Piacenza comincia a costruire, insieme alla città, il proprio percorso verso la candidatura a Capitale europea della cultura 2033. La prima tappa pubblica si è svolta oggi nelle sale di Palazzo Farnese, dove oltre settanta rappresentanti di istituzioni culturali, associazioni del territorio, scuole e realtà cittadine si sono ritrovati attorno agli stessi tavoli per un pomeriggio di ascolto, confronto e lavoro condiviso.
La candidatura, promossa dal Comune di Piacenza con ReteCulturaPiacenza, era stata annunciata nel settembre 2025 durante la terza edizione del Festival del Pensare Contemporaneo. Ora entra nella fase operativa, con l’obiettivo di arrivare preparati a una sfida lunga e complessa: dopo Matera 2019 e Nova Gorica/Gorizia 2025, il titolo tornerà infatti nel 2033 a una città italiana. Il bando nazionale del Ministero della Cultura è atteso per la fine del 2026, il primo dossier per l’autunno 2027 e la decisione finale entro la fine del 2028. Tra le città già in corsa figurano anche Torino, Norcia, Viterbo e Siracusa.
La giornata si è aperta con un incontro riservato tra ReteCulturaPiacenza e ReteMuseiPiacenza, dedicato a un primo aggiornamento sul percorso e alla presentazione della squadra di lavoro. Nel pomeriggio si è poi svolto il primo workshop partecipativo, costruito attorno a tre temi: Europa come orizzonte, cultura, margini e possibilità, futuro e desideri. Tavoli misti, facilitatori e una restituzione collettiva hanno permesso di tracciare una prima mappa delle idee, delle aspettative e delle ambizioni che Piacenza intende portare dentro il dossier.
«Piacenza ha scelto di iniziare questo percorso con largo anticipo perché una candidatura a Capitale Europea della Cultura non si improvvisa e non si costruisce in pochi mesi. È un lavoro lungo, che richiede visione, capacità di fare squadra e soprattutto la consapevolezza del patrimonio culturale, umano e creativo che una città possiede già», ha dichiarato il sindaco Katia Tarasconi.
Il sindaco ha richiamato alcune esperienze recenti che hanno già dato a Piacenza una proiezione nazionale e internazionale: dal Klimt della Ricci Oddi arrivato a Seul al Fegato etrusco esposto a San Francisco, dal Festival del Pensare Contemporaneo alla crescita del Teatro Municipale, dalle mostre di Palazzo Farnese e XNL alla valorizzazione del patrimonio religioso insieme alla Diocesi. «Oggi non stiamo presentando un semplice progetto culturale: stiamo dicendo che Piacenza vuole imparare a guardarsi con più ambizione, consapevole di avere moltissimo da offrire all’Italia e all’Europa».
La candidatura si appoggia su ReteCulturaPiacenza, che riunisce Comune, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Fondazione Teatri, Diocesi di Piacenza-Bobbio, Provincia, Camera di Commercio dell’Emilia, con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna. Non una rete nata per l’occasione, ma un sistema già attivo che ora viene chiamato a dare una prospettiva comune alle energie culturali del territorio.
«La candidatura a Capitale Europea della Cultura non può essere il progetto di un singolo ente o di una sola istituzione: o diventa un percorso condiviso della città, oppure non funziona», ha sottolineato l’assessore alla Cultura e al Turismo Christian Fiazza. «Piacenza ha già una rete culturale forte, viva e collaborativa: oggi non stiamo costruendo qualcosa da zero, ma stiamo dando una prospettiva comune a energie che esistono già».
Il dossier sarà costruito dal team curatoriale che da quattro anni accompagna il Festival del Pensare Contemporaneo, coordinato da Alessandro Fusacchia. La direzione della candidatura è affidata a Linda Di Pietro, project manager culturale con esperienza in processi di candidatura e progettazione europea.
«La sfida è stare nel locale e pensare in grande, allo stesso tempo», ha spiegato Di Pietro. «C’è un’idea che vogliamo sfatare fin dal primo giorno: che una città media come Piacenza non possa farcela. Sono invece proprio le città medie, oggi, a raccontare meglio l’Europa che cambia. Piacenza ha tutte le carte per farlo».
In serata Palazzo Farnese ha ospitato anche “Capitali a confronto”, dialogo pubblico con Paolo Verri, protagonista del percorso di Matera 2019, Romina Kocina di GO!2025 Nova Gorica/Gorizia e Rossella Tarantino, già componente della Commissione europea ECoC. Un confronto pensato per portare a Piacenza esperienze, metodi e consapevolezze di chi ha già attraversato il cammino verso il titolo.
Durante l’incontro è stato presentato anche il logo che accompagnerà il percorso di avvicinamento alla candidatura, illustrato da Nicola Bellotti di Blacklemon.
Il prossimo appuntamento pubblico sarà durante la quarta edizione del Festival del Pensare Contemporaneo, “Attraversiamo”, in programma a Piacenza dal 24 al 27 settembre 2026. Sarà l’occasione per restituire alla città il lavoro avviato a Palazzo Farnese e allargare ulteriormente il percorso di ascolto e co-progettazione.




