A Piacenza il mercato del lavoro continua a mostrare segnali di rallentamento. Pur con una flessione contenuta nel mese di giugno, le previsioni per il trimestre estivo evidenziano un peggioramento più marcato rispetto allo scorso anno.
Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia sui dati del Sistema informativo Excelsior, nel mese di giugno le imprese piacentine prevedono di attivare 2.790 nuovi contratti, 30 in meno rispetto allo stesso mese del 2025, pari a una riduzione dell’1,1%. Si tratta di un dato che conferma una tendenza già emersa nei mesi precedenti: a maggio il calo era stato dell’1,9%, mentre ad aprile aveva raggiunto l’8%.
Molto meno incoraggianti risultano invece le prospettive per il periodo giugno-agosto. Nel trimestre le assunzioni previste si fermeranno a 7.650 unità, con una diminuzione del 10,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, corrispondente a 910 contratti in meno.
A incidere maggiormente sulla frenata di giugno sarà l’industria, che prevede 620 nuove entrate contro le 660 di un anno fa, registrando una contrazione del 6,1%. Nel dettaglio, manifatturiero e public utilities concentreranno 450 assunzioni, mentre le costruzioni si attesteranno a 180.
Anche il settore dei servizi, che rappresenta oltre il 72% delle nuove attivazioni previste, mostra un lieve arretramento. Le assunzioni programmate saranno 2.020, con una diminuzione dell’1% rispetto a giugno 2025. All’interno del comparto, il numero più elevato di nuovi contratti riguarda i servizi alle imprese (810), seguiti dal commercio (610), dalle attività di alloggio e ristorazione (330) e dai servizi alla persona (270).
L’unico settore in crescita nel mese di giugno è quello agricolo, che prevede 140 nuovi contratti, venti in più rispetto allo scorso anno, con un incremento del 16,7%.
Le previsioni per l’intero trimestre estivo indicano però un peggioramento generalizzato. L’industria dovrebbe fermarsi a 1.690 assunzioni, con una flessione dell’11,1% rispetto al 2025. Nei servizi il calo previsto è del 9,7%, pari a 590 contratti in meno.
Nel dettaglio, tra giugno e agosto i servizi alle imprese assorbiranno 2.170 nuove entrate, il commercio 1.800, il comparto dell’alloggio e della ristorazione 880 e i servizi alla persona 620.
Segno negativo anche per l’agricoltura, che nel trimestre dovrebbe registrare 490 contratti, cento in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una riduzione del 16,9%.
Sul piano strutturale, le imprese piacentine intenzionate ad assumere nel mese di giugno rappresentano il 18% del totale. La forma contrattuale più utilizzata sarà il tempo determinato, che interesserà il 50% delle nuove entrate, seguito dalla somministrazione con il 24%. Il tempo indeterminato rappresenterà il 14% delle assunzioni previste, mentre l’apprendistato si fermerà al 4%.
Le aziende continuano inoltre a privilegiare candidati con esperienza nel settore di riferimento, ai quali sarà destinato il 53% delle nuove opportunità lavorative. Agli under 29 è invece riservata una quota del 32,1% delle assunzioni programmate.
Resta infine elevata la difficoltà di reperimento del personale. Secondo le stime delle imprese, il 45,5% delle posizioni aperte rischia di rimanere scoperto. Le principali cause sono la mancanza di candidati, indicata nel 28,9% dei casi, e la preparazione ritenuta non adeguata degli aspiranti lavoratori, segnalata nel 13,9%.
I dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia sulla base delle rilevazioni del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea.





