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Klimt, il centrodestra interroga il Comune: «Il gestore del locale utilizza la “Ragazzetta” senza aver formalizzato gli accordi con la Ricci Oddi?»

I consiglieri di opposizione chiedono di verificare se siano stati sottoscritti gli accordi per l'utilizzo dell'immagine del Ritratto di signora e se siano stati corrisposti i relativi diritti economici

I gruppi consiliari di opposizione Civica di centrodestra Barbieri-Liberi, Fratelli d’Italia e Lega hanno presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sul possibile utilizzo dell’immagine e della denominazione legata al Ritratto di signora di Gustav Klimt da parte del nuovo locale di Palazzo Mercanti.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, tra la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi e il gestore del locale sarebbero stati definiti gli elementi essenziali di un accordo per la concessione dei diritti di utilizzo dell’opera, comprensivi del pagamento di un corrispettivo economico. I consiglieri sostengono però che, pur essendo già in corso l’utilizzo del nome e dell’immagine della cosiddetta “Ragazzetta” nella comunicazione dell’attività, l’accordo non risulterebbe ancora formalmente sottoscritto e i diritti previsti non sarebbero stati corrisposti.
«Se questa ricostruzione fosse corretta – affermano i firmatari – ci troveremmo davanti a una situazione incomprensibile: un soggetto privato beneficerebbe del richiamo commerciale di uno dei simboli culturali di Piacenza senza rispettare gli impegni economici che sarebbero stati concordati proprio a tutela della Galleria. Cosa ancora più grave è che a farlo sarebbe proprio chi è affidatario di un servizio per 18 anni del Comune».
Nell’interrogazione viene richiamata anche l’inaugurazione del locale, durante la quale, ricordano i consiglieri, il sindaco aveva presentato l’iniziativa come un’opportunità per sostenere e valorizzare la Ricci Oddi. Per questo il centrodestra chiede di sapere se il beneficio annunciato si sia effettivamente tradotto in un ritorno economico per la Galleria.
Nel dettaglio, l’interrogazione domanda se il gestore abbia sottoscritto gli accordi e versato i diritti pattuiti. In caso contrario, viene chiesto quali iniziative il Comune intenda assumere nei confronti del concessionario del servizio pubblico qualora fosse accertato un utilizzo dell’opera difforme dagli accordi.
Qualora invece gli accordi risultassero regolarmente perfezionati, i consiglieri chiedono di conoscerne durata, contenuti, autorizzazioni adottate dal Consiglio di amministrazione della Galleria, corrispettivi economici, eventuali royalties o altre forme di sponsorizzazione previste e la data del loro effettivo versamento.
«La Ricci Oddi custodisce un patrimonio che appartiene all’intera comunità – concludono i firmatari –. Per questo ogni utilizzo commerciale dell’immagine delle sue opere deve avvenire nel pieno rispetto delle regole e degli accordi. Chiediamo trasparenza e la certezza che ogni euro dovuto alla Galleria sia stato effettivamente riconosciuto. Se così non fosse, il Comune ha il dovere di intervenire».

Arredi in cambio dei canoni

Intanto sempre a proposito del La Ragazzetta, sul fronte della concessione, il Comune ha autorizzato il gestore a scomputare il canone dei primi dieci anni, pari complessivamente a 344.420 euro, con il valore degli arredi e delle attrezzature acquistati per il locale, che entreranno a far parte del patrimonio comunale al termine della concessione. Lo scomputo è subordinato alla rendicontazione delle spese sostenute e alla presentazione delle relative fatture e quietanze di pagamento, mentre dal 30 giugno 2036 il canone tornerà a essere corrisposto in denaro. Gli arredi dovranno essere restituiti in buone condizioni (compatibilmente con il normale deterioramento).

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