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Fondazione, al secondo tentativo passa l’allungamento dei mandati: Reggi potrà restare fino al 2031

Il 20 luglio la proposta si era fermata a nove voti, senza raggiungere il quorum. Ripresentata dopo due settimane e un evidente lavoro di ricomposizione del consenso, ha ottenuto dodici sì

Al primo tentativo i voti non erano bastati. Al secondo, dopo due settimane di interlocuzioni all’interno e intorno alla Fondazione, la maggioranza si è ricomposta: Roberto Reggi potrà restare alla presidenza della Fondazione di Piacenza e Vigevano fino al 2031.
Il Consiglio generale, riunito lunedì 3 agosto, ha approvato le modifiche allo Statuto con 12 voti favorevoli, un’astensione e un assente. Un risultato molto diverso da quello registrato nella seduta del 20 luglio, quando l’allungamento da quattro a sei anni dei mandati del presidente e dello stesso Consiglio generale aveva raccolto soltanto nove consensi, fermandosi a un passo dalla maggioranza qualificata richiesta.
Servivano infatti almeno dieci voti sui quindici componenti. In quell’occasione tre consiglieri si erano astenuti e altri tre erano risultati assenti. La proposta era quindi formalmente naufragata, nonostante fosse già prevedibile che Reggi avrebbe cercato di riportarla rapidamente al voto.
Così è avvenuto. La questione è stata riproposta a distanza di appena due settimane e questa volta i voti favorevoli sono saliti da nove a dodici. Tre consensi in più, sufficienti non soltanto a superare il quorum, ma a consegnare al presidente una maggioranza particolarmente ampia.
Non è dato sapere pubblicamente quali confronti si siano svolti tra le due sedute. Il cambiamento del risultato lascia però presumere un’intensa attività di interlocuzione e persuasione nei confronti dei componenti del Consiglio generale e degli enti che li hanno designati. In termini meno istituzionali, quello che tradizionalmente si definirebbe un accurato “giro delle quattro chiese”.
L’esito concreto dell’operazione è rilevante. Il secondo mandato di Reggi, iniziato nell’aprile 2025 e destinato con le vecchie regole a terminare nel 2029, potrà proseguire per altri due anni, fino al 2031. Considerando anche il primo incarico cominciato nel 2021, la sua permanenza alla guida della Fondazione potrà così raggiungere complessivamente i dieci anni.
Il comunicato dell’ente presenta il voto soprattutto come un adeguamento dello Statuto all’Addendum sottoscritto nell’ottobre 2025 tra Acri e ministero dell’Economia e delle Finanze. Il testo introduce effettivamente nuove disposizioni in materia di investimenti, conflitti d’interesse, Terzo settore, attività sportiva e scadenza differenziata degli organi.
L’accordo Acri-Mef, tuttavia, non imponeva di estendere a sei anni il mandato del presidente e del Consiglio generale: concedeva alle Fondazioni la facoltà di farlo. Palazzo Rota Pisaroni ha scelto di utilizzare questa possibilità e, attraverso la disposizione transitoria, di applicarla anche agli incarichi già in corso.
Il mandato del presidente e del Consiglio generale viene dunque portato a sei esercizi, mentre quello del Consiglio di amministrazione scende a tre. Resta il limite di due mandati consecutivi per gli organi della Fondazione e viene previsto che, secondo il nuovo assetto, la presidenza possa essere ricoperta per un solo mandato.
La modifica più immediata, però, riguarda proprio Reggi e gli attuali consiglieri generali, le cui scadenze slittano dal 2029 al 2031. Una proroga che soltanto quattordici giorni prima non aveva trovato i numeri necessari e che ora è stata approvata con un consenso molto più largo.
La Fondazione motiva la scelta con la necessità di garantire maggiore stabilità alla governance, evitare la scadenza contemporanea degli organi e assicurare continuità amministrativa. Argomenti istituzionalmente legittimi, che non modificano il dato politico: dopo la battuta d’arresto del primo voto, la proposta è stata ripresentata senza sostanziali cambiamenti e ha ottenuto i consensi che in precedenza erano mancati.
Il nuovo Statuto dovrà ora essere trasmesso al ministero dell’Economia, cui spetta l’approvazione definitiva in qualità di autorità di vigilanza. Soltanto dopo il via libera del Mef le nuove disposizioni entreranno in vigore.
Tra le altre novità, vengono ampliate le possibilità di partecipazione degli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore alla designazione dei componenti della governance e viene inserita espressamente l’attività sportiva tra i settori ammessi ai contributi.
Sul piano patrimoniale sono recepite le regole dell’Addendum relative alla concentrazione degli investimenti, alla prevenzione dei conflitti d’interesse e alle operazioni con soggetti collegati. Aspetti importanti, ma che difficilmente possono oscurare il principale effetto della revisione statutaria: l’attuale presidenza, dopo un primo voto andato a vuoto, si è assicurata la possibilità di proseguire sino al 2031.
(Fotocomposizione creata con supporto AI).

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