I giorni di caldo estremo riportano al centro un tema con cui anche gli enti locali devono ormai fare i conti: l’adeguamento degli edifici pubblici alle conseguenze del cambiamento climatico. A sottolinearlo è il vicesindaco Matteo Bongiorni, che parla di una questione già da tempo all’attenzione dell’amministrazione comunale.
«Siamo consapevoli del disagio che si è creato nelle scuole e negli uffici, sia per il personale sia per gli utenti, con un’attenzione particolare ai più piccoli», osserva Bongiorni. «Non è un problema che riguarda soltanto la Besurica, ma un’esigenza ormai diffusa, nuova, che va affrontata compatibilmente con le risorse disponibili e con la programmazione degli interventi di manutenzione e riqualificazione».
Un primo percorso, spiega il Comune, è già stato avviato nei nidi d’infanzia a gestione diretta. Nelle sedi di Astamblam e Girasole, interessate da lavori di ristrutturazione finanziati con fondi Pnrr ormai in fase conclusiva, è prevista la climatizzazione di tutti gli ambienti destinati ai bambini. Tutti gli spazi frequentati dai piccoli risultano climatizzati anche al nido Girotondo e al polo Edugate, così come al Pettirosso, dove resta escluso soltanto un piccolo atelier grafico collocato lungo il corridoio centrale.
Un impianto di condizionamento è attivo anche al nido Arcobaleno, dove però un guasto – già segnalato ai tecnici – ha reso necessario, in via temporanea, l’utilizzo di raffrescatori portatili in una sezione Piccoli e nell’area pranzo del personale. Un “pinguino” è stato inoltre fornito al nido di Vallera, mentre è in corso una valutazione sull’installazione di un climatizzatore fisso nella sezione utilizzata anche per il riposo pomeridiano.
«Se si guarda al patrimonio immobiliare pubblico nel suo complesso – spiega Bongiorni – ci si trova spesso di fronte a edifici che non hanno neppure la predisposizione per il condizionamento. In molti casi ci sono vincoli tecnici, quando non storico-artistici, e per installare nuovi impianti è necessario intervenire anche sulle reti elettriche, adeguandole al fabbisogno energetico richiesto. Anche in una situazione emergenziale come quella che si sta registrando in tutta Italia, questi interventi richiedono tempi tecnici e procedure da rispettare».
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è comunque quello di proseguire lungo la strada già avviata nei nidi, per rendere progressivamente più sostenibili e confortevoli gli edifici pubblici. Da un lato attraverso il piano di sviluppo degli edifici Nzeb, cioè a emissioni quasi nulle, previsto nell’ambito dell’appalto per la gestione integrata dei servizi energetici e tecnologici affidato a Edison; dall’altro con interventi mirati del Comune, da affiancare alle manutenzioni straordinarie e finalizzati almeno a coprire le aree più sensibili, come le aule o gli spazi dedicati al riposo e al pranzo dei bambini.
Lo stesso criterio viene seguito anche per le altre sedi pubbliche. In via Beverora, ad esempio, il Comune è già intervenuto in due ali dell’edificio, mentre resta da completare il corpo centrale. Sempre sul fronte dell’adeguamento energetico e del potenziamento del quadro elettrico generale, il completamento delle pensiline fotovoltaiche nel parcheggio di viale Malta, finanziato con fondi Atuss della Regione Emilia-Romagna, viene indicato come un passaggio utile anche per proseguire nel percorso di adeguamento.
«La priorità – conclude Bongiorni – è la tutela della salute e del benessere delle persone, che oggi impone di confrontarsi anche con l’aumento delle temperature e con fenomeni climatici estremi. Sappiamo che il rinnovamento e l’adeguamento tecnico degli edifici pubblici è, per sua natura e per le regole che lo disciplinano, un processo graduale. Ma è un lavoro che stiamo portando avanti su più fronti con il massimo impegno possibile».




