La demolizione della Casa di Rocco viene sospesa in attesa degli approfondimenti della Soprintendenza sul valore storico e architettonico dell’edificio seicentesco di via Emilia Pavese. Lo comunica il Comune di Piacenza, ricostruendo le procedure seguite dopo l’ordinanza di demolizione firmata il 28 settembre.
L’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini richiama anzitutto le ragioni di sicurezza alla base del provvedimento. «L’ordinanza rispondeva all’urgenza improrogabile di mettere in sicurezza l’area, tutelando innanzitutto i residenti delle palazzine adiacenti all’edificio in stato di fatiscenza, di cui il sopralluogo condotto dai vigili del fuoco aveva decretato la pericolosità». Secondo l’Amministrazione, l’alternativa immediata avrebbe potuto essere l’evacuazione degli abitanti degli edifici vicini.
Il Servizio edilizia del Comune sostiene di avere avviato il contatto con la Soprintendenza contestualmente alla pubblicazione dell’ordinanza, prima per le vie brevi e poi con una richiesta formale inviata il 1° ottobre. La nota è stata trasmessa anche all’Istituto vendite giudiziarie di Parma e Piacenza, con la richiesta di sospendere immediatamente le procedure di demolizione, mentre restano in vigore le misure di sicurezza adottate sull’area.
La risposta della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio è arrivata, secondo il Comune, nello stesso giorno. L’ufficio ha confermato che l’immobile, non più privato ma appartenente all’Erario dello Stato, è soggetto agli articoli 10 e 12 del Codice dei beni culturali e del paesaggio: la tutela opera per gli edifici pubblici realizzati da oltre settant’anni, sino alla verifica dell’interesse culturale.
La vicenda si è sviluppata mentre Italia Nostra aveva già inviato, il 30 settembre, una Pec a Comune, Istituto vendite giudiziarie e Soprintendenza chiedendo di fermare ogni intervento irreversibile e di valutare soluzioni alternative all’abbattimento. L’associazione aveva richiamato proprio la necessità di verificare il regime di tutela derivante dalla proprietà statale dell’edificio e di adottare, se tecnicamente praticabile, opere provvisionali di consolidamento.
Fantini sottolinea che il Comune avrebbe perseguito «sin dall’inizio» l’obiettivo di conciliare la sicurezza con la conservazione del patrimonio storico. Ricorda inoltre un parere della Soprintendenza del 2018 che, quando l’immobile era ancora privato, non aveva rilevato elementi di interesse storico e culturale. La circostanza decisiva ora è però diversa: la titolarità pubblica dell’edificio, che impone la verifica prevista dal Codice prima di procedere alla demolizione.
Case di Rocco, demolizione sospesa in attesa della Soprintendenza
L’ordinanza del 28 settembre era legata alla sicurezza dei residenti. Il 1° ottobre la richiesta formale di parere sul valore storico dell’edificio, dopo la Pec inviata da Italia Nostra


