HomePoliticaSicurezza, la Lega presenta un decalogo per Piacenza: "Il Comune torni in...

Sicurezza, la Lega presenta un decalogo per Piacenza: “Il Comune torni in prima linea, basta alibi”

Dieci proposte per rafforzare la sicurezza urbana, dalla reintroduzione dell'assessore dedicato al potenziamento della polizia locale, fino a videosorveglianza, illuminazione e controlli nei quartieri

Un decalogo di interventi per migliorare la sicurezza a Piacenza, chiedendo al Comune di assumere un ruolo più incisivo nella prevenzione e nel contrasto della criminalità. È la proposta avanzata dalla Lega piacentina, che torna a sollecitare l’amministrazione Tarasconi su un tema considerato prioritario, anche alla luce del peggioramento della posizione della città nella recente classifica nazionale sulla criminalità.

«Nessuna amministrazione comunale possiede la bacchetta magica e può risolvere da sola tutti i problemi legati alla sicurezza», sottolinea la Lega, evidenziando però come esistano strumenti e competenze che il Comune potrebbe utilizzare maggiormente. «C’è una differenza sostanziale tra chi sceglie di impegnarsi in prima linea e chi preferisce demandare ogni responsabilità allo Stato. Il Comune può fare molto, se esiste la volontà politica di farlo».

Il documento elaborato dal Carroccio individua dieci possibili interventi, alcuni di carattere organizzativo e altri legati alla presenza sul territorio, alla prevenzione e al coinvolgimento dei cittadini.

Il primo punto riguarda la reintroduzione dell’assessore alla Sicurezza, una figura politica che, secondo la Lega, dovrebbe occuparsi stabilmente del tema, raccogliendo le segnalazioni dei cittadini e mantenendo un confronto costante con la polizia locale e le altre forze dell’ordine.

Proprio alla polizia locale è dedicata la seconda proposta. Il Carroccio contesta l’aumento delle previsioni di incasso dalle sanzioni, arrivate a 7 milioni di euro, sostenendo che gli agenti debbano essere maggiormente impiegati nelle attività di sicurezza urbana anziché nel controllo delle infrazioni stradali. Tra i modelli indicati figura quello di Ferrara, dove è stato istituito un nucleo denominato «Anti-maranza», che coinvolge agenti, assistenti sociali e altre figure professionali per prevenire e contrastare la devianza giovanile.

La terza richiesta punta a intensificare i controlli nelle zone considerate più a rischio, attraverso una programmazione periodica degli interventi e una maggiore presenza di pattuglie a piedi, in coordinamento con le altre forze dell’ordine. Secondo la Lega, una presenza più visibile degli agenti contribuirebbe sia alla prevenzione sia a migliorare la percezione di sicurezza dei residenti.

Un altro intervento riguarda il regolamento di polizia urbana. In particolare, viene proposta un’applicazione più estesa dell’articolo 18, che consente di introdurre limitazioni agli orari di apertura di determinate attività commerciali in presenza di problemi per la vivibilità e la sicurezza. Il riferimento è anche ai provvedimenti recentemente adottati in una zona di via Dante, che la Lega vorrebbe vedere applicati, quando necessario, in altre aree della città.

Il quinto e il sesto punto riguardano rispettivamente videosorveglianza e illuminazione pubblica. Il Carroccio chiede maggiori investimenti nell’installazione di telecamere, ritenute utili sia come deterrente sia per le indagini, e interventi per migliorare l’illuminazione nelle strade e nei parchi. Particolare attenzione viene riservata alla manutenzione degli impianti e alla potatura degli alberi, per evitare che la vegetazione ostacoli la diffusione della luce.

Spazio anche alla partecipazione dei cittadini, con la proposta di rafforzare i gruppi di controllo di vicinato e favorirne la costituzione nei quartieri dove non sono ancora presenti. Una rete che, secondo la Lega, potrebbe contribuire alla raccolta delle segnalazioni e a un rapporto più diretto tra residenti e istituzioni.

L’ottavo punto introduce la possibilità di ricorrere a squadre di steward privati nelle aree maggiormente frequentate e nei periodi di particolare afflusso. Si tratterebbe di presidi con funzioni di presenza e deterrenza, da organizzare in coordinamento con la questura e le forze dell’ordine, prendendo esempio da esperienze già avviate in altre città.

La nona proposta punta invece sulla rivitalizzazione degli spazi pubblici. Organizzare eventi, manifestazioni culturali e attività sportive nei quartieri considerati più problematici potrebbe, secondo il Carroccio, favorire una maggiore frequentazione delle aree e contribuire a restituirle alla cittadinanza.

A chiudere il decalogo è il tema della violenza sulle donne, con la richiesta di potenziare il Centro Antiviolenza e aumentare la disponibilità di posti nelle case-rifugio. La Lega propone inoltre un maggiore sostegno legale ed economico alle donne che denunciano, contributi per favorirne l’autonomia abitativa e campagne di prevenzione nelle scuole.

Nel dibattito sulla sicurezza si inserisce anche la posizione di Nicola Molteni, che ha richiamato gli interventi del Governo a favore di Piacenza, dall’incremento degli organici della Polizia di Stato all’inserimento della città nell’operazione «Strade Sicure», con l’impiego dei militari. Molteni ha inoltre ricordato i provvedimenti normativi adottati a livello nazionale per fornire alle forze dell’ordine ulteriori strumenti di intervento di fronte ai fenomeni di criminalità, anche giovanile.

Per la Lega piacentina, tuttavia, il rafforzamento dell’azione statale deve essere accompagnato da un maggiore impegno dell’amministrazione comunale. È questo il messaggio politico che accompagna il decalogo: utilizzare tutti gli strumenti disponibili a livello locale, senza limitarsi a richiamare le competenze dello Stato.

ARTICOLI COLLEGATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!
- Advertisment -

Articoli PIu' popolari