco serio anche evocare una presunta mancanza di trasparenza. Il 14 gennaio scorso il Comune ha diffuso un comunicato pubblico, ripreso dagli organi di stampa, in cui veniva annunciato il contributo di 50 mila euro della Fondazione di Piacenza e Vigevano proprio a sostegno del progetto “Piacenza Città delle Università”. In quel comunicato erano indicati con chiarezza anche gli obiettivi: comunicazione strategica, analisi dell’impatto degli Atenei sul territorio e studio sui caratteri spaziali, orari e temporali di funzionamento delle sedi universitarie. Dunque non c’è nulla di nascosto: c’è semmai chi arriva mesi dopo, maldestramente, a scoprire ciò che era già stato pubblicamente spiegato.
Prima del 2024, anno della sottoscrizione del Protocollo Atenei, Piacenza non disponeva di una base dati aggregata e condivisa sul proprio sistema universitario. Oggi, grazie al lavoro avviato da questa Amministrazione, si stanno costruendo strumenti nuovi per programmare meglio: convenzione dati, servizi agli studenti, iniziative comuni, politiche per l’attrazione dei talenti, confronto sugli alloggi e ora anche una lettura più avanzata dei tempi e degli spazi universitari.
È poi francamente inopportuno presentare il Politecnico di Milano come un soggetto esterno qualunque. Il Politecnico è parte qualificata del sistema universitario piacentino ed è uno degli atenei più autorevoli a livello internazionale. Coinvolgerlo significa mettere a disposizione della città competenze di altissimo livello già presenti nel percorso universitario piacentino, non affidare all’esterno ciò che sarebbe ordinaria amministrazione.
Ancora più inopportuno è usare questo tema per mettere in discussione il lavoro degli uffici comunali. Se oggi Piacenza ha un Protocollo Atenei operativo, un Tavolo stabile con le istituzioni universitarie, nuove convenzioni, servizi dedicati agli studenti, agevolazioni, iniziative, eventi e un percorso concreto sull’ampliamento delle sedi universitarie, è soprattutto grazie al lavoro enorme degli uffici. Senza il loro impegno, la loro competenza e la loro capacità di raccordo, molte delle azioni di sistema realizzate in questi anni non sarebbero state possibili.
Proprio perché gli uffici stanno facendo la differenza, è scorretto far passare l’idea che ogni affidamento specialistico sia una loro mancanza. È vero il contrario: un’Amministrazione seria valorizza il lavoro interno e, quando serve, lo affianca con competenze qualificate per affrontare temi complessi. Questa non è debolezza della macchina comunale, ma capacità di programmazione.
Quanto alle risorse, basterebbe informarsi prima di attaccare. Il progetto è sostenuto dal contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano e non grava sul bilancio comunale, se non rispetto alle spese di personale: evocare l’aumento della pressione fiscale significa quindi confondere volutamente piani diversi pur di alimentare una polemica. Questo sì è poco serio.
La differenza è chiara: c’è chi usa l’università per fare propaganda e chi lavora per rendere Piacenza davvero una città delle università. Servono dati, competenze, accordi e visione. Non slogan, non semplificazioni grossolane, non polemiche costruite a tavolino».




