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Arena Daturi, il centrodestra: «Gli atti smentiscono la ricostruzione del Comune sulla vicenda Alley Oop»

I gruppi consiliari di Lega, Fratelli d’Italia e Civica Barbieri-Liberi con Trespidi tornano sulla vicenda relativa all’utilizzo dell’Arena Daturi e al festival Alley Oop, alla luce della documentazione acquisita attraverso un accesso agli atti. Secondo i consiglieri di opposizione, gli atti amministrativi non confermerebbero la ricostruzione fornita dall’Amministrazione comunale per giustificare il diverso trattamento riservato agli organizzatori della manifestazione.

Ecco il comunicato integrale.

I gruppi consiliari di Lega, Fratelli d’Italia e Civica Barbieri-Liberi con Trespidi tornano sulla vicenda Alley Oop perché, ancora una volta, la narrazione costruita dall’Amministrazione comunale non trova riscontro negli atti.

Nel comunicato con cui Palazzo Mercanti ha respinto le critiche degli organizzatori del festival, l’Amministrazione ha sostenuto che l’altro soggetto interessato all’utilizzo dell’Arena Daturi – e che ne beneficerà per l’evento di fine agosto – avrebbe presentato una richiesta per il medesimo periodo richiesto da Alley Oop, ricevendo anch’esso un diniego per le medesime ragioni. Solo successivamente, secondo la ricostruzione del Comune, avrebbe presentato una nuova domanda per una data diversa, poi accolta. Una versione utilizzata per sostenere che non vi sarebbe stata alcuna disparità di trattamento.

Per verificare la fondatezza di queste affermazioni abbiamo esercitato il nostro diritto di accesso agli atti, chiedendo copia della presunta richiesta originaria e del relativo diniego. La risposta ricevuta dagli uffici è sorprendente: non esiste alcuna domanda formale e non esiste alcun provvedimento di diniego. Gli uffici ci hanno infatti formalmente comunicato che vi sarebbero state esclusivamente interlocuzioni informali.

Di fronte a questo riscontro sorgono inevitabilmente alcune domande. Se non esistono richieste protocollate né risposte formali, su quali elementi l’Amministrazione ha costruito un comunicato così perentorio? E come può essere utilizzata come prova dell’assenza di disparità di trattamento una vicenda che, a quanto riferito dagli stessi uffici, sarebbe rimasta confinata a semplici colloqui informali?

Gli atti raccontano invece un’altra storia. Ad Alley Oop è stato comunicato già nel mese di marzo che l’Arena Daturi non sarebbe stata disponibile per il 2026 a causa di lavori previsti sull’area. Lavori che, ad oggi, non sono nemmeno iniziati. Eppure quello stesso spazio è stato successivamente concesso per un evento in programma a fine agosto, sulla base di una domanda protocollata soltanto a metà maggio.

A questo punto il dubbio è inevitabile: perché con Alley Oop non è stata seguita la stessa modalità di interlocuzione informale che, a quanto ci viene detto, avrebbe consentito ad altri di individuare una soluzione alternativa? Come avrebbero potuto gli organizzatori ripresentare una domanda, se era stato loro comunicato che l’area non sarebbe stata disponibile per l’intero 2026?

Chiedere ai cittadini di credere che una ricostruzione così dettagliata si fondi esclusivamente su conversazioni telefoniche o verbali significa pretendere un atto di fede, non fornire elementi oggettivi. È una spiegazione che lascia molti interrogativi aperti e che appare francamente poco credibile.

Ancora una volta siamo costretti a constatare come i comunicati dell’Amministrazione raccontino una versione dei fatti che, quando viene verificata attraverso gli atti, non trova riscontri documentali. Ormai siamo costretti a ricorrere sistematicamente agli accessi agli atti per verificare quanto viene dichiarato pubblicamente, perché troppo spesso la documentazione amministrativa racconta una storia diversa.

L’assessore Dadati, che ha seguito questa vicenda, avrebbe dovuto garantire regole uguali per tutti e favorire il dialogo con un’associazione che da anni organizza una manifestazione capace di coinvolgere migliaia di giovani e di portare a Piacenza artisti di rilievo nazionale. Invece, ancora una volta, emergono modalità che alimentano dubbi e perplessità.

Noi continueremo a fare ciò che compete a un’opposizione seria: leggere gli atti, richiederli quando necessario e verificare che ciò che viene raccontato ai cittadini corrisponda alla realtà. La trasparenza non si misura con i comunicati stampa, ma con i documenti. E quando i documenti smentiscono la narrazione dell’Amministrazione, è nostro dovere denunciarlo, nell’interesse della verità, del rispetto delle regole e del corretto funzionamento delle istituzioni.

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