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Una vita accanto ai ragazzi affetti da distrofia: Astutillo Malgioglio premiato a Santa Maria del Monte

Il riconoscimento della Banca di Piacenza all'ex portiere di Inter, Roma e Lazio per un impegno iniziato alla fine degli anni Settanta

«Da piacentino mi fa particolarmente piacere ricevere questo premio e condividerlo con tutte le persone che mi sono state vicine, con i ragazzi che ho seguito in questi anni e con le loro famiglie, veri genitori-eroi. Mi auguro che questo riconoscimento contribuisca ad ampliare l’attenzione verso il terzo settore».

Con queste parole Astutillo Malgioglio ha ricevuto il 36° Premio Solidarietà per la Vita Santa Maria del Monte, promosso dalla Banca di Piacenza e consegnato, come da tradizione, nell’ultima domenica di giugno al santuario di Santa Maria del Monte, nel comune di Alta Val Tidone, al termine della messa celebrata dal vescovo emerito della diocesi di Piacenza-Bobbio, mons. Gianni Ambrosio.

L’ex portiere di Inter, Roma e Lazio, che da quasi mezzo secolo dedica la propria vita ai ragazzi affetti da distrofia muscolare, ha ripercorso le ragioni del suo impegno, nato quando era ancora un calciatore professionista.

«Dio mi ha chiamato dandomi una pacca sulla spalla e la fede ha avuto un ruolo fondamentale nel mio cammino. Nei primi incontri con questi ragazzi ho visto emarginazione e abbandono e da lì è nata una scintilla che continua ancora oggi a guidarmi. In quasi cinquant’anni di attività abbiamo assistito più di mille persone».

Parole pronunciate con emozione, prima di rivolgere un pensiero proprio ai giovani che ha aiutato nel corso della sua vita.

«Spero di aver seminato bene e che qualcuno raccolga questo mio urlo nel deserto. In realtà devo ringraziare proprio questi ragazzi meno fortunati, perché sono stati loro a dare molto più a me di quanto io abbia dato a loro, rendendomi una persona migliore».

La motivazione del premio, letta dall’ispettrice volontaria della Croce Rossa Giuliana Ceriati, ha ripercorso una storia di solidarietà iniziata alla fine degli anni Settanta. Mentre militava nel calcio di Serie A e proseguiva gli studi in Medicina, Malgioglio decise infatti di dedicare il proprio tempo ai ragazzi con gravi disabilità motorie, offrendo assistenza, sostegno e inclusione senza mai cercare visibilità o riconoscimenti. Un impegno che nel 2021 gli è valso anche l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferita dal presidente Sergio Mattarella.

A spiegare le ragioni della scelta della Commissione è stato il viceprefetto vicario Attilio Ubaldi, che ha definito Malgioglio «uno sportivo non comune che ha fatto qualcosa di grande».

«La sua vicenda dimostra che un atleta può lasciare un segno ben oltre i risultati sportivi. Viene spontaneo pensare a figure come Gino Bartali. Malgioglio, mentre giocava ancora in Serie A, ha scelto di dedicarsi al recupero motorio dei bambini affetti da distrofia, anticipando di molti anni una sensibilità che oggi diamo quasi per scontata».

Il sindaco di Alta Val Tidone e vicepresidente della Provincia, Franco Albertini, ha ricordato come il premio, fortemente voluto dal compianto Corrado Sforza Fogliani, continui a rappresentare un punto di riferimento nella promozione della dignità della persona e della difesa della vita.

«Astutillo Malgioglio ha fatto della propria esistenza un capolavoro di solidarietà al servizio dei giovani affetti da distrofia muscolare. Premiarlo significa rimanere fedeli ai valori fondanti di questo riconoscimento, nel quale prevalgono il coraggio, l’altruismo e il principio della vita come valore non negoziabile».

Nel suo intervento il vicepresidente della Banca di Piacenza, Domenico Capra, ha ricordato il legame che l’avvocato Corrado Sforza Fogliani aveva con il santuario di Santa Maria del Monte, definendo quella di Malgioglio «un’esperienza umana straordinaria». Il premio, ha sottolineato, rappresenta anche «un incentivo all’impegno sociale, elemento fondamentale per la crescita del territorio, che la Banca sostiene da sempre».

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il direttore generale e amministratore delegato della Banca di Piacenza Angelo Antoniazzi, i vicedirettori generali Pietro Boselli e Lodovico Mazzoni, il parroco di Trevozzo e rettore del santuario don François Kitenge Owandji, il sindaco di Piacenza Katia Tarasconi, numerosi amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni civili e militari e un folto pubblico.

Il riconoscimento (consistente in una pergamena con la motivazione e in un assegno di 3.500 euro) è stato consegnato ad Astutillo Malgioglio dal viceprefetto vicario Attilio Ubaldi, al termine della celebrazione religiosa officiata da mons. Gianni Ambrosio.

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