Dalle prime ore dell’alba è in corso una vasta operazione della polizia di Piacenza contro un’organizzazione criminale dedita principalmente allo spaccio di cocaina e, secondo gli investigatori, dotata di ramificazioni transnazionali. Complessivamente sono 21 gli arresti collegati all’inchiesta e 36 le persone indagate.
L’operazione ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei nove presunti principali componenti del gruppo. Altri 12 spacciatori erano già stati arrestati in flagranza nel corso delle indagini e sono perseguiti in procedimenti paralleli.
L’inchiesta della squadra mobile di Piacenza è iniziata nel 2025 nell’ambito dell’attività di contrasto allo spaccio al dettaglio in città. Un contributo alle indagini è arrivato dalle segnalazioni dei cittadini attraverso YouPol, che hanno consentito agli investigatori di risalire a un’utenza telefonica che circolava tra gli acquirenti di stupefacenti.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il numero era collegato a un vero e proprio call center attivo in Tunisia. Gli acquirenti comunicavano la propria posizione attraverso Google Maps e gli spacciatori li raggiungevano utilizzando auto a noleggio o monopattini elettrici. Come immagine di riconoscimento del profilo telefonico venivano utilizzate fotografie di attori vestiti di rosso.
Il sistema aveva anche una funzione promozionale: attraverso i social network i clienti sarebbero stati aggiornati sull’arrivo di nuove partite di droga.
Al vertice dell’organizzazione, secondo l’accusa, vi era un uomo affiancato da alcuni luogotenenti. A loro spettavano la gestione della logistica dello spaccio, i rifornimenti, la riscossione del denaro, il reperimento degli alloggi per i venditori e quello dei veicoli utilizzati dal gruppo.
Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere un sistema per difendere le zone di spaccio dalla concorrenza e punire chi decideva di lasciare il gruppo per mettersi in proprio. In alcuni casi sarebbero state utilizzate violenze e intimidazioni. In una conversazione intercettata, il presunto vertice avrebbe raccontato di aver fatto picchiare un ex componente dell’organizzazione, mentre uno dei luogotenenti è accusato di aver accoltellato e sfregiato al volto un antagonista durante una controversia per il controllo delle piazze di spaccio.
Nel dicembre 2025, al porto di Genova, era stata inoltre sequestrata ai fini della confisca un’auto di grossa cilindrata riconducibile al presunto capo del gruppo, fermato mentre, privo di patente, stava per imbarcarsi per la Tunisia.
Durante l’inchiesta sono stati eseguiti 12 arresti in flagranza. In alcuni casi, riferisce la polizia, gli spacciatori avrebbero reagito con violenza nel tentativo di sottrarsi ai controlli. Nonostante gli arresti, l’attività sarebbe proseguita: il gruppo avrebbe ridotto le quantità di droga affidate ai singoli venditori e trasferito le comunicazioni su sistemi protetti da cifratura end-to-end.
Gli investigatori hanno ricostruito anche la dimensione internazionale dell’organizzazione. Oltre ai collegamenti con la Tunisia, da dove sarebbero stati smistati gli ordini, sono emersi contatti con Spagna e Francia. Nei controlli più recenti sarebbe stata inoltre accertata la disponibilità di armi, potenzialmente utilizzabili anche per attività intimidatorie.
Un ulteriore filone riguarda il presunto reperimento di documenti falsi e l’organizzazione di matrimoni fittizi per ottenere permessi di soggiorno. Secondo quanto emerso dalle indagini, alcuni componenti del gruppo, pur avendo relazioni sentimentali stabili con altre persone, avrebbero contratto matrimonio con donne tossicodipendenti residenti in province limitrofe. L’organizzazione sarebbe stata in grado di procurare sia il coniuge sia i testimoni necessari alla celebrazione, con un tariffario che avrebbe raggiunto i 12mila euro.
Gli elementi raccolti dalla squadra mobile sono stati recepiti dall’autorità giudiziaria, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per nove persone ritenute tra i principali componenti dell’organizzazione. Nel procedimento risultano complessivamente indagate 36 persone.


