I sindacati regionali di Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro tornano sul tema degli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico locale, sostenendo che, accanto ai rincari per gli utenti e agli investimenti annunciati da Seta, debba finalmente trovare spazio anche il riconoscimento economico e normativo del personale.
Le organizzazioni sindacali richiamano infatti la Carta dei Servizi 2026, nella quale l’azienda evidenzia il rinnovo di oltre metà della flotta negli ultimi cinque anni grazie a investimenti per circa 140 milioni di euro, l’incremento dei chilometri percorsi, delle corse effettuate e dei passeggeri trasportati. A questo, osservano, si aggiunge ora l’aumento delle tariffe deciso nei bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza, destinato a produrre maggiori entrate.
«Se ai cittadini viene chiesto un sacrificio economico in più – sostengono i sindacati – è legittimo aspettarsi che una parte delle risorse venga destinata anche a chi quel servizio lo rende possibile ogni giorno».
Secondo Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro, nel dibattito pubblico continua infatti a mancare un elemento fondamentale: il lavoro. «Dietro agli autobus nuovi, ai numeri sulla qualità del servizio e agli investimenti – affermano – ci sono lavoratrici e lavoratori che operano in condizioni spesso difficili, con una cronica carenza di personale, turni gravosi e responsabilità crescenti».
Le sigle ricordano inoltre le criticità legate alle elevate temperature, ai rischi connessi alle aggressioni subite dagli autisti e, più in generale, alle difficoltà di un settore che continua a risentire del sottofinanziamento del trasporto pubblico locale.
Per questo la priorità indicata dal sindacato resta la definizione di un Contratto Unico, in grado di garantire migliori condizioni economiche e normative a tutto il personale di Seta.
Le organizzazioni spiegano di essere impegnate da mesi nella trattativa con l’azienda. Dopo la pre-intesa raggiunta lo scorso novembre sugli aspetti economici, il confronto è ripreso in questi giorni sui temi normativi. Per arrivare rapidamente a un accordo, però, ritengono indispensabile che la proprietà metta a disposizione le risorse necessarie.
«Non è più possibile rinviare – concludono le sigle –. Se davvero si vuole difendere e rilanciare il trasporto pubblico locale, occorre investire anche sulle persone che lo garantiscono ogni giorno. Chiediamo quindi alla dirigenza e agli enti soci di dare un segnale concreto già dal prossimo incontro del 30 luglio, affinché si possa arrivare quanto prima alla sottoscrizione del Contratto Unico».
Fit Cisl Aumento del biglietto urbano: bene la tutela degli abbonati, ma non basta
Sulla vicenda interviene anche Salvatore Buono, Segretario FIT CISL Piacenza, con una nota che pubblichiamo di seguito.
“FIT CISL Piacenza prende atto della decisione delle Amministrazioni comunali di adeguare da agosto le tariffe del biglietto urbano SETA, portandolo da 1,50 a 2 euro, salvaguardando al contempo gli abbonamenti grazie a un impegno economico diretto dei Comuni.
Se da un lato apprezziamo la scelta di non gravare su studenti, lavoratori pendolari e famiglie che utilizzano quotidianamente il servizio, dall’altro non possiamo ignorare che l’aumento ricade interamente su chi il mezzo pubblico lo usa in modo occasionale: anziani senza abbonamento, cittadini con redditi bassi che non riescono a programmare spostamenti regolari, turisti e utenti saltuari. Anche questi cittadini contribuiscono, con le imposte locali e regionali, al bilancio degli enti che oggi finanziano la sterilizzazione delle tariffe degli abbonamenti. In questo modo l’onere del riequilibrio economico del contratto di servizio, ricade comunque, anche se solo in parte, su chi sceglie il trasporto pubblico.
Se serve un piano di riequilibrio dei conti legato all’aumento dei costi di carburante, energia, manutenzione e assicurazioni, si utilizzino fino in fondo le risorse fiscali già in bilancio, prima di chiedere un contributo aggiuntivo a chi sale su un autobus. Scoraggiare con i prezzi anche l’utenza occasionale è in controtendenza con le stesse politiche di incentivo alla mobilità sostenibile portate avanti dai Comuni.
Considerata la decisione chiediamo con fermezza che parte dei maggiori ricavi generati dall’aumento del biglietto venga destinata concretamente al miglioramento del servizio e alle condizioni di lavoro del personale viaggiante, autisti e controllori sempre più esposti a carichi di lavoro e, purtroppo, ad aggressioni, e non semplicemente assorbita nei bilanci societari.
Come già proposto in altri territori, la strada maestra resta un servizio più veloce, sicuro e capace di attrarre nuovi passeggeri: questo, e non l’aumento dei biglietti, è il primo passo per abbassare i costi di esercizio nel medio periodo.
Infine riteniamo necessario un confronto con i Comuni e con SETA per discutere queste proposte prima dell’entrata in vigore delle nuove tariffe”.


