HomeAttualitàL'Organistrum di Santiago de Compostela arriva a Piacenza

L’Organistrum di Santiago de Compostela arriva a Piacenza

Il liutaio Luciano Bernardi ha ricostruito lo strumento medievale raffigurato nella cattedrale di Santiago de Compostela. In occasione del concerto a Sant'Antonino lo ha mostrato a Maddalena Scagnelli, con cui vorrebbe collaborare per la messa a punto

Un antico strumento musicale, raffigurato quasi novecento anni fa nella cattedrale di Santiago de Compostela, è arrivato a Piacenza in occasione di «Piacenza Terra di Passo 2.0». A portarlo è stato il liutaio Luciano Bernardi, che ha ricostruito un Organistrum dopo un approfondito lavoro di studio e ricerca sulle testimonianze medievali.

L’occasione è stata il concerto «Ardore et Alegranza», tenuto sabato 7 novembre nel chiostro della basilica di Sant’Antonino dal gruppo Le Rose e le Viole, diretto da Maddalena Scagnelli. Bernardi ha voluto mostrare personalmente lo strumento alla musicista, con la quale potrebbe nascere una collaborazione per perfezionare le caratteristiche sonore dell’organistrum.

L’Organistrum è uno degli strumenti più affascinanti della musica medievale, considerato un antenato della ghironda. Si tratta di uno strumento a corde azionato attraverso una ruota che, fatta girare mediante una manovella, sfrega le corde producendo il suono. Un sistema di tasti consente di modificarne le note. Per le sue dimensioni e le caratteristiche costruttive, nella forma medievale più conosciuta richiedeva l’intervento di due esecutori: uno alla manovella e l’altro alla tastiera.

La sua raffigurazione più celebre si trova proprio nel Portico della Gloria della cattedrale di Santiago de Compostela, capolavoro dell’arte romanica realizzato dal Maestro Mateo nel XII secolo. Nella grande composizione scultorea, i ventiquattro anziani dell’Apocalisse sono rappresentati con diversi strumenti musicali. Al centro dell’archivolto, due di loro sorreggono e suonano insieme un Organistrum.

Questa testimonianza iconografica costituisce un riferimento fondamentale per gli studiosi e i liutai impegnati nella ricostruzione degli strumenti medievali. Il lavoro non riguarda soltanto l’aspetto esteriore: occorre interpretare le raffigurazioni antiche e confrontarle con le conoscenze disponibili sulle tecniche costruttive e sulle pratiche musicali dell’epoca, nel tentativo di restituire allo strumento una propria identità sonora.

La presenza dell’Organistrum a Piacenza ha assunto un significato particolare proprio per il contesto in cui è avvenuto l’incontro con Maddalena Scagnelli. Il concerto di Sant’Antonino, inserito nel programma di «Piacenza Terra di Passo 2.0», ha proposto laudi, antifone e musiche per la danza legate alla spiritualità francescana e ai grandi itinerari di pellegrinaggio europei.

Accanto ai repertori italiani, il programma comprendeva anche testimonianze della tradizione musicale spagnola, tra cui le Cantigas e il Llibre Vermell de Montserrat, in un percorso ideale che dalla Via Francigena conduce al Cammino di Santiago. A eseguire i brani il gruppo Le Rose e le Viole, sotto la direzione di Scagnelli, con la partecipazione di Sara Pavesi all’arpa.
Il primo utilizzo ufficiale dell’Organistrum ricostruito da Bernardi è previsto per dicembre, in occasione di un concerto nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Prima di quell’appuntamento, lo strumento ha dunque fatto tappa a Piacenza, proprio durante una manifestazione dedicata alle vie di pellegrinaggio che per secoli hanno collegato città, culture e tradizioni musicali europee.

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