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Blacklemon chiede gli atti su cinque consiglieri comunali. La risposta: «Non ci faremo intimidire»

Barbieri, Soresi, Papamarenghi, Zandonella e Trespidi si oppongono alla richiesta: «Generica e indiscriminata». La società replica: «Ordinario accesso previsto dalla legge, nessuna pressione politica»

Una richiesta di accesso agli atti che punta a ricostruire dal 2022 ad oggi accessi, interrogazioni, richieste documentali e interventi in Consiglio comunale di cinque consiglieri di opposizione in relazione a Blacklemon e al suo legale rappresentante. È il caso sollevato da Patrizia Barbieri, Sara Soresi, Jonathan Papamarenghi, Luca Zandonella e Massimo Trespidi, che hanno deciso di opporsi al rilascio della documentazione e parlano di un tentativo di condizionare la loro attività di controllo. Blacklemon respinge invece qualsiasi accusa di intimidazione e rivendica di avere esercitato un diritto previsto dalla legge.

La vicenda è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa convocata dai consiglieri dopo aver ricevuto dalla segreteria generale del Comune la notifica dell’istanza di accesso presentata dal legale rappresentante di Blacklemon, Nicola Bellotti. Trespidi, assente per un precedente impegno al Conservatorio, ha condiviso la posizione degli altri consiglieri.

A spiegare come è stata formulata la richiesta è stata Patrizia Barbieri. «Ciascuno di noi ha ricevuto una richiesta sbianchettata sugli altri nomi e concentrata sul nostro», ha riferito, aggiungendo che «nei contenuti sono tutte uguali» e che non vengono indicati fatti specifici.

Secondo quanto letto durante la conferenza stampa, vengono richieste tutte le istanze di accesso agli atti, le richieste documentali o analoghe iniziative di acquisizione di atti e informazioni che abbiano riguardato «direttamente o indirettamente, ma in modo inequivocabilmente riferibile» Blacklemon o Bellotti. La richiesta comprende inoltre verbali, resoconti, trascrizioni e altri documenti ufficiali relativi alle sedute del Consiglio comunale nelle quali la società o il suo legale rappresentante siano stati menzionati.

È soprattutto l’ampiezza dell’istanza ad essere contestata dai consiglieri. «È un accesso agli atti talmente generico che impegnerebbe gli uffici per settimane», ha sostenuto Sara Soresi, ricordando che la ricerca dovrebbe estendersi agli accessi e alle interrogazioni dal 2022 e alle sedute nelle quali i cinque abbiano fatto riferimento a Blacklemon o Bellotti, anche senza nominarli direttamente.

I consiglieri hanno quindi presentato opposizione al rilascio della documentazione. Barbieri ha comunque precisato che la notifica effettuata dalla Segreteria generale del Comune è «un atto dovuto»: l’amministrazione ha individuato i cinque come controinteressati, ai quali viene riconosciuto un termine di dieci giorni per presentare opposizione.

Per l’opposizione il nodo è di carattere istituzionale. «Quando facciamo un’interrogazione non la facciamo contro le persone, ma per vedere come l’amministrazione spende i soldi pubblici», ha spiegato Barbieri. I consiglieri sostengono che una richiesta così ampia rischi di incidere sulla libertà con cui esercitano le proprie funzioni di controllo e annunciano che la vicenda sarà portata anche in Consiglio comunale.

Alla richiesta di Blacklemon hanno deciso di rispondere anche con un proprio accesso agli atti. L’obiettivo dichiarato è acquisire la documentazione relativa a gare, affidamenti, convenzioni, sponsorizzazioni e altri rapporti intercorsi con la società dal giugno 2022. Luca Zandonella ha spiegato che l’approfondimento dovrebbe riguardare anche le spese sostenute nel settore della comunicazione da realtà collegate all’amministrazione, per arrivare a un quadro complessivo delle risorse impiegate.

Di segno opposto la lettura di Blacklemon. In una nota diffusa dopo la conferenza stampa, la società respinge «qualsiasi ricostruzione che attribuisca alla società o al suo legale rappresentante intenti intimidatori, pressioni politiche o tentativi di condizionamento dell’attività dei consiglieri comunali». La richiesta, sostiene Blacklemon, costituisce «un’ordinaria istanza di accesso ai documenti amministrativi», presentata ai sensi degli articoli 22 e seguenti della legge 241 del 1990 e finalizzata esclusivamente a conoscere documenti e informazioni di diretto interesse della società.

