L’Arma dei Carabinieri ha celebrato a Piacenza il 212° anniversario della propria fondazione con una cerimonia che ha riunito le principali autorità civili, militari e religiose del territorio. Ospite d’onore della giornata il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, accolto dal comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Pierluigi Breda.
Presenti, tra gli altri, il prefetto Patrizia Palmisano, il procuratore della Repubblica Grazia Pradella, il questore Gianpaolo Bonafini, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, il presidente del Tribunale, il sindaco Katia Tarasconi, la presidente della Provincia Monica Patelli, la senatrice Elena Murelli e numerose autorità del territorio.
La cerimonia si è aperta con la lettura del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al comandante generale dell’Arma. Nel testo, il Capo dello Stato ha ricordato come i Carabinieri abbiano svolto «un prezioso ruolo» sin dalla nascita della Repubblica, consolidando «un insostituibile legame con le comunità del territorio» e garantendo quella cornice di sicurezza entro la quale trovano piena attuazione le libertà costituzionali.
Mattarella ha sottolineato che «l’opera dei Carabinieri, nel solco di una lunga storia di fedeltà alla Patria, reca un contributo di grande rilevanza alla sicurezza collettiva e al quotidiano vivere civile», richiamando inoltre il ruolo svolto dall’Arma nelle missioni internazionali di pace e rendendo omaggio ai militari caduti nell’adempimento del dovere.
Nel suo intervento il colonnello Breda ha voluto anzitutto ringraziare le istituzioni e le autorità presenti, soffermandosi sul rapporto che lega l’Arma al territorio piacentino.
«La vostra presenza oggi non è solo un grande onore, ma è la linfa vitale della nostra Istituzione; è la conferma di quel patto indissolubile che lega l’Arma alle comunità che serviamo», ha affermato rivolgendosi ai sindaci del territorio.
Il comandante provinciale ha poi richiamato il difficile scenario internazionale, caratterizzato da tensioni e instabilità, evidenziando come proprio in questo contesto il ruolo dei Carabinieri assuma un significato ancora più profondo.
«Se il mondo appare turbolento, il cittadino deve poter trovare nel suo Carabiniere un punto fermo, un approdo sicuro di legalità e di ascolto. Non siamo solo operatori di sicurezza; siamo, per vocazione, sentinelle di prossimità».
Ripercorrendo l’attività svolta nell’ultimo anno, Breda ha ricordato il contrasto ai furti in abitazione, alle truffe ai danni degli anziani e agli episodi di violenza che hanno interessato il territorio provinciale, sottolineando però come il lavoro più importante sia spesso quello meno visibile.
«La nostra attività più preziosa resta quella che non fa notizia. Continuo a credere fermamente che l’eccezionalità risieda nel fare bene le piccole cose, ogni singolo giorno. Una normalità che per noi Carabinieri si traduce in migliaia di ore di pattugliamento, nel soccorso a un automobilista in difficoltà o nell’intervento silenzioso per prevenire un gesto estremo o sedare una lite familiare prima che diventi tragedia».
Particolarmente toccante il passaggio dedicato ai militari feriti e ai caduti, ma anche alle famiglie dei Carabinieri.
«La vostra pazienza è la nostra forza; il vostro sostegno è ciò che ci permette di indossare questa divisa con serenità ogni mattina», ha detto Breda rivolgendosi ai familiari presenti.
Nel finale il comandante provinciale ha richiamato le parole di San Giovanni Paolo II, che definì i Carabinieri «sentinelle della pace e della libertà», ricordando che la divisa rappresenta per molti cittadini un simbolo di fiducia e protezione.
Momento centrale della cerimonia è stata la consegna delle ricompense ai militari distintisi in importanti attività investigative e di servizio.
Tra i riconoscimenti più prestigiosi figura l’Encomio Solenne conferito al tenente colonnello Michele Mezzetti per aver diretto una complessa indagine che ha portato alla luce collegamenti tra esponenti di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra finalizzati a infiltrare il tessuto economico lombardo. L’inchiesta si è conclusa con il rinvio a giudizio di 154 affiliati, 49 misure cautelari e sequestri per oltre 225 milioni di euro.
Sono stati inoltre conferiti encomi e compiacimenti a numerosi militari del Comando provinciale di Piacenza per operazioni che hanno riguardato il contrasto ai furti di biciclette da competizione, alle truffe agli anziani, alle frodi online nella vendita di autoveicoli, alle rapine commesse dopo adescamenti sui social network, allo spaccio di sostanze stupefacenti e allo sfruttamento del lavoro connesso all’immigrazione clandestina.
Un compiacimento è stato infine attribuito al brigadiere Alessandro Mirci e all’appuntato Antonio Lionetto che, insieme ad alcuni passanti, il 12 gennaio scorso intervennero per salvare una donna rimasta incastrata sotto un autobus di linea dopo un investimento, riuscendo a estrarla sollevando a mani nude la parte anteriore del mezzo e affidandola ai soccorsi.
La cerimonia si è conclusa con il tradizionale omaggio alla Bandiera e con il rinnovo dell’impegno dell’Arma al servizio della collettività. «È con questo spirito – ha concluso il colonnello Breda – che rinnoviamo oggi il nostro giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla nostra gente».










