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Piazza Cittadella, prima pietra ad aprile. Ma al giudice il Comune aveva parlato di giugno

La Giunta Tarasconi annuncia l’avvio dell’intervento entro aprile 2027. Nell’ordinanza del Tribunale si legge però che, pochi mesi fa, l’Amministrazione aveva indicato come possibile inizio dei lavori una data "non prima del mese di giugno 2027"

Il Comune di Piacenza accelera sulla riqualificazione di piazza Cittadella e annuncia la posa della prima pietra entro aprile 2027. Una data che, però, appare in forte contraddizione con quanto la stessa Amministrazione aveva rappresentato pochi mesi fa davanti al Tribunale di Piacenza nell’ambito del contenzioso con GPS e Piacenza Parcheggi.
Il punto non riguarda tanto la pubblicazione del bando, che può procedere senza comportare modificazioni materiali dell’area, quanto il momento indicato oggi per l’avvio concreto dell’intervento.
Nell’ordinanza del 29 aprile 2026, con cui il giudice Antonino Fazio aveva revocato il precedente provvedimento cautelare e respinto l’istanza presentata nell’ambito della causa, viene infatti riportato espressamente quanto sostenuto dal Comune nelle proprie memorie.
Il passaggio è particolarmente significativo. Il giudice scrive che il Comune aveva dato atto della «tempistica di eventuali modificazioni dello stato dei luoghi, con un inizio dei lavori di riqualificazione che potrebbe ragionevolmente attendersi non prima del mese di giugno 2027».
Non si trattava di un dettaglio marginale. Una delle questioni poste all’attenzione del Tribunale riguardava infatti proprio il rischio che la reimmissione del Comune nel possesso e nella disponibilità dell’area potesse determinare modificazioni dello stato dei luoghi prima dello svolgimento degli accertamenti necessari nella causa.
Ed è anche sulla base della tempistica indicata dall’Amministrazione che il giudice aveva ritenuto venuta meno quella specifica esigenza cautelare. Nell’ordinanza viene inoltre richiamata la disponibilità del Comune a garantire l’accesso all’area a un eventuale ausiliario del giudice.
A distanza di poco più di tre mesi, però, il cronoprogramma comunicato oggi dal Comune -attraverso una nota stampa – sembra anticipare di circa due mesi l’avvio dell’intervento.
Nel comunicato il sindaco Katia Tarasconi afferma infatti: «Come da cronoprogramma ci poniamo l’obiettivo della posa della prima pietra per aprile 2027».
Aprile, dunque, e non giugno.
Naturalmente resta da capire che cosa si intenda tecnicamente per “posa della prima pietra”. Se si trattasse soltanto di un momento simbolico, senza effettiva apertura del cantiere e senza modificazioni dello stato dei luoghi, il contrasto sarebbe meno rilevante e dunque l’annuncio odierno e la posa ad aprile potrebbero essere interpretate alla stregua di “uno spot” elettorale.
Se invece, come normalmente lascia intendere l’espressione, la data coincidesse con l’avvio concreto dei lavori, la differenza rispetto a quanto “promesso” al Tribunale sarebbe evidente.
Non si può parlare, allo stato, di violazione dell’ordinanza: il provvedimento del 29 aprile non contiene infatti un divieto espresso di eseguire lavori fino al giugno 2027. La questione è però un’altra e riguarda la coerenza tra quanto dichiarato dall’Amministrazione al giudice e il nuovo cronoprogramma annunciato pubblicamente.
Resta quindi aperto un interrogativo: il calendario dei lavori è cambiato rispetto a quello rappresentato al Tribunale? E, soprattutto, la “prima pietra” prevista entro aprile 2027 coinciderà effettivamente con l’inizio delle opere?
Il contenzioso con Piacenza Parcheggi è ancora aperto
A rendere ancora più delicata la questione è il fatto che il contenzioso giudiziario non si è affatto concluso.
Il provvedimento del 29 aprile riguarda infatti la fase cautelare, mentre resta pendente il giudizio di merito, al quale lo stesso giudice ha demandato ogni valutazione sulla sussistenza degli inadempimenti contestati, sulle loro cause e sulla possibile risoluzione del rapporto contrattuale.