Blacklemon respinge inoltre qualsiasi lettura partitica della vicenda. La società afferma di lavorare da quasi trent’anni anche nella comunicazione politica e di avere seguito campagne per candidati e amministratori appartenenti a schieramenti diversi, sia di centrodestra sia di centrosinistra.

Nella replica viene affrontato anche il tema dei rapporti con Palazzo Mercanti. Blacklemon afferma che «da oltre quattro anni» non partecipa a gare e non riceve incarichi dal Comune di Piacenza e dichiara di non avere «nulla da nascondere» rispetto alla verifica degli atti che riguardano la società.

Le due posizioni restano dunque contrapposte. I cinque consiglieri chiedono al presidente del Consiglio comunale Paola Gazzolo e al sindaco Katia Tarasconi di garantire le loro prerogative istituzionali; Blacklemon sostiene invece di avere semplicemente utilizzato uno strumento previsto dall’ordinamento per tutelare i propri interessi.

Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato diffuso dai consiglieri al termine della conferenza stampa e, a seguire, la replica di Blacklemon.

Il comunicato dei consiglieri
TENTATIVO DI BAVAGLIO ED INTIMIDAZIONE AI CONSIGLIERI DI MINORANZA: L’OPPOSIZIONE NON SI FA SILENZIARE E SPALANCA LE FINESTRE SUI CONTRATTI PUBBLICI.

Assistiamo in questi giorni a Piacenza a un fatto di una gravità istituzionale senza precedenti. Alcuni consiglieri di opposizione, nell’esercizio del loro mandato di rappresentanza democratica e di controllo sull’operato della Giunta Tarasconi, sono fatti oggetto di un’azione coordinata di diffide legali, minacce di azioni risarcitorie ed improvvise istanze di accesso agli atti volte a scandagliare il lavoro di sindacato ispettivo svolto dalla minoranza.

Particolarmente emblematico è il caso della notifica a mezzo pec inviata a Patrizia Barbieri, Sara Soresi, Jonathan Papamarenghi, Luca Zandonella e Massimo Trespidi dalla Segreteria Generale del Comune, scaturita da un’istanza d’accesso promossa dal legale rappresentante della società Blacklemon S.r.l. – operatore economico noto per la gestione di grandi eventi e progetti di comunicazione istituzionale in città – diretta ad estrarre copia degli atti e delle attività d’inchiesta dei consiglieri d’opposizione.

Vogliamo dirlo con assoluta fermezza ed a rete unificata: L’OPPOSIZIONE NON SI FA INTIMIDIRE.

L’art. 43 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL) attribuisce ai consiglieri comunali il diritto incondizionato e primario di accedere a tutti gli atti dell’Ente per verificare la correttezza della gestione amministrativa a tutela dell’interesse generale. L’ordinamento non prevede alcun canale “inverso” attraverso il quale soggetti privati, contrattisti o sponsor commerciali della maggioranza possano utilizzare gli uffici comunali per effettuare un sindacato ispettivo “alla rovescia” o perquisire il lavoro politico dell’opposizione.

Di fronte a quello che si configura come un palese tentativo di condizionamento e di “caccia alle fonti” dell’ispezione politica, la nostra risposta è trasparente e rigorosa:

Abbiamo già predisposto la formale e motivata OPPOSIZIONE GIURIDICA contro il rilascio di atti o notizie riservate attinenti al mandato elettivo.
Abbiamo contestualmente depositato un’ISTANZA DI ACCESSO MASSIVO ED AUDIT ISPETTIVO (ex art. 43 TUEL) indirizzata a tutti i Dirigenti del Comune di Piacenza per passare ai raggi X ogni singola determinazione dirigenziale, gara, affidamento diretto, convenzione di sponsorizzazione, contributo, patrocinio od occupazione di suolo pubblico concessa dal Comune a Blacklemon S.r.l. dal giugno 2022 ad oggi.
Mentre la Giunta e i suoi sostenitori cercano di mettere il bavaglio a chi denuncia disservizi e sprechi, l’opposizione risponde riportando la luce dove si vorrebbe creare ombra. In una democrazia sana, non sono i privati a controllare i Consiglieri Comunali, ma sono i Consiglieri Comunali a verificare come viene speso il denaro di tutti i cittadini piacentini.

