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Piacenza riconosce altre sei botteghe storiche: l’albo comunale sale a 52 attività

Sei nuove attività commerciali entrano nell’albo delle Botteghe storiche del Comune di Piacenza, portando a 52 il numero complessivo degli esercizi riconosciuti per il loro valore economico, sociale e culturale.

Si tratta della Coltelleria Giancarlo Lorenzi di via Dante Alighieri, dell’officina Campelli Pier Luigi Riparazione e Vendita Cicli di via Borghetto, della cartolibreria Tutto per la scuola della famiglia Dall’Aglio in via Martiri della Resistenza, del Bar Junior di via Pietro Cella, del Panificio Pasticceria Manzotti al Centro Commerciale Farnesiana e di Pierfoto Ottica Benzi, oggi in via Morigi.

Quattro delle sei imprese – Bar Junior, Panificio Pasticceria Manzotti, Pierfoto Ottica Benzi e Tutto per la scuola – sono associate a Confcommercio Piacenza.

Nei giorni scorsi la sindaca Katia Tarasconi e l’assessore al Commercio e al Marketing territoriale Simone Fornasari hanno visitato le attività per consegnare ai titolari gli attestati, le targhe e le vetrofanie che identificano le Botteghe storiche. Agli incontri ha partecipato anche il direttore di Confcommercio Piacenza Gian Luca Barbieri.

Il riconoscimento, previsto dalla legge regionale numero 5 del 2008, viene assegnato agli esercizi che possiedono specifici requisiti di continuità e rappresentano una testimonianza significativa della storia commerciale e sociale della città. Dietro le nuove iscrizioni ci sono vicende familiari, passaggi generazionali, antichi mestieri e attività che hanno saputo cambiare insieme alle abitudini dei clienti.

Il Bar Junior, quasi quarant’anni nel quartiere Belvedere

Il Bar Junior ha aperto il 18 agosto 1986 in via Pietro Cella, dove si trova ancora oggi. L’attività fu avviata da Emanuela Poggi insieme ad altri due soci, le cui quote vennero successivamente rilevate dalla stessa Poggi. Al suo fianco entrò poi la sorella Sandra, rimasta nel locale fino al pensionamento, avvenuto circa un anno fa.

Il ricambio generazionale è già iniziato con il nipote Alex Faggioli, entrato inizialmente come apprendista e diventato in seguito socio. Più recentemente si è aggiunto Vincenzo Grizzanti, giovane amico della famiglia.

In quasi quarant’anni il locale è diventato un punto di riferimento per il quartiere Belvedere e per una clientela molto eterogenea. Alle colazioni del mattino si affiancano i pranzi veloci preparati nella piccola cucina, con panini, tramezzini, piadine, insalate e primi piatti, mentre nel tardo pomeriggio il bar si anima per l’aperitivo. Lo frequentano lavoratori, famiglie, anziani, giovani e bambini che si fermano con i genitori prima o dopo la scuola.

La famiglia Manzotti e una storia iniziata tra i forni della Lombardia

Le origini del Panificio Pasticceria Manzotti precedono l’arrivo della famiglia a Piacenza. La storia comincia con Enrico Manzotti, falegname brianzolo, che acquistò tre forni per i suoi quattro figli maschi, tra Cinisello, Vaprio d’Adda e Castiglione d’Adda.

Uno dei figli, Camillo, lavorò inizialmente con il fratello, prima di decidere di cercare un’attività in città, dove non fosse necessario effettuare quotidianamente le consegne a domicilio richieste nei piccoli centri. La scelta cadde su Piacenza: nel 1973 Camillo Manzotti rilevò un forno già avviato in via Duca degli Abruzzi.

Nel 1978 il figlio Enrico, che porta il nome del nonno, cominciò a lavorare nell’attività e nel 1980 entrò in società con il padre, affiancandolo insieme alla madre. Dopo il pensionamento dei genitori entrò nell’impresa anche la moglie Antonella.

Il trasferimento, nel 1991, nell’attuale sede del Centro Commerciale Farnesiana segnò un importante cambiamento. Alla produzione tradizionale di pane e prodotti da forno si aggiunse progressivamente la pasticceria fresca: torte, brioche, pasticcini mignon e salatini, realizzati direttamente nel laboratorio.

Il panificio è diventato nel tempo un punto di riferimento per il quartiere Farnesiana, conservando una produzione artigianale basata sul lavoro quotidiano e sulle competenze trasmesse all’interno della famiglia.

Da garzone in camera oscura a fotografo della città: la storia di Pierfoto

Pierfoto Ottica Benzi attraversa mezzo secolo di storia della fotografia e dell’ottica piacentina. Pietro Benzi, conosciuto da tutti come Pierangelo, iniziò a lavorare a soli quindici anni come garzone nello studio fotografico di Gianni Croce, in corso Vittorio Emanuele. Qui imparò il mestiere, dalle tecniche di ripresa allo sviluppo delle fotografie in camera oscura.

Dopo una lunga gavetta, nel 1975 aprì il proprio negozio in piazzale Libertà. Con il nome di “Pierfoto” divenne uno dei fotografi più conosciuti della città, lavorando in occasione di matrimoni, cerimonie, eventi, manifestazioni sportive e servizi per imprese e istituzioni. Tra le collaborazioni maturate negli anni figurano quelle con la Camera di Commercio, le associazioni di categoria e il Piacenza Calcio.

Erano gli anni delle pellicole e dei rullini, quando dopo il fine settimana potevano arrivare in laboratorio decine di fotografie da sviluppare e stampare.

Nel 1985 entrò nell’attività la figlia Monica, diplomata ottico a Milano. Fu lei a sviluppare il settore degli occhiali, diventato progressivamente centrale con l’avvento della fotografia digitale e la conseguente trasformazione del mercato fotografico.

Dopo la scomparsa del padre, Monica ha proseguito l’attività ed è oggi affiancata dal figlio Leonardo, ottico diplomato e rappresentante della terza generazione della famiglia. Il trasferimento nella sede di via Morigi è stato accompagnato da investimenti in nuove tecnologie, macchinari professionali e processi di lavoro digitalizzati.

Tutto per la scuola, dalla cartoleria al centro didattico

La storia di Tutto per la scuola, conosciuta anche come Cartolibreria Dall’Aglio, inizia nel 1968 con Fabio e Alba Dall’Aglio, originari di Fidenza. Dopo il matrimonio decisero di aprire un’attività a Piacenza, inizialmente tra piazza Cittadella e l’imbocco dell’omonima via.

Nel 1978 il negozio si trasferì nell’attuale sede di via Martiri della Resistenza 15. Da circa vent’anni lavorano al fianco dei fondatori anche le figlie Erika e Paola, mentre Fabio e Alba continuano tuttora a seguire l’impresa.

Nata come attività dedicata alla cartoleria e al materiale scolastico, l’azienda si è progressivamente trasformata in un vero e proprio centro didattico. Oggi fornisce arredi, banchi, attrezzature sportive, giochi per esterni e altre dotazioni destinate a scuole, enti pubblici, comunità e associazioni, mantenendo contemporaneamente il punto vendita aperto al pubblico.

Tra gli episodi che meglio raccontano lo spirito imprenditoriale della famiglia c’è l’acquisto, da parte di Fabio Dall’Aglio, di un pullman successivamente trasformato in negozio itinerante. Al posto dei sedili vennero installate grandi scaffalature, permettendo all’impresa di raggiungere direttamente le scuole della provincia e presentare i propri prodotti agli insegnanti e agli istituti.

La coltelleria Lorenzi e il laboratorio Campelli

Tra le nuove botteghe storiche figura anche la Coltelleria Giancarlo Lorenzi di via Dante, attività giunta alla quarta generazione. Il negozio è specializzato nella vendita e nell’affilatura di coltelli e utensili, conservando un mestiere che richiede competenza tecnica, manualità ed esperienza.

Il riconoscimento è stato assegnato anche a Campelli Pier Luigi Riparazione e Vendita Cicli, storico laboratorio di via Borghetto. L’attività conserva ancora la vetrina, gli arredi e parte delle attrezzature originali dei primi del Novecento, rappresentando una testimonianza particolarmente significativa dell’antica rete artigianale e commerciale cittadina.

«Le botteghe storiche rappresentano molto più di un’attività commerciale – afferma la sindaca Katia Tarasconi –. Sono luoghi in cui si tramandano mestieri, competenze, relazioni e memoria. Custodiscono una parte dell’identità di Piacenza e continuano a essere punti di riferimento per intere generazioni di cittadini. Valorizzarle significa riconoscere il loro ruolo nel passato, ma anche la loro importanza per il presente e per il futuro della città».

«Dietro ciascuno di questi riconoscimenti c’è una storia diversa, ma accomunata dagli stessi valori: qualità, professionalità, capacità di innovarsi senza perdere la propria identità e un legame profondo con il territorio – aggiunge l’assessore Simone Fornasari –. Molte di queste attività sono diventate veri e propri punti di riferimento per i quartieri in cui operano e rappresentano un patrimonio che il Comune intende continuare a sostenere e valorizzare».

Con le sei nuove iscrizioni, l’albo comunale comprende ora 52 attività. Una rete composta da negozi, laboratori e imprese familiari che, attraverso il lavoro quotidiano e la capacità di attraversare i cambiamenti economici e sociali, continuano a raccontare una parte della storia di Piacenza.

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