L’esito della causa, dunque, non può essere dato per scontato. E proprio per questo suscita qualche interrogativo un cronoprogramma che già oggi individua nell’aprile 2027 il momento della “posa della prima pietra”, quindi dell’avvio almeno annunciato della trasformazione dell’area. A meno di ritenere già acquisito un esito del giudizio che, per definizione, è ancora tutto da decidere.
A Reggio Emilia accordo milionario fra il Comune e GPS Parcheggi
Sempre che il Comune non ipotizzi di chiudere prima il contenzioso attraverso un accordo con la controparte. Un precedente, peraltro recentissimo, esiste nella vicina Reggio Emilia: il 27 luglio il Consiglio comunale ha approvato la risoluzione consensuale anticipata della concessione con Reggio Emilia Parcheggi, società riconducibile allo stesso imprenditore alla guida di GPS, consentendo all’Amministrazione di rientrare nella disponibilità del parcheggio dell’ex Caserma Zucchi. L’operazione comporta un indennizzo di oltre 4,1 milioni di euro e un valore economico complessivo di circa 4,63 milioni.
Se non è questa la strada immaginata anche a Piacenza, resta da capire come possa essere programmato sin d’ora l’avvio dei lavori su piazza Cittadella mentre il giudizio sul rapporto con il concessionario è ancora pendente e il suo esito, necessariamente, ancora da decidere.

Di seguito riportiamo integralmente il comunicato diffuso oggi dal Comune di Piacenza.
Il Comune di Piacenza ha pubblicato il bando di gara per l’affidamento della progettazione esecutiva e per la realizzazione dell’intervento di riqualificazione di piazza Cittadella. L’appalto integrato ha un valore complessivo di 1.131.505,88 euro ed è costituito da un unico lotto per favorire la connessione tra i vari interventi, l’ottimizzazione dei costi di esecuzione e il rispetto dei tempi di realizzazione: “Come da cronoprogramma – annuncia la sindaca Katia Tarasconi – ci poniamo l’obiettivo della posa della prima pietra per aprile 2027”.
“Questo – sottolinea Tarasconi – è un passo decisivo verso l’attuazione del progetto scaturito dal percorso partecipativo condotto nei mesi scorsi, che restituirà alla città uno spazio monumentale e storico in tutta la sua bellezza, valorizzandone la fruibilità come luogo di incontro e condivisione. L’11 agosto abbiamo approvato in Giunta il progetto di fattibilità tecnica ed economica, oggi si apre ufficialmente l’iter verso un processo di rigenerazione urbana che non solo troverà compimento dopo oltre 12 anni di stallo e pesanti criticità, ma lo farà nel quadro di una visione a 360 gradi, in dialogo e in contiguità con il nuovo volto di piazza Casali e la ricollocazione del mercato coperto nelle ex scuderie di Maria Luigia”.
Grande attenzione alla qualità architettonica del progetto
“La valorizzazione del contesto storico e monumentale – prosegue Tarasconi – è proprio uno degli aspetti cui verrà data maggiore attenzione nella valutazione dell’offerta tecnica, che avrà un peso prevalente nel giudizio complessivo: 70 punti (a fronte dei 30 assegnabili per l’offerta economica), di cui oltre la metà inerenti alla qualità del progetto e alla componente architettonico-paesaggistica”. Il riferimento è in primis al legame visivo con Palazzo Farnese e alla posa della pavimentazione con linearità coerente ed elegante, in armonia con i monumenti circostanti, ma anche alla flessibilità d’uso, all’arredo urbano e alle caratteristiche di vivibilità della nuova piazza. Fattori chiave, la polivalenza degli spazi per eventi e manifestazioni temporanee, la perfetta integrazione con i dehors commerciali e, grazie all’attenzione al tema delle barriere architettoniche, la piena accessibilità; sarà oggetto di valutazione anche l’estetica e la funzionalità di sedute e sistemi di ombreggiamento, anche nell’ottica di mitigare gli effetti climatici, così come la qualità dell’illuminazione, per cui si richiede la capacità di coniugare efficienza energetica, effetti scenografici e incremento della sicurezza.
Tra gli elementi soggetti alla valutazione sulla qualità della proposta architettonica, la componente di ingegneria naturalistica e l’adozione di sistemi di drenaggio sostenibile, ad esempio pavimentazioni permeabili che si integrino appieno con il paesaggio urbano. Una voce specifica riguarda inoltre lo sviluppo della “lamina d’acqua” prevista nel progetto di Arcadis, privilegiando l’uso di materiali naturali che evochino l’identità del fiume Po e si integrino, anche cromaticamente, con la pietra e il cotto di Palazzo Farnese.
Le altre aree di competenza tecnica concernono gli aspetti di sostenibilità ambientale – dalla percentuale di materiali riciclati e certificati all’efficientamento idrico, con l’uso di impianti irrigui che recuperino l’acqua piovana e sistemi a goccia con sensori di umidità – e l’organizzazione del cantiere, con attenzione anche alla mitigazione dell’impatto sul traffico e sui flussi pedonali nelle diverse fasi dei lavori. Infine, a completare la valutazione dell’offerta tecnica, la gestione e il ciclo di vita dell’opera: dalla facilità di manutenzione, pulizia e ripristino in caso di danneggiamento, al programma di gestione del verde e della lamina d’acqua nei tre anni successivi al collaudo, in particolare per l’attecchimento e la cura della foresta urbana.
La scelta strategica dell’appalto integrato
“Ringrazio i colleghi di Giunta, il direttore generale e – aggiunge la sindaca – tutti gli uffici comunali che, con un efficace lavoro di squadra tra aree operative diverse, hanno contribuito alla stesura di un bando di grande complessità, costruito per attrarre imprese solide, strutturate, motivate e competenti. Abbiamo fatto la scelta strategica di un appalto integrato, che ci consente di individuare un unico soggetto (anche in associazione temporanea) cui sarà affidata sia la progettazione esecutiva, sia la realizzazione dei lavori: questo garantirà un miglior collegamento tra le fasi progettuali e l’attività vera e propria di cantiere, ottimizzando le soluzioni di dettaglio e rendendo più facile il contenimento dei tempi di attuazione. Chi si aggiudicherà la gara sarà investito di una responsabilità forte, a tutto tondo, nel garantire una transizione efficiente, fluida e coerente tra progettazione ed edificazione”.
Tutte le informazioni sulla procedura, così come la documentazione relativa alla gara, sono consultabili sul portale http://intercenter.regione.emilia-romagna.it, piattaforma regionale per gli acquisti telematici, con termine ultimo per presentare la propria offerta entro le ore 12 del 15 settembre.

Carlandrea Triscornia
Carlandrea Triscornia
Giornalista professionista si è laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Ha inoltre ottenuto il Diploma in Legal Studies presso la Cardiff Law School - Università del Galles (UK). Ha iniziato la sua carriera come collaboratore del quotidiano di Piacenza Libertà. Dopo un corso di giornalismo radiotelevisivo ha svolto uno stage presso l’emittente Telereggio divenendone prima collaboratore e poi redattore. Successivamente ha accettato l’incarico di direttore generale e direttore editoriale di Telecittà emittente regionale ligure, dove ha lavorato per tre anni. E’stato quindi chiamato dalla genovese Videopiù ad assumere il ruolo di responsabile delle sedi regionali di SkyTG24 affidate in outsourcing alla stessa società. Trascorsi cinque anni è rientrato nella nativa Piacenza avviando una attività imprenditoriale che lo vede tuttora impegnato. Ha fondato PiacenzaOnline, quotidiano di Piacenza di cui è direttore responsabile. Ha collaborato con l’Espresso e con Avvenire oltre che con Telemontecarlo - TMC News come corrispondente dall’Emilia ed ha lavorato come redattore presso Dodici-Teleducato Parma. Appassionato di Internet e di nuove tecnologie parla correntemente inglese. Sposato, ha due figli.
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