Porteremo il caso con forza nel prossimo Consiglio Comunale, chiedendo conto alla Sindaca Tarasconi di questa inaccettabile strategia d’aggressione e chiedendo trasparenza totale su ogni rapporto economico intercorso con l’Ente.

La replica di Blacklemon
In relazione al comunicato diffuso dai consiglieri comunali Patrizia Barbieri, Sara Soresi, Jonathan Papamarenghi e Luca Zandonella, Blacklemon S.r.l. respinge con fermezza qualsiasi ricostruzione che attribuisca alla società o al suo legale rappresentante intenti intimidatori, pressioni politiche o tentativi di condizionamento dell’attività dei consiglieri comunali.

Non esiste, e non è mai esistita, alcuna pressione nei confronti di nessuno.

Ogni consigliere comunale è naturalmente libero di esercitare le proprie prerogative, così come ogni cittadino e ogni impresa ha il diritto di utilizzare gli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento per tutelare i propri legittimi interessi.

È esattamente quanto ha fatto Blacklemon.

La richiesta presentata al Comune di Piacenza costituisce un’ordinaria istanza di accesso ai documenti amministrativi, esercitata ai sensi degli articoli 22 e seguenti della Legge 7 agosto 1990, n. 241, e finalizzata esclusivamente a conoscere documenti e informazioni di diretto interesse della società.

Non vi è dunque alcun «sindacato ispettivo alla rovescia», nessun tentativo di «perquisire il lavoro politico dell’opposizione» e nessuna volontà di limitare le prerogative di alcun consigliere comunale.

Blacklemon è un’azienda e non fa politica. Semmai, quando la propria attività e la propria reputazione vengono trascinate nel confronto politico, cerca legittimamente di difendersi con gli strumenti previsti dalla legge.

Chi conosce la nostra storia professionale sa inoltre quanto sia priva di fondamento qualunque lettura partitica di questa vicenda. Da quasi trent’anni lavoriamo professionalmente anche nella comunicazione politica e abbiamo seguito campagne elettorali per candidati e amministratori appartenenti a schieramenti diversi. Abbiamo lavorato molte volte per esponenti del centrodestra, anche in tempi molto recenti, così come abbiamo lavorato e lavoriamo per esponenti del centrosinistra.

Non vi è alcuna contraddizione in questo. Un’agenzia di comunicazione svolge una professione. Esattamente come accade per un medico, un avvocato, un architetto o qualsiasi altro professionista, il compito è mettere competenza ed esperienza al servizio del cliente, svolgendo al meglio l’incarico ricevuto, senza aderire alle sue idee politiche.

Per questa ragione è particolarmente improprio cercare di attribuire una matrice politica a un’azione compiuta da Blacklemon esclusivamente nell’interesse dell’azienda.

Troviamo pertanto singolare che l’esercizio di un diritto previsto dalla legge venga trasformato in un caso politico e utilizzato per costruire un titolo giornalistico che coinvolge direttamente un’azienda privata.

Se alcuni consiglieri ritengono di dover approfondire i rapporti intercorsi tra Blacklemon e il Comune di Piacenza, sono naturalmente liberi di farlo attraverso tutti gli strumenti previsti dalla legge. Da parte nostra non vi è nulla da nascondere e non abbiamo alcuna difficoltà a vedere sottoposto a verifica ogni atto che riguarda la società.

Ricordiamo, peraltro, che da oltre quattro anni Blacklemon non partecipa a gare del Comune di Piacenza e non riceve incarichi dal Comune di Piacenza.

Per questa ragione respingiamo integralmente qualsiasi tentativo di rappresentare Blacklemon come parte di una presunta strategia politica, di intimidazione o di aggressione nei confronti dell’opposizione.

Le controversie e le eventuali responsabilità non si stabiliscono attraverso i comunicati stampa. Saranno, ove necessario, le sedi giudiziarie competenti a valutare i fatti e le rispettive ragioni.

Blacklemon ha piena fiducia nella giustizia e nella capacità delle istituzioni di distinguere l’esercizio legittimo di un diritto da una rappresentazione politica dello stesso.

Continueremo quindi a tutelare l’azienda, il suo lavoro, la sua reputazione e i suoi legittimi interessi con gli strumenti che la legge mette a disposizione di ogni cittadino e di ogni impresa.

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