Prosegue senza tregua l’ondata di caldo che sta interessando l’Emilia-Romagna dal 17 giugno e che, secondo le previsioni di Arpae, è destinata a intensificarsi ulteriormente nei prossimi giorni, con il picco atteso tra sabato 27 e martedì 30 giugno. Temperature massime fino a 39 gradi in pianura, minime tropicali nelle ore notturne e valori ben oltre le medie stagionali stanno delineando un quadro che potrebbe trasformarsi nell’episodio di calore più intenso e duraturo mai registrato in regione.
Fino a venerdì le temperature dovrebbero restare in linea con quelle degli ultimi giorni, con massime attorno ai 37-38 gradi nelle aree di pianura del settore centrale e occidentale e valori leggermente inferiori nelle pianure orientali. Anche le temperature minime continuano a mantenersi su livelli molto elevati: intorno ai 21-22 gradi nelle aree rurali e oltre i 25 gradi nei centri urbani, dove l’effetto dell’isola di calore rende le notti particolarmente pesanti. Le condizioni risultano meno estreme in collina e in montagna, dove l’escursione termica resta più marcata grazie a un raffreddamento notturno più efficace.
Il fine settimana potrebbe però segnare un ulteriore salto verso l’alto, con temperature in aumento di uno o due gradi e punte fino a 39 gradi su gran parte della pianura emiliano-romagnola. Valori che non solo risultano eccezionali per la fine di giugno, ma che si collocano ben oltre ciò che normalmente ci si aspetta anche nei mesi centrali dell’estate. A fine giugno, infatti, in pianura le temperature massime medie si aggirano solitamente attorno ai 29-30 gradi, mentre le minime si attestano sui 17-18 gradi.
L’anomalia termica è tale che, spiega Arpae, dal 19 giugno il valore della temperatura media regionale – utilizzato come indicatore sintetico dell’eccezionalità del fenomeno – ha superato i precedenti record storici giornalieri. Le proiezioni attuali indicano che questo scostamento potrebbe protrarsi almeno fino al 1° luglio. Se le previsioni saranno confermate, l’ondata di calore del 2026 diventerà la più lunga e intensa mai osservata in Emilia-Romagna, con tredici giorni consecutivi di temperature medie regionali superiori ai massimi storici. Il precedente riferimento risale all’agosto 2003, quando i giorni consecutivi sopra record furono nove, dal 6 al 14 del mese.
Gli effetti del caldo prolungato non riguardano soltanto il disagio percepito nelle città, ormai elevato da diversi giorni, ma investono anche altri settori sensibili. Tra le criticità segnalate ci sono la riduzione delle rese agricole, i possibili problemi alle infrastrutture di trasporto e alla rete energetica, oltre alla crescente pressione sulle risorse idriche.
Particolarmente delicata è la situazione del fiume Po. Nella stazione di Pontelagoscuro, in provincia di Ferrara, il valore medio mensile della portata di giugno – calcolato sui dati disponibili fino al 23 giugno – risulta inferiore del 67% rispetto alla media di lungo periodo 1923-2024. Nella giornata del 23 giugno la portata osservata è stata di circa 300 metri cubi al secondo, un dato che sta già producendo effetti sull’intrusione del cuneo salino nel delta del Po. La tendenza, secondo le valutazioni disponibili, è di un’ulteriore diminuzione delle portate nei prossimi giorni, mentre l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po continua a monitorare l’evoluzione della severità idrica.
Intanto Arpae, in qualità di Centro funzionale regionale, prosegue il monitoraggio costante della situazione e l’emissione delle allerte per temperature estreme, con particolare attenzione ai rischi legati a possibili disservizi infrastrutturali. Sul fronte sanitario resta inoltre attivo il servizio di previsione del disagio bioclimatico, con aggiornamenti quotidiani relativi al giorno in corso e ai due successivi.




