Temperature che nelle ore del mattino raggiungono e superano i 30 gradi all’interno delle aule. È la situazione denunciata dai genitori della scuola dell’infanzia Besurica, che hanno diffuso un comunicato per richiamare l’attenzione sulle condizioni microclimatiche dell’edificio e chiedere interventi immediati da parte delle istituzioni.
Secondo quanto riferiscono le famiglie, il problema non sarebbe nuovo. «Già dagli ultimi giorni di maggio e per tutto il mese di giugno, i bambini della scuola dell’infanzia Besurica hanno trascorso le giornate scolastiche in aule che nelle ore del mattino raggiungono e superano i 30°C», spiegano i genitori, sottolineando come la situazione fosse già emersa durante l’estate del 2025 e fosse stata formalmente segnalata agli enti competenti.
Le famiglie ricordano inoltre che nel marzo scorso avevano nuovamente richiamato l’attenzione del Comune di Piacenza e della dirigenza scolastica sulle condizioni dell’edificio, chiedendo «l’adozione di misure immediate e temporanee in attesa di eventuali interventi strutturali».
«Da allora abbiamo appreso dell’esistenza di interlocuzioni e incontri tra Comune e dirigenza scolastica», si legge nel documento. «Tuttavia, a oggi, nelle aule non risulta adottata alcuna misura concreta in grado di garantire condizioni compatibili con la salute dei bambini e del personale scolastico».
A preoccupare ulteriormente i genitori è quanto sarebbe accaduto nei giorni scorsi. «Un bambino ha accusato un malore a causa delle elevate temperature presenti all’interno della scuola». Per questo motivo le famiglie affermano di non poter più accettare «rassicurazioni generiche, promesse future o riferimenti a progetti che richiederanno anni per essere realizzati».
La situazione della scuola dell’infanzia Besurica riporta l’attenzione su una questione più ampia che riguarda numerosi edifici scolastici cittadini. In gran parte delle scuole di Piacenza le aule non sono infatti dotate di impianti di climatizzazione e durante i periodi più caldi dell’anno studenti, insegnanti e personale si trovano a fare i conti con temperature spesso elevate. Una realtà che interessa anche le scuole secondarie, dove proprio in queste settimane si stanno svolgendo gli esami di terza media e la maturità.
Il tema assume particolare rilevanza anche alla luce delle periodiche ipotesi di anticipare l’inizio dell’anno scolastico ai primi giorni di settembre. Senza interventi di adeguamento delle strutture, appare infatti difficile immaginare un’estensione dell’attività didattica nei periodi più caldi dell’anno senza riproporre gli stessi problemi oggi denunciati dai genitori della Besurica.
«La questione non riguarda il comfort, ma la tutela della salute», prosegue il comunicato dei genitori della Besurica. I genitori richiamano anche il Decreto Legislativo 81 del 2008, evidenziando come la normativa imponga che i rischi derivanti dalle condizioni microclimatiche vengano valutati e gestiti nei luoghi di lavoro. «La scuola è un luogo di lavoro per il personale scolastico ed è, soprattutto, il luogo in cui trascorrono gran parte della giornata bambini di tre, quattro e cinque anni».
Le famiglie chiedono quindi pubblicamente di conoscere quali misure siano state adottate dal Comune e dalla scuola dopo le segnalazioni ricevute, quali siano stati gli esiti degli incontri svolti negli ultimi mesi, per quale motivo non siano state predisposte soluzioni temporanee per affrontare l’estate 2026 e quali interventi concreti siano programmati affinché il problema non si ripresenti nel prossimo anno scolastico e nell’estate 2027.
«Se il problema era noto nel 2025, è stato nuovamente segnalato nel 2026 e oggi si ripresenta nelle stesse identiche condizioni, non è più possibile parlare di emergenza imprevedibile», affermano i genitori.
L’anno scolastico è ormai giunto al termine senza che, secondo le famiglie, sia stata trovata una soluzione concreta. «Quello che chiediamo oggi è che non venga sprecato un altro anno e che le istituzioni assumano pubblicamente l’impegno di impedire che la stessa situazione si ripresenti anche nel 2027». Dopo due estati consecutive caratterizzate dagli stessi problemi, concludono i genitori, «abbiamo il diritto di sapere quali azioni concrete verranno intraprese e con quali tempi».




