HomeAttualitàRifiuti, 31 sindaci piacentini contro Atersir: «Costi imposti, bollette destinate ad aumentare»

Rifiuti, 31 sindaci piacentini contro Atersir: «Costi imposti, bollette destinate ad aumentare»

Dopo il via libera al Pef di Iren, i primi cittadini contestano il metodo seguito da Atersir, denunciano la mancanza di trasparenza e chiedono un ruolo più incisivo dei Comuni.

Trentuno sindaci del Piacentino prendono posizione contro la decisione del Consiglio d’Ambito di Atersir di approvare il Piano economico finanziario (Pef) di Iren, nonostante il voto contrario espresso dalla quasi totalità dei primi cittadini in sede di Consiglio Locale. In un documento congiunto, gli amministratori denunciano un metodo che, a loro giudizio, svuota di significato il ruolo dei Comuni e porterà a un aumento delle bollette dei rifiuti.
«Apprendiamo con rammarico che il Consiglio d’Ambito, nonostante il voto negativo espresso in Consiglio Locale dalla quasi totalità dei sindaci piacentini, ha deciso comunque di approvare il Pef di Iren», si legge nel comunicato. Secondo i firmatari, il piano «prevede un aumento dei costi del servizio rifiuti significativo e crescente che, a partire da quest’anno e per i prossimi anni, farà inevitabilmente lievitare le bollette per tutti i Comuni del Piacentino».
I sindaci contestano anche le modalità con cui sarebbe stato presentato il piano economico: «Atersir ha presentato ai sindaci gli aumenti a ridosso dei tempi di approvazione delle tariffe, senza una vera illustrazione nel dettaglio delle motivazioni e senza concedere ai Comuni il tempo necessario per una seria analisi dei contenuti». Inoltre, evidenziano come «buona parte dell’aumento risulti addirittura da imputare a costi già sostenuti dal gestore negli anni passati, non preventivati e dei quali i sindaci sono stati informati solo nell’ultimo mese».
Nel documento non manca una critica al ruolo riconosciuto agli enti locali: «Se il nostro parere di sindaci non ha alcun valore e dobbiamo venire a sapere dell’esistenza di conguagli milionari solo a dati già approvati, allora la domanda sorge spontanea: in tutto questo noi cosa ci stiamo a fare?». E ancora: «Noi sindaci siamo chiamati ad approvare un aumento di costi o tariffe nonostante abbiamo espresso un voto contrario. La nostra libertà è quella di approvare quello che ci viene imposto».
I firmatari sottolineano inoltre le diverse condizioni tra il capoluogo e gli altri Comuni della provincia: «Il Comune di Piacenza, azionista di Iren, può compensare gli aumenti di quest’anno grazie ai dividendi che ne ha tratto e grazie al fatto che ha avuto tempo per verificare il suo Pef con Iren. Situazione ben differente da tutti gli altri Comuni della provincia, che ancora oggi non hanno potuto fare queste verifiche e non sono azionisti. Iren distribuisce dividendi e poi fa aumentare le tariffe».
Il documento si conclude con l’impegno a proseguire la battaglia: «Noi sindaci ci impegniamo a mantenere ferma la nostra posizione, difendendo con serietà e coerenza il diritto dei nostri cittadini a ottenere trasparenza sui dati di questo servizio e una partecipazione più incisiva dei Comuni nella predisposizione e approvazione dei Pef».
Il comunicato è sottoscritto dai sindaci dei Comuni di Agazzano, Alseno, Alta Val Tidone, Besenzone, Bettola, Caorso, Carpaneto Piacentino, Castell’Arquato, Castel San Giovanni, Coli, Cortemaggiore, Farini, Ferriere, Fiorenzuola, Gazzola, Gossolengo, Gropparello, Monticelli d’Ongina, Morfasso, Ottone, Pianello Val Tidone, Piozzano, Podenzano, Ponte dell’Olio, Rottofreno, San Giorgio Piacentino, San Pietro in Cerro, Vigolzone, Villanova sull’Arda, Zerba e Ziano Piacentino.

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