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Scuola, un avvio d’anno più complesso: debutta la nuova organizzazione dei comprensivi. L’augurio del sindaco

Quello che prende il via oggi a Piacenza sarà un anno scolastico diverso dal solito e, almeno nella sua fase iniziale, certamente più complesso e delicato. La campanella suona infatti per la prima volta dopo la profonda riorganizzazione che ha portato alla nascita dei nuovi istituti comprensivi, rivoluzionando un sistema scolastico che funzionava con gli stessi assetti da anni.

Sono cambiati confini, dirigenze, plessi di riferimento e organizzazione, con scuole e comunità scolastiche chiamate a trovare nuovi equilibri. Un passaggio importante che inevitabilmente richiederà un periodo di assestamento e che si accompagna anche all’apertura di nuovi spazi e ai trasferimenti che interessano alcuni istituti cittadini.

In questo contesto, nel giorno del ritorno sui banchi, arriva il saluto della sindaca di Piacenza Katia Tarasconi a studenti, famiglie, docenti e personale scolastico.

«Il primo giorno di scuola racchiude sempre un’emozione intensa. Per chi comincia un percorso nuovo, per chi ritrova gli amici con cui sta crescendo, per chi riabbraccia

la parte più umana e vitale del suo lavoro tra bambini e ragazzi. A ciascuno vorrei rivolgere l’augurio sincero che sia un anno all’insegna del dialogo, dell’incontro, della scoperta e dell’ascolto reciproco. Perché chiunque possa sentirsi, tra i banchi, accolto come a casa. Perché l’aula sia un luogo dove si impara a conoscere sé stessi e gli altri, dove ci si misura innanzitutto con la sfida di mettersi in gioco e di impegnarsi, senza mai rinunciare a coltivare amicizie ed esperienze.

La scuola è la nostra prima porta sul mondo: un patrimonio di cultura, conoscenza e relazioni che ci dà gli strumenti per il nostro futuro, il luogo in cui costruiamo giorno per giorno la nostra identità tra opportunità, sogni e regole di convivenza civile. Mi piace pensare, in un tempo purtroppo segnato da conflitti, diseguaglianze e mutamenti di portata enorme, che le scuole siano oasi di pace, giardini in cui continuano a sbocciare fiori colorati e bellissimi: lo dobbiamo in primis all’impegno dei docenti e di tutto il personale che, nei diversi ruoli, contribuisce a mantenere un presidio educativo dalle radici forti, ma con rami protesi verso l’orizzonte.

Certo, anche in classe le sfide sono sempre più complesse: accompagnare nuove generazioni di cittadine e cittadini consapevoli, garantire punti di riferimento in una realtà che disorienta, gestire in modo responsabile l’uso dell’intelligenza artificiale e difendere, come la risorsa più preziosa, quella emotiva. Quest’anno, poi, affrontiamo insieme – facendo squadra tra Comune, Ufficio scolastico territoriale e dirigenti, che ringrazio – un cambiamento importante come la riorganizzazione in istituti comprensivi, ma ci prepariamo anche a festeggiare l’apertura di nuove strutture, spazi e servizi dedicati a bambini e ragazzi. In fondo, la campanella non suona solo per chi varca quel portone, o per le famiglie che salutano sulla soglia, guardando alla scuola con fiducia e riconoscenza: è un richiamo per noi tutti, per non dimenticare che non si smette mai di imparare, sedavvero continuiamo a volerlo».

Katia Tarasconi